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Foto tratta da lavorosociale.it
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Istat, le famiglie siciliane diminuiscono i consumi

Una propensione al risparmio che interessa cibo, istruzione e tempo libero. Le famiglie siciliane, infatti, spendono sempre meno. E’ quanto emerge dall’indagine sui consumi condotta annualmente dall’Istat. Nel 2013, la spesa media mensile di una famiglia è pari a 1.579,82 euro, il 3% in meno rispetto al 2012. Un dato importante che fa riflettere.
In Sicilia la rilevazione ha interessato 30 comuni e circa 1.400 famiglie.

Foto tratta da trenonline.com
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A diminuire sono tutti i consumi, a cominciare dalla spesa destinata agli alimenti che, secondo i dati, sarebbe circa 424,40 euro, 3,9% in meno. Al supermercato si spende, quindi, il 27%, della spesa totale mensile. Tra le spese alimentari i siciliani sono disposti a pagare di più per la carne (25%). Seguono pane e cereali (17,2%) patate, frutta e ortaggi (16,6%).
La spesa per beni e servizi, invece, corrisponde a 1.155,42 euro mensili, riducendosi così, del 2,6% rispetto all’anno precedente (1.186,47 euro), rappresenta il 73% della spesa totale.

Foto tratta da tecnologiaericerca.com
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Ad assottigliarsi di più sono le spese destinate all’ abbigliamento e alle calzature (-42,5%), le prime a saltare in periodo di crisi. Seguono quelle dedicate alla telefonia (-22,4%), all’ istruzione (-16,4%), ai trasporti (-13,8%), al tempo libero, alla cultura e ai giochi (-33%) ed, infine, quelle relative ad altri beni e servizi (-29,8%).
Affitto, acqua, condominio e manutenzione, nonché le spese per all’abitazione, incidono molto sulla media mensile, sono circa il 29% della spesa totale. Anche le somme destinate ai trasporti, quali assicurazione e carburante ma anche acquisti di automobili e moto, gravano molto nelle tasche dei siciliani, con un onere pari a 194,40 euro. Questa, però, è una cifra che resta costante rispetto all’anno precedente (12,7% nel 2012, 12,3% nel 2013).
La Sicilia risulta la regione con la spesa media mensile più bassa rispetto alle altre regioni d’Italia, vale a dire il 33% in meno rispetto alla media nazionale.

Riguardo Giorgia La Marca

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