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Io, venditore di elefanti: tra stereotipo e realtà

Gli appuntamenti del pomeriggio riprendono a Palazzo delle Aquile, nella facoltà di Giurisprudenza e all’Archivio Storico Comunale. All’interno della sala Almeyda, nell’ex convento di San Nicolo da Tolentino, si sono svolti tre immancabili appuntamenti che hanno arricchito di persone e pensieri la suggestiva sala.

Alle 17.00 è arrivato Pap Abdoulaye Khouma, scrittore senegalese di nascita ma italiano per adozione. Immigrato in Italia nel 1984, si stabilisce a Milano dove si occupa di cultura e letteratura. È iscritto all’Albo dei giornalisti stranieri dal 1994 ed è cittadino italiano. Ha pubblicato, firmato con Oreste Pivetta, Io, venditore di elefanti (Garzanti, 1990). Con Baldini&Castoldi nel 2005 ha pubblicato Nonno Dio e gli spiriti danzanti e nel 2010 Noi neri italiani. È il direttore di El Gibli, rivista online di letteratura migrante. È fondatore e direttore responsabile di Assaman, una rivista online di informazione italo-africana.

Pap Khouma, conversando con Daniele Comberiati (dottore di ricerca all’Université Libre di Bruxelles e redattore di saggi accademici sulla letteratura delle migrazione e sul postcolonialismo italiano), ha raccontato la propria esperienza e la propria opera con un tono colloquiale e diretto, coinvolgendo pienamente tutti i presenti.

Sono stati citati i vari stereotipi in cui troppo spesso gli africani vengono etichettati, dal “vu cumprà” all’idea degli altissimi “watussi”, fino al fenomeno opposto, tanto che a Pap vennero censurati sui giornali l’uso delle parole “immigrato” (modificato in extracomunitario) e “nero” (cambiato in “di colore”) con cui egli stesso si era autodefinito. Il racconto della sua vita è proseguito con l’arresto, senza prove, per spaccio di droga e vendita di armi, pur essendo fuggito dalla sua terra proprio per sfuggire a un futuro in divisa come i familiari. Il suo primo libro è nato come forma di denuncia contro il razzismo in Italia e racconta senza veli la sua vita da clandestino a Milano, di giovane senza diritti, lasciando al lettore l’opportunità di riflettere.

Infine, Pap Khouma ha ringraziato la Sicilia per la grande solidarietà e accoglienza verso immigrati e rifugiati. Una Sicilia povera nell’economia, ma ancora molto ricca di valori e capace di dare il meglio di sé.

Riguardo Miryam Lo Dato

Miryam Lo Dato
Laureata in Lettere presso l'Università degli Studi di Palermo, specializzata in Filologia Moderna e Italianistica.

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