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INTOLLERANZE-ALIMENTARI

Intolleranze alimentari: un nuovo rapporto col cibo

«La cucina di un popolo è la sola esatta testimonianza della sua civiltà», così Eugene Briffault definisce il grande valore sociale rivestito dall’alimentazione. Il cibo infatti racconta la storia e la cultura di un popolo e veicola dei messaggi sociali dell’uomo, “animale culinario”. Basti pensare a quanto grossolano o scortese sarebbe servire dell’hamburger al centro di un banchetto nuziale, oppure offrire delle pietanze con carne di maiale ad un musulmano.

Eppure, l’uomo ha sempre avuto un rapporto ambivalente e paradossale col cibo che, coi secoli e soprattutto con pubblicità, suggestioni e avvertenze mediche, è andato sempre mutando fino alla perdita da parte dell’uomo-consumatore della percezione di se stesso.

Una prima forma d’ansia consiste nel piacere prodotto dal cibo ma anche dal senso di disgusto che esso può provocare. Il cibo è fonte di salute e vigore ma anche di malattia e intossicazione; questo è legato alla sopravvivenza e quindi alla vita dell’uomo, ma anche alla morte da parte degli animali commestibili atti a sfamare la popolazione mondiale.

La questione dell’accettazione morale dell’uccisione di animali ha prodotto varie scelte fra gli uomini. Ad oggi, sono molti coloro che si dichiarano vegetariani o vegani e decidono quindi di cambiare non solo le proprie abitudini alimentari ma anche di vita.

Tra l’altro, sempre più piede sta prendendo la formula“gluten free” non legata ad allergie ma più a mode preventive, come la decisione di evitare vari cibi legati ad intolleranze, i cui metodi di valutazione non trovano parere univoco presso la comunità scientifica. I test a cui dietisti e nutrizionisti sottopongono, non rientrano nel piano di diagnosi offerto dal Servizio Sanitario Nazionale. In pochi anni, si è creato un vero e proprio business intorno alle (presunte) intolleranze in cui vari esperti promettono di risolvere patologie fastidiose e problemi fisici e spesso anche psichici a cifre da capo giro. Tra questi test, ci sono: Alcat test, vega test, DRIA test, breath test, Creavutest.

Diverso è il caso dell’allergia alimentare che ha un’incidenza effettiva intorno al 2% della popolazione adulta. L’allergia alimentare è una forma specifica di intolleranza ad alimenti o a componenti alimentari che attiva il sistema immunitario. Un allergene (proteina presente nell’alimento a rischio che nella maggioranza delle persone è del tutto innocua) innesca una catena di reazioni del sistema immunitario tra cui la produzione di anticorpi. Gli anticorpi determinano il rilascio di sostanze chimiche organiche, come l’istamina, che provocano vari sintomi: respiratori, cutanei, gastrointestinali, sistemici. Tra gli allergeni alimentari più comuni vi sono il grano, il latte vaccino, la soia, le uova, i crostacei, la frutta, le arachidi e vari tipi di noci. Le allergie agli alimenti o ai componenti alimentari sono spesso ereditarie e vengono solitamente diagnosticate nei primi anni di vita.

 

Tutt’altra cosa è l’intolleranza alimentare che invece coinvolge il metabolismo. Un esempio è l’intolleranza al lattosio: le persone che ne sono affette hanno una carenza di lattasi, l’enzima digestivo che scompone lo zucchero del latte. Secondo gli specialisti di intolleranze, il 40-50% della popolazione ne sarebbe afflitto, mentre secondo la scienza ufficiale appena il 5% avrebbe disturbi dovuti alle intolleranze. Per di più, dire che si è intolleranti ad un cibo è un’approssimazione scientifica poiché non è mai l’alimento che causa un’intolleranza, ma una molecola contenuta nel cibo.

La verità scientifica sulle intolleranze, a questo stadio delle ricerche, è la seguente:

– scientificamente, sono note l’intolleranza al glutine (celiachia) e quella al lattosio;

– i test anti-intolleranze non sono riconosciute ufficialmente dalla comunità scientifica;

– il 90% delle (presunte) intolleranze sono intolleranze di secondo livello o false intolleranze.In questo caso, cioè, non si parla di una patologia, ma di un sintomo di una patologia di cui sarebbe preferibile rimuovere la causa piuttosto che eliminare tutta una serie di alimenti che il corpo non sa gestire.

I problemi di chi crede di essere intollerante sono da ricondursi a:

– disturbi dell’apparato digerente:

– disturbi emotivi quali stress, ansia, depressione;

– stile di vita sedentario e cattiva alimentazione.

Riguardo Miryam Lo Dato

Miryam Lo Dato
Laureata in Lettere presso l'Università degli Studi di Palermo, specializzata in Filologia Moderna e Italianistica.

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