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INTOCCABILI di Valerio La Martire ad Una Marina di Libri

E’ al crepuscolo, tra il verde accanto alla Serra Carolina dell’Orto Botanico di Palermo, che Valerio La Martire presenta il suo libro INTOCCABILI, in occasione dell’VIII edizione di “Una Marina di Libri“.

Il libro raccoglie le testimonianze di Roberto Scaini, Alessia Arcangeli, Luca Fontana, Umberto Pellecchia e Fanshen Lionetto, cinque operatori di Medici Senza Frontiere che si sono trovati ad affrontare l’epidemia di Ebola scoppiata in Africa Occidentale nel 2014.

L’introduzione del virus Ebola nelle comunità umane è dovuto al contatto con i fluidi corporei di animali infetti. Aintoccabili causare la trasmissione inter-umana è il contatto con organi, sangue o fluidi biologici di soggetti infetti (vivi o morti).

E’ proprio a causa dell’elevata infettività che – come spiega La Martire – gli operatori sanitari sono costretti ad indossare uno scafandro che possa limitare al minimo il contatto con gli ammalati. Si stabilisce così il mantra “Don’t touch“: non si possono toccare i pazienti. Questo, ci spiega l’autore, ha infuso in Roberto un senso di forte impotenza. Impotenza determinata anche dal fatto che per Ebola non esiste una vera e propria cura: il nostro stesso organismo può debellare l’infezione, ma per poter fare ciò ha bisogno di tempo e spesso l’infezione ha un decorso talmente veloce che questo tempo non si ha. L’unico supporto possibile durante l’epidemia è stato dunque prettamente sintomatologico.

Il mantra Don’t Touch nei confronti degli infetti ma anche verso gli altri operatori sanitari e se stessi. L’autore, riferendosi alla testimonianza di Fanshen, spiega come sia stato necessario per gli operatori porre dei confini sul proprio corpo. Sono soprattutto le mani a diventare “nemiche” in quanto possono contenere il virus. E’ questo che fa riflettere sui risvolti sociali della malattia: viene intaccato uno dei punti cardine della nostra umanità, il nostro essere animali sociali e dunque persone: esseri di relazione.

Gli ospedali da campo allestiti nel corso dell’epidemia constavano di 130/200 posti letto, ma erano molti di più coloro che avrebbero avuto bisogno di assistenza sanitaria. Gli operatori dunque si sono trovati a dover decidere chi far entrare e chi no – spiega Lamartire – e il criterio utilizzato è stato: scegliere coloro che non sarebbero stati in grado di curarsi da soli.

Nel corso della presentazione interviene Guido Maringhini, medico di Medici Senza Frontiere. E’ lui ad evidenziare come l’epidemia scoppiata nel 2014 abbia messo in luce le lacune nei sistemi sanitari e l’impreparazione a gestire tali situazioni di emergenza, esacerbate dal fatto che in questi casi è la popolazione sanitaria quella più colpita.

Riguardo Maria Francesca Saija

Maria Francesca Saija
Studentessa della facoltà di Medicina e Chirurgia nell'ateneo di Palermo. Topo da biblioteca fin dal 1995, attualmente cerco di destreggiarmi tra gli impegni accademici e l'amore per l'arte. Ad Agosto 2017 ho auto-pubblicato una raccolta di poesie: Fuochi di paglia (qui il link -> http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/poesia/352633/fuochi-di-paglia/).

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