Home / #CampusLife / Intervista al direttore dell’ERSU Ernesto Bruno
20151201_181155

Intervista al direttore dell’ERSU Ernesto Bruno

Nominato direttore da quasi sei mesi,  Ernesto Bruno era  già stato dall’ 1 marzo 2012 fino al fine 2015 dirigente coordinatore dell’Ersu. Era arrivato negli uffici dell’ente nel 2010, dopo varie esperienze dirigenziali e direttive  in altre amministrazioni pubbliche.

La direzione degli Ersu siciliani è normata dalla legge regionale 20 del 25 novembre 2002 ed è, come spiega lui stesso, “una carica assolutamente amministrativa. Per amministrativa – spiega – si intende la componente non politica delle strutture, nella sua globalità. E il direttore rappresenta il vertice gestionale delle strutture, deputato a trasformare in fatti gli atti di indirizzo dati dal Consiglio di amministrazione e dal suo presidente”

L’amministrazione quanto è grande, in termini di risorse umane?

In termini di risorse umane l’amministrazione ha in atto circa 80 lavoratori  in servizio a vario titolo e che sono dislocati nelle sei sedi di Palermo e in quella di Agrigento.

Da cosa è costituito il patrimonio dell’ente?

L’ERSU in realtà non ha un patrimonio immobiliare proprio tranne che per alcune eccezioni. Usiamo per  gli scopi istituzionali  beni messi a disposizione dalla Regione Siciliana, dal Comune di Palermo, dall’Università.  Per esempio, il San Saverio è della Regione Siciliana. Noi ne curiamo la manutenzione e i costi di gestione; così  lo usiamo per le finalità di cui alla legge 20/2002 cioè le finalità residenziali universitarie e  il servizio di ristorazione.

La domanda che le facevo è legata al fatto che circa due anni fa si parlava dell’ipotesi Hotel San Paolo e Hotel Patria.

L’Hotel San Paolo non è dell’ente, è una struttura di terzi, è un bene confiscato alla mafia. Si parlava del fatto che l’ente potesse diventare destinatario dell’hotel; era un’ipotesi che stava molto a cuore all’università. In realtà non è mai venuto a conclusione per una serie di difficoltà, non indifferenti, legati all’utilizzo di una struttura complessa: è molto grande e con costi di manutenzione e gestione molto elevati che comprendono anche  il personale già in servizio nella struttura.

L’Hotel Patria rappresenta, invece, un annoso e irrisolto problema a causa di continui contenziosi tra i proprietari. Il tentativo di arrivare all’apertura dell’Hotel Patria – che è di proprietà dell’università – rendendolo  fruibile con una scala esterna sembra naufragare di nuovo a causa di continui contenziosi: Tra potenzialità e burocrazia. Cos’è l’Hotel Patria?.

Semplificazione. Si parla tanto di un’amministrazione vicina ai cittadini. Come giudica lo stato di semplificazione dell’ERSU. Si può fare di più e se si che cosa?

L’Ente negli ultimi anni ha cercato il più possibile di essere in linea con le indicazioni governative finalizzate tra l’altro alla totale eliminazione della carta entro l’agosto del 2016.

Stiamo cercando di farlo nel rispetto dei tempi e per questi motivi negli ultimi due anni la procedura principale che è il bando di concorso per l’attribuzione dei benefici (monetari, alloggio e mensa) è stata totalmente informatizzata. Fino a tre anni fa c’era l’obbligo, effettuata la procedura on line di inviare per raccomandata la documentazione. Nell’ultimo anno abbiamo eliminato tutto e questo, riteniamo, sia un grosso passo in avanti.

Nell’assumere questa scelta, infatti, abbiamo un risparmio di tempo e denaro per il fruitore dei nostri servizi. Questa procedura permette d’avere un controllo di chi partecipa in tempo reale. Abbiamo inoltre fatto sì che la procedura sia protocollata automaticamente e la ricevuta di protocollo venga trasmessa alla mail del soggetto richiedente. In parallelo abbiamo la stessa procedura per i servizi mensa extraconcorsuali che tiene conto della possibilità di fruire del servizio mensa pur non essendo vincitori o idonei al bando di concorso per i benefici. L’informatizzazione delle procedura causa una rivoluzione culturale nella concezione della semplicità, infatti si fa tutto da casa, dal proprio pc.

Poi ci sono procedure interne, meno visibili, a incominciare dalla procedura di dematerializzazione delle fatture. Oggi  abbiamo  informatizzato tutta la modulistica per il personale attraverso un’applicativa, azzerando così completamente la carta. Tutto ciò senza avere alle spalle una grossa componente tecnologica perché noi non godiamo dei servizi di “Sicilia e Servizi”. Il resto, in realtà, lo facciamo in house, il sistema della gestione degli studenti è un sistema sviluppato ad hoc per questo ente, usato anche da altri enti. Da quest’anno siamo in cooperazione applicativa con l’INPS: non occorre presentare l’ISEE basta solamente indicare il numero di protocollo. Questo ci mette in condizioni di accedere a tantissimi dati in tempo reale. Infine, la formazione della graduatoria è ottenuta mediante  un algoritmo impostato su un parametro: ciò esclude  l’intervento umano trattandosi di un risultato dato dalla “macchina”.

Il bilancio è pubblicato nel sito dell’ente ma sicuramente pochi studenti ne sanno parlare. Cosa è importante sapere?

Il bilancio è pubblico. È un bilancio per definizione in pareggio. L’ERSU non fa business, non fa avanzo, se non quello fisiologico. È chiamato a non fare perdite e il nostro ente pubblico non ne ha mai fatte. Abbiamo un bilancio di circa 20/23 milioni di euro all’anno. Il nostro strumento finanziario negli anni si è un po’ ridotto, per la riduzione delle entrate.

Le entrate di questo ente sono tre: i contributi di funzionamento erogati dalla Regione siciliana, il fondo integrativo del MIUR, la tassa regionale che vien pagata direttamente dagli studenti alla struttura, UniPa ( cui afferisce il grosso degli studenti) ma anche i conservatori, le accademie delle belle arti. Gli studenti pagano la tassa regionale all’ente in cui si iscrivono e questo poi la versa a noi.

Due delle voci più grandi di entrata sono fondi vincolati. Tassa regionale e fondi MIUR sono impiegati totalmente per il pagamento dei benefici agli studenti per ciò intendendosi: beneficio monetario, mense e residenze. Con questo sistema ci potremmo trovare in una condizione paradossale per cui paghiamo decine di migliaia di borse di studio ma potremmo non avere fondi per pagare l’energia elettrica delle case dello studente o lo stipendio dei dipendenti.

Pur essendo una figura amministrativa, la legge le attribuisce poteri di proposta al Consiglio d’Amministrazione. Che ERSU immagina per domani?

L’ente non può rimanere una realtà chiusa.  Deve fare un salto di qualità ed è questo il lavoro che sta portando avanti il presidente Alberto Firenze. L’ERSU ha iniziato a guardare a fonti di finanziamento diverse come possono essere i fondi dell’Unione Europea. Le risorse dobbiamo cercarle anche altrove e per farlo dobbiamo diventare competitivi. Non guardare più all’opera universitaria, quello che era prima l’ERSU, ma alla collaborazione con gli atenei per la tutela del diritto allo studio in senso lato e più avanzato. Su questo stiamo lavorando.

Nello specifico può dirmi qualcosa?

La possibilità – per esempio – di offrire le cosiddette foresterie  in forme diverse, ampliate e differenziate, offrendo più servizi. Ampliando, nel rispetto della normativa, ad altre  forme di pubblico che fin ora non abbiamo avuto. Lì ci sono anche delle entrate senza diventare una realtà commerciale. Più entrate abbiamo più possiamo erogare servizi agli studenti, aumentare la premialità, e incrementare i servizi. È un meccanismo virtuoso nel quale vogliamo entrare.

 

 

Riguardo Andrea Cannizzaro

Andrea Cannizzaro
Nato il 29 luglio 1994 a Palermo dove frequento il corso di studi in Giurisprudenza. La mia mail è andreacannizzaro94@gmail.com

Leggi anche

Intesa Universitaria

Intesa Universitaria: gli studenti al primo posto

Intesa Universitaria è un’associazione, fondata nel 2003, che salvaguarda e tutela i diritti degli studenti dell’Università degli Studi di Palermo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *