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Ad Alcamo per parlare di diritto allo studio

Sabato 12 marzo ad Alcamo, presso il “Centro Congressi Marconi”, si è svolto l’incontro dal titolo “Diritto allo Studio Diritto al Futuro” promosso e coordinato dalle associazione Longarico e Città Attiva.

Locandina Incontro

 

 

Hanno assicurato la loro presenza il presidente dell’ERSU, Alberto Firenze, i senatori accademici Giuseppe Bonanno e Stefano Di Ganci, e  un componente del CDA dell’Ateneo palermitano, Ignazio Filippi.

L’incontro, aperto a tutti, ha visto una considerevole partecipazione di giovani universitari e liceali e numerosi docenti.

Dario Gruppuso, studente di giurisprudenza e vicepresidente dell’associazione Longarico ha ribadito l’importanza del diritto allo studio, in quanto diritto fondamentale ed inalienabile della persona, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani dell’ONU. Nel nostro ordinamento tale diritto è garantito dall’art. 34 della costituzione nel quale si afferma: “il diritto dei capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi economici, di raggiungere i gradi più alti degli studi nonché il dovere della Repubblica a rendere effettivo questo diritto con borse di studio”. Da qui la riflessione sul fatto che i nostri padri costituenti, nonostante la condizione disastrosa in cui versava l’Italia, dilaniata dalla guerra, decisero di inserire tra i diritti fondamentali proprio il diritto allo studio, e ricostruire la nostra nazione partendo dalla cultura e dall’istruzione.

L’incontro ha trattato anche argomenti legati alla necessità di un’offerta formativa più rispondente alle esigenze del territorio, che come ha sottolineato Vincenzo Cusumano, candidato PD a sindaco di Alcamo, crei le giuste sinergie tra l’Università e la realtà territoriale sulla quale insistono le nostre aziende, per renderle competitive, in grado di oltrepassare i confini che il mondo virtuale con un click ha scardinato.

Proprio per questo il senatore Stefano di Ganci ha annunciato l’ampliamento dell’offerta formativa Unipa, tramite l’inserimento di un nuovo corso di laureaconsulente giuridico in gestione d’impresa”, un corso triennale che tiene particolarmente conto delle esigenze del nostro territorio e che ha come obiettivo la formazione di studenti che possano spendere le proprie competenze nell’ambito delle imprese agro-alimentare.

Di Ganci ha continuato ribadendo che diritto allo studio significa principalmente garantire pari opportunità, ma in Sicilia tale diritto è compresso ed ostacolato da innumerevoli e continui tagli ai finanziamenti.

“Gli studenti siciliani rappresentano il capitale umano di questa terra, e se le condizioni fossero più favorevoli difficilmente la lascerebbero. Rimanere in Sicilia non è impresa semplice, questo territorio è un giungla ma imparare a difendersi qui, aiuta a crescere ed ad affrontare al meglio la vita”.

Il senatore Giuseppe Bonanno, ha esordito invece, ricollegandosi al titolo dell’incontro, che “non esiste futuro senza giovani! E in Sicilia il futuro è davvero incerto: vi sono 500mila NEET (Not engaged in Education, Employment or Training) giovani che non studiano, non lavorano e che non sono neanche integrati in un percorso formativo.”

Inoltre a questo dato si aggiunge il fatto che la provincia di Trapani è un esempio lampante di desertificazione: il 55% dei giovani della provincia di Trapani preferisce intraprendere gli studi universitari fuori dalla Sicilia, spostandosi soprattutto al nord, tra Pisa Bologna e Torino, agevolati anche dai voli low cost.

Il presidente Firenze ha esposto la drammatica e critica condizione economica dell’ente ERSU e anche i metodi di finanzia creativa alternativa che il consiglio di amministrazione sta cercando di attuare per permettere ugualmente il mantenimento dei servizi: anticipazioni di cassa, per assicurare l’erogazione delle borse di studio, ma anche l’introduzione di un bando per la concessione dei distributori automatici posti nelle residenze universitarie, che attualmente non fruttano nessuna entrata all’ente.

Infatti per l’anno accademico 2015/2016 l’ERSU di Palermo ha ricevuto solamente 1 milione di euro, dal gettito derivante dalla tassa regionale per il diritto allo studio, ossia 140 euro che ogni studente regolarmente iscritto ad Unipa, al conservatorio all’accademia o alla Lumsa, ha già pagato, a fronte dei 6,6 milioni spettanti.

Invece non si hanno notizie dal Contributo di funzionamento regionale, ed dal Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio del MIUR.

Firenze ha concluso dicendo che “L’unico datore di lavoro dell’Ente sono gli studenti, elemento essenziale per il mantenimento dell’ente stesso e dell’intera università. La mancanza di fondi mina le basi del diritto allo studio.”

La Sicilia vanta numerosi primati negativi ai quali i nostri legislatori non riescono a far fronte.

L’interazione tra i comuni, la regione e l’ERSU dovrebbe portare adeguati e tempestivi interventi ed evitare ulteriori migrazioni di eccellenze siciliane. Il punto di partenza è stato segnato ben 14 anni fa con la legge regionale n.20 del 2002, che dovrebbe fungere da inizio per un percorso riformatore che coinvolga tutti, studenti, amministratori, docenti e tecnici; ma da allora non è stato mai attuato.

Con l’auspicio che le tante parole spese possano tramutarsi in fatti concreti, il moderatore Vito Bongiovanni, presidente dell’associazione Longarico e presidente della Consulta Provinciale trapanese degli Studenti, ha congedato i partecipanti esortandoli a farsi promotori di un ulteriore incontro con l’assessore regionale dell’istruzione e della formazione professionale Bruno Marziano.

 

 

Riguardo Agostino Ferrara

Agostino Ferrara
Diplomato al liceo scientifico di Alcamo. Studente di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Palermo. Appassionato di politica e attualità, di scienza e arte e tecnologie informatiche, come anche di modelli economici e finanziari. Collabora con il giornale online "IoStudio" dell'Ersu di Palermo.

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