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Fonte: www.enpa.verona.it
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Incentivi alle adozioni? Sì, ma consapevolmente

Agevolazioni sulle tasse comunali per chi adotta un cane: sta prendendo piede la nuova politica delle amministrazioni per incentivare l’adozione dei cani dai rifugi pubblici, messa in atto per sgravare i Comuni dai costi di custodia degli animali.

Già da tempo diversi Comuni si sono mossi in questa direzione, con un obiettivo duplice: da un lato dare un padrone a un animale che non ce l’ha, dall’altro far risparmiare cittadini e municipi.

Gli sconti che sono stati concessi ai singoli cittadini valgono centinaia di euro, ma le casse pubbliche ci guadagnano, se è vero che mantenere gli ospiti dei canili può far spendere anche 1.500 euro l’anno.

La riduzione arriva addirittura a toccare il 50% e riguarda la tanto odiata Tari, la tassa sui rifiuti.

Sembra perfetto. Ma, come in tutte le questioni più importanti, ci sono pro e contro; non tutto è bianco o nero.

Fonte: www.siciliafan.it
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In sostanza l’adozione di un cane dal canile viene premiata da un incentivo economico riconosciuto alla persona che compie questa scelta, con il concreto rischio che avvenga solo sulla base di una pura valutazione economica: lo sgravio concesso consente un risparmio consistente rispetto ai costi di mantenimento che i Comuni pagano ai gestori dei canili.

I cani sono dunque in offerta speciale per svuotare i canili e di conseguenza contenere le spese. Il gesto, a prima vista, sembrerebbe infatti rivolto all’esclusivo benessere dell’animale, mentre invece potrebbe legittimamente generare il timore che troppe persone vedano solo il vantaggio economico immediato, senza avere un effettivo desiderio di avere un cane, senza neanche chiedersi quanto costa nel tempo tra alimentazione e cure, o magari senza neanche pensare al tempo che si dovrà dedicare al nuovo membro della famiglia.

L’adozione di un cane deve essere una scelta responsabile, non una via per ottenere dei vantaggi economici: già senza questo tipo di incenti succede che i cani vengano tenuti in condizioni inadeguate, quando non di vero e proprio maltrattamento, proprio perché le scelte non sono state sufficientemente ponderate.

La pubblica amministrazione dovrebbe prendere in considerazione l’ipotesi secondo cui i cani adottati senza una scelta consapevole, ma soltanto a fronte di un’incentivazione, rischiano di andare ad aumentare il bacino del randagismo.

Cosa accade, infatti, se qualcuno ne accoglie uno solo per avere lo sgravio, e poi lo maltratta o lo abbandona?

I Comuni che hanno già adottato questa linea di condotta hanno risposto affermando che sono stati messi in conto controlli pre e post affido e che «Due volte l’anno i vigili andranno a controllare che l’animale sia dove deve essere e che stia bene».

Il Comune di Fiumicino, proprio per evitare che i cittadini possano abbandonare in futuro l’animale, ha previsto che si possa restituire l’amico a quattro zampe ed ha studiato una forma di controllo che permetterà di applicare lo sconto anche negli anni successivi a quello in cui è avvenuta l’adozione. Ogni anno, infatti, i funzionari del Comune si occuperanno di verificare lo stato di salute dell’animale.

Funzionerà?

Una pubblica amministrazione deve pensare a campagne di adozione responsabile basate sul rispetto e sulla conoscenza delle esigenze degli animali, perché adottare un cane da un canile non è semplicemente una buona azione, ma è un atto di sensibilità e di umanità nei confronti di un altro essere vivente costretto a vivere in una gabbia.

 

Riguardo Elisabetta Lucia Medaglia

Elisabetta Lucia Medaglia
29 anni, di Palermo, ho conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza nel 2014, mi sono abilitata prima come giornalista pubblicista e, in seguito, come Perito Grafologo Professionista , e sono cultore di Filosofia del Diritto presso l'università LUMSA di Palermo .

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