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Il Re Leone

“Cecil era solo un leone. Nelle ultime due settimane ne ho uccisi due e mi sono divertito”.

Queste le profonde parole di Aaron Neilson, fidanzato cacciatore di Sabrina Corgatelli, la ragioniera dell’Idaho che, negli ultimi giorni, ha a sua volta postato su Facebook sue foto-trofeo con gli animali che ha ucciso in Africa.

Così, a spezzare una lancia a favore del dentista americano che ha ucciso il leone Cecil in Zimbabwe arriva lui, un noto cacciatore americano, Aaron Neilson, a cui è stata più volte chiesta la sua opinione riguardo al caso di Cecil il leone.

Neilson, nella sua pagina Facebook, ha così deciso di dire la sua, di condividere con il mondo una perla di saggezza, una di quelle risposte che si fa fatica prima ad ascoltare e poi a dimenticare (giusto per confermare il suo grado di moralità): «Primo, è un leone – e non “Cecil”, Bob, Sammy o qualsiasi altro dannato nome umano. È un leone selvaggio che vive in un parco nazionale. Punto».

Chiaramente siamo tutti d’accordo con questa sbalorditiva affermazione, se non fosse che, così come Cecil è solo un nome, anche Aaron risulta essere soltanto un “altro dannato nome umano” di un individuo che non fa altro che occupare spazio in una parte del mondo.

In un lungo post Neilson precisa di non conoscere bene i termini della vicenda di Cecil, ma afferma che sostanzialmente la responsabilità è delle guide che hanno accompagnato il dentista.

È chiaramente indubbia la responsabilità delle guide nell’uccisione di Cecil, ma è altrettanto palese che sborsare 50 mila dollari per cacciare un leone protetto e poi sottoporre lo stesso leone a 40 ore di agonia sono comportamenti degni solo di un sadico.

In conclusione Neilson afferma che, a causa della sua passione per la caccia grossa, riceve “decine di migliaia” di messaggi carichi d’odio e anche minacce di morte. Ma “io sono un cacciatore e non mi scuso, non indietreggio e non mi nascondo”. Quindi, ammonisce: “Sono sempre armato e pronto”.

(In alcuni contesti questa frase potrebbe essere considerata una minaccia, ma siamo fiduciosi e pensiamo che sia armato, se non di una spiccata sensibilità, ma magari soltanto di una prontezza di spirito nel rispondere alle domande in maniera brillante, così da lasciarci sempre senza parole).

Intanto le autorità dello Zimbabwe hanno rintracciato il turista americano che avrebbe ucciso un altro leone. La polizia lo sta interrogando. Si tratta di Jan Casmir Sieski, residente a Murrysville in Pennsylvania. Avrebbe condotto la battuta di caccia illegale ad aprile scorso, uccidendo l’animale con arco e frecce. Nel corso delle indagini è stata arrestata un’altra persona, Headman Sibanda, proprietaria di un’agenzia organizzatrice di safari; è sospettata di “avere violato le regole sulla caccia”.

Ma Neilson, così come Palmer, non è di certo il primo né sarà l’ultimo individuo a darci conferma che, in realtà, Albert Einstein ha sempre avuto ragione quando diceva che: “Solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima”.

Infatti, basta dare un’occhiata alla foto della statunitense Rebecca Francis, sorridente accanto alla giraffa agonizzante; anche per lei, dai social, sono giunti insulti e minacce di morte.

Rebecca Francis ha una pagina su Facebook dove pubblica numerose foto di lei, fiera accanto ad ogni tipo di animale ammazzato durante le sue battute di caccia.

Dall’Africa alla Nuova Zelanda, dall’Alaska al Nordamerica, ha ucciso decine di animali, solo per divertimento: orsi bruni, alci, zebre, bufali, leopardi, leoni, linci, capre di montagna, gnu, tassi, scoiattoli, cervi mulo, arieti e antilopi. Un elenco che fa rabbrividire, non solo gli animalisti.

«Dev’essere successo qualcosa nella tua vita se hai la necessità di dover uccidere un bell’animale e poi posare accanto a lui sorridente», ha scritto Ricky Gervais, la star della serie «The Office», condividendo lo scatto su Twitter.

Ricky Gervais Twitter
Ricky Gervais Twitter

In verità, quella battuta di caccia in Africa risale a qualche tempo fa, ma, un’immagine così ripugnante, continua a provocare scalpore ancora oggi.

Riguardo Elisabetta Lucia Medaglia

Elisabetta Lucia Medaglia
27 anni, di Palermo, Laurea Magistrale in Giurisprudenza.

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