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“Il mio libro preferito”, docenti e studenti si raccontano

Si è tenuto nella mattina del 23 aprile l’evento culturale “Il mio libro preferito. Docenti e studenti si raccontano” organizzato dal Sistema Bibliotecario e Archivio Storico di Ateneo. L’incontro è stato inserito all’interno del progetto nazionale #ioleggoperché in occasione della giornata nazionale del libro, la cui finalità è la promozione dell’oggetto e della “lettura rivolta ai futuri lettori, fondata sulla passione dei lettori di ogni età ed estrazione”. La recente e splendida biblioteca della sezione linguistica interdipartimentale di discipline umanistiche, sita nel complesso monumentale di Sant’Antonino, è stata la sede del colto scambio di opinioni tra insegnanti, studenti e studiosi.

La diversa  provenienza degli studiosi e dei generi discussi è stata posta quasi sempre in maniera piuttosto avvincente e interessante, e ha spaziato dalla letteratura classica a quella contemporanea, dalla psicologia alla geografia, passando dall’ambito scientifico a quello giuridico. Scarsa, invece, la partecipazione degli studenti all’iniziativa che sicuramente meritava maggiore attenzione e forse anche maggiore pubblicità.

Hanno esordito Rita Marchese e Salvatore Di Bianca col Bruto di Cicerone, per poi passare a Giovanni Giammanco che in maniera semplice e divertente ha mostrato Il gene egoista. La parte immortale di ogni essere vivente accompagnato da Arcangelo Pepe che ha raccontato Il divenire della vita – Come i geni controllano lo sviluppo. Patrizia Turriziani e Renata Mangano hanno poi parlato di Musicofilia, saggio sul rapporto tra il cervello e l’ascolto di una melodia.

E ancora, Marco Picone e Bruno Buffa con La signora va nel Bronx, seguiti da Guido Smorto e Silvia Spallino con Vite che non sono la mia in cui si è visto un dibattito sui pro e contro del tecnicismo giuridico. Infine, Matteo Di Gesù e Santo Miccichè hanno concluso l’evento con Una questione privata di Fenoglio.

Un vero peccato che l’iniziativa, di per sé interessante, abbia avuto una carente partecipazione degli studenti. Così il fine di “diffusione della cultura” e della propagazione del “virus della cultura”, così come affermato da Lucia Galluzzo, non è stato centrato in pieno.

Ci si augura che questo titpo di evento possa  essere riproposto in futuro, magari con una maggiore sensibilizzazione alla partecipazione fra gli studenti.

Riguardo Miryam Lo Dato

Miryam Lo Dato
Laureata in Lettere presso l'Università degli Studi di Palermo, specializzata in Filologia Moderna e Italianistica.

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L’Aeolian Vocal Ensemble vola a Riga

L'AEOLIAN Vocal Ensemble è in partenza per la Lettonia, dove parteciperà come unico coro italiano alla prestigiosa manifestazione internazionale Riga Sings International Choir Competition, che si svolgerà dall'1 al 5 maggio. L'Aeolian Vocal Ensemble è nato da un'idea di Monica Faja. Il suo nome è molto noto negli ambienti musicali della Città ed anche al di fuori di essa. Monica, insieme alle altrettanto celebri sorelle Flora e Roberta, tutte musiciste e cantanti, sono infatti virtuose figlie del compianto Maestro Angelo Faja, flautista e direttore d’orchestra di fama internazionale che è stato per vent’anni maestro preparatore dell'Orchestra Giovanile Italiana. Le tre artiste sono inoltre nipoti del Maestro Norino Buogo, illustre docente di Solfeggio e Teoria Musicale, colonna del Conservatorio Scarlatti di Palermo, e che è stato anche lui per molti anni Direttore di Coro. Monica, pensando a come i suoi studenti potessero approcciarsi attivamente alla musica anche fuori dalla scuola, ha costituito, richiamando un gruppo di ex allieve, un coro di voci bianche tutto al femminile. Le componenti del gruppo sono poco più di 30, principalmente tra i 14 e i 24 anni, tutte provenienti dall’esperienza del Coro di Voci Bianche della Scuola “A. Pecoraro” di Palermo. Il repertorio scelto, senza preclusione di genere, epoca, lingua e nazionalità, pone una particolare attenzione al Classico Contemporaneo (Erika Budai, Rupert Lang, Eric Whitacre, Fabio Alberti, Karl Jenkins, Susanne Lindmark, John Rutter; David L. Brunner; John Hatfield; Loreena McKennitt;…) evidenziando una ricerca approfondita sulle nuove tendenze musicali in fatto di coralità, senza tralasciare il doveroso aggancio con il repertorio tradizionale (Vivaldi, Bach, Pachelbell, Purcell, Strauss). Non mancano i brani arrangiati e riorganizzati dal gruppo in funzione del coro. ll repertorio alterna brani a cappella con altri con accompagnamento pianistico e percussioni, curato rispettivamente dai maestri Rosalba Coniglio e percussioni Gaspare Renna, i quali accompagneranno il coro nella trasferta lettone. Durante l’esibizione il coro intreccia il suo canto con particolari movimenti scenici appositamente studiati dalla formazione,guidata dalla coreografa Sabrina Piazza. La combinazione di movimenti simbiotici alle armonie, ritmi e vocalità dà vita ad una autentica esperienza musicale sia per gli artisti che per gli spettatori. regalando un’esperienza a tutto tondo, diversa dalla stereotipata staticità delle formazioni corali. L'insieme di tutte queste caratteristiche rende l''”Aeolian Vocal Ensemble” l’unico coro femminile di questi tipo presente in Sicilia.

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