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Il flauto magico al Teatro Biondo

Il flauto magico dell’Orchestra di Piazza Vittorio, multirazziale e moderno,  vuole reinterpretare lo stile del settecento, un genere misto che abbraccia l’Egitto, include ritmi africani e tiene stretto a sé il classico Mozart con pezzi memorabili cantati egregiamente da voci attraenti come quelle di Houcine Ataa (Tunisia), Carlos Paz Duque (Ecuador), El Hadji Yeri Samb (Senegal), Dialy Mady Sissoko (Senegal), Ziad Trabelsi (Tunisia), Maria Laura Martorana (Italia), Violetta Zironi (Italia).

Diciotto musicisti che provengono da dieci paesi e parlano nove lingue diverse. Un allegro mix di stili musicali differenti che evidenziano le peculiarità personali dei musicisti, accentuate da costumi ironici che spezzano con la tradizione.

“Volevamo raccontare un Flauto contemporaneo, che si svolge in una società multirazziale di questi tempi, ed evitare qualsiasi fraintendimento. Il Flauto di Mozart è ambientato in un Egitto fantastico. Il nostro invece si trova In un luogo immaginario, senza riferimenti alla geografia reale. Non si tratta dell’esecuzione integrale dell’opera di Mozart. Le melodie sono riconoscibili ma alcune sono solo tratteggiate, senza sviluppo e senza parti virtuosistiche, intrecciate a brani originali dell’Orchestra. Il nostro lavoro con la partitura è necessariamente diverso da quello di un’orchestra “normale”. Dal folk al reggae alla classica al pop e al jazz, la nostra musica è piena di riferimenti alle altre culture. I musicisti dell’Orchestra di Piazza Vittorio hanno background molto distanti, non solo geograficamente. Ogni musicista porta nell’Opera la sua cultura e la sua lingua: arabo, inglese, spagnolo, tedesco, portoghese, wolof, italiano”.

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Riguardo Ylenia Nasti

Ylenia Nasti
Laureata all’Università di Palermo. Amo i libri, i paesaggi e la cucina siciliana

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