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Il Festival del confronto: si discute di Politiche editoriali

Si apre all’Archivio storico comunale l’ultima giornata del Festival delle Letterature migranti.
Alle ore 10 di questa domenica piovosa, la Sala Almeyda, capolavoro architettonico dell’Ottocento, si prepara ad accogliere una delle ultime Tavole rotondedei cinque giorni di Festival. È ora di trattare il tema dell’Editoria, di come le Case Editrici debbano approcciarsi alla letteratura e quanto possano essere utili alla diffusione culturale.

È Davide Camarrone, direttore artistico del Festival, a rendere noto l’argomento del giorno: Politiche editoriali. Dai confini alle reti, e a presentare gli ospiti, Dalia Oggero, Antonio Sellerio, Renato Magistro e Serena Bella, come editori che promuovono le tematiche del Festival e perciò fortemente voluti perché favoriscono con il loro operato la comunione delle culture.

Dalia Oggero, editor di Einaudi, Casa Editrice che più ha contribuito alla creazione di una identità letteraria, dibatte sul pericolo della scomparsa di tale identità e di come appunto sia loro compito contrastarne la perdita.
«Abbiamo fatto posto a voci che ci convincevano e volevamo che queste arrivassero a tanti altri- dice Dalia- È nostro compito scovare i talenti, e se sono stranieri meglio ancora, possono darci tanto in temini di cultura e apertura mentale. Loro sanno vivificare la nostra lingua ed è giusto allora dargli voce e credere innanzitutto in loro. Dandogli fiducia possono arricchire il nostro panorama letterario».

È il turno di Renato Magistro, direttore editoriale della casa editrice LE.I.MA, che sostiene la ricchezza data dall’incrocio dei diversi linguaggi. «Noi abbiamo nell’indole l’accoglienza, perché dunque non favorire la conoscenza di scrittori non italiani? Da questo pensiero nasce il progetto della pubblicazione di un Dizionario etimologico del siciliano, lingua che meglio di tutte accoglie e mutua al suo interno incesti linguistici dai tempi dei tempi».

Antonio Sellerio, erede della omonima Casa Editrice, si unisce al discorso sostenendo come sia atto primario non far sentire solo il lettore, ma guidarlo attraverso la lettura e fornirgli gli strumenti adeguati alla comprensione.

Serena Bella, in rappresentanza di Navarra, Casa Editrice siciliana, dice che pur non avendo ancora una collana di Letteratura migrante, è loro interesse prepararsi all’argomento ‘migrazione’ interrogandosi sulla tematica. «Questo Festival serve all’educazione all’argomento, e l’editoria può fare tanto su questo tema»

Davide Camarrone, in chiusura, rimarca un punto fondamentale del Festival delle Letterature migranti quasi volto al termine: non ci sono solo le migrazioni fisiche ma pure quelle sentimentali; ed è giusto dar voce pure a queste.

Riguardo Gaia Butticè

Gaia Butticè
Nata ad Agrigento il 12/03/1991, vivo tra Favara e Palermo. Ho una laurea in Lettere e sono al momento iscritta al secondo anno di Filologia moderna e italianistica

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