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Il Coro multietnico dell’Ersu al Festival delle Letterature migranti

L’ultimo giorno del Festival delle Letterature migranti si sposta in una Residenza Universitaria. Lo Schiavuzzo, nei pressi di piazza Rivoluzione, accoglie nel suo notevole chiostro -su un palco adibito per l’evento- il Coro multietnico dell’Ersu di Palermo, diretto dal maestro Pietro Gizzi.

Il Coro dell’Ersu raccoglie l’eredità del coro universitario che, dopo una ventennale esperienza, da un paio di anni aveva cessato di esistere. Obiettivo del nuovo Coro Ersu quello di riprendere il repertorio di musica colta e popolare siciliana, musica jazz e pop; senza trascurare il repertorio multietnico, con il coinvolgimento di studenti coristi provenienti da varie parti del mondo e che studiano a Palermo. Pietro Gizzi, presentando il coro alla platea, ne vanta la multiculturalità che non esclude l’unione e il rispetto. Vasto e variegato il repertorio proposto: dai canti religiosi che mostrano una diversità che non è differenza -non manca di precisare Gizzi- ai canti d’amore; da musiche africane, a canti cinesi, a testi di origine russa. Presente  l’omaggio alla nostra terra, con canti marinareschi accompagnati dall’abile chitarra del maestro, e brani che trattano di amore, duetti e lodi alla natura. Un brano originario del Ghana chiude lo spettacolo, animando gli ospiti, rapiti dalla bellezza dell’esecuzione.

Tra il pubblico Alberto Firenze, presidente dell’Ersu, che, ispirato dall’esecuzione magistrale, a fine spettacolo non si trattiene dal condividere il suo entusiasmo, salendo sul palco tra i coristi. 12119608_1055740087782950_1920701261_o

Intento del Coro multietnico è trattare non solo l’aspetto artistico ma pure quello religioso: ecco allora che i brani portano una forte testimonianza di ogni cultura e di ogni religione ed offrono a tutti la possibilità di prenderne parte. Profonda comunione che invita tutti a diventare cittadini del mondo, a conoscere ed accettare le diversità sperimentandone la bellezza.

Più che centrato, dunque, l’obiettivo del Festival delle Letterature migranti che, volto al termine, ha voluto suggellare la fine con una delle migliori espressioni della cultura migrante. 

Riguardo Gaia Butticè

Gaia Butticè
Nata ad Agrigento il 12/03/1991, vivo tra Favara e Palermo. Ho una laurea in Lettere e sono al momento iscritta al secondo anno di Filologia moderna e italianistica

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