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Fonte: www.siracusanews.it
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I cani di nessuno

È Tigrotta il caso del giorno, è una cagnolina randagia di Avola l’ennesima vittima della crudeltà, della disumanità dell’uomo.

Tigrotta con la sua faccia buffa e il suo modo di fare era conosciuta e amata, lì nella sua casa, ad Avola, ed era riuscita ad ottenere la simpatia di tutti i cittadini.

Conosceva bene, infatti, Tigrotta, le porte alle quali bussare per chiedere del cibo o per ricevere le cure quando stava male.

Non era invadente, non era aggressiva, non infastidiva nessuno, eppure, proprio in quella città in cui aveva trovato la sua casa, Tigrotta ha trovato anche la morte per mano di un debole, di un vile, di un codardo, che preferisce prendersela con un’anima buona che non può, né soprattutto vuole, far del male a nessuno.

La cagnolina è stata ritrovata sofferente nelle zone del porto di Avola e, circa dieci minuti dopo i vani tentativi di salvarla, Tigrotta è morta, probabilmente a causa di un boccone avvelenato.

Era amata da tutta la città di Avola, ma ora è diventata il simbolo della lotta contro la crudeltà dell’uomo nei confronti degli animali.

Avola tutta chiede giustizia per Tigrotta e per i così detti “cani di nessuno”, quei cani che non hanno un singolo padrone, ma una città intera, che li ama e li aiuta e li rispetta, o almeno dovrebbe farlo.

Fonte: www.avolablog.it
Fonte: www.avolablog.it

I cittadini avolesi sono insorti e tramite i social network il dibattito non si placa.

L’associazione Canisciolti ha infatti lanciato una petizione per Tigrotta indirizzata all’Asp e al sindaco Luca Cannata.

“Chiediamo che vengano sentite le persone che nei giorni antecedenti alla sua morte hanno inneggiato all’odio nei confronti dei randagi – scrivono – Vogliamo dare un segnale forte alla cittadinanza e alle autorità preposte: la zona deve essere bonificata, i bocconi avvelenati sono un pericolo per tutti, per i randagi, per i cani di proprietà e anche per i bambini. Chiediamo la massima collaborazione delle autorità preposte a verificare l’avvelenamento di Tigrotta tramite autopsia nel più breve tempo possibile per poter così procedere a una denuncia circostanziata per cui l’associazione Canisciolti onlus si costituisce parte civile”.

Nasce così su Change.org la petizione “Giustizia per Tigrotta e per i cani di nessuno” nella quale si chiede l’autopsia per verificare l’avvelenamento e si invita il Sindaco a bonificare la zona ed intervistare «le persone che nei giorni antecedenti alla sua morte hanno inneggiato all’odio nei confronti dei randagi».

Dopo quanto accaduto e dopo le aspre polemiche scattate nella cittadina siracusana, sono comparsi sui muri dell’area alcuni avvisi dei Servizi Ambientali del Comune di Avola con cui si avvisa la cittadinanza del pericolo rappresentato dalla presenza di bocconi avvelenati, con l’invito a tenere i cani al guinzaglio.

Tuttavia, anche in questo caso, le critiche dei cittadini continuano: “È troppo tardi, i cani (randagi) non sanno leggere; bisogna agire, i volantini non servono a niente”.

Riguardo Elisabetta Lucia Medaglia

Elisabetta Lucia Medaglia
29 anni, di Palermo, ho conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza nel 2014, mi sono abilitata prima come giornalista pubblicista e, in seguito, come Perito Grafologo Professionista , e sono cultore di Filosofia del Diritto presso l'università LUMSA di Palermo .

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