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‘Hamletmaschine’ in scena all’università

Rivoluzionario e audace, dissacrante e polemico, questo è Hamletmaschine, dramma postmoderno del commediografo Heiner Muller, portato in scena da Gianluca Beninati e Fabiola Arculeo, diretti da Cristiana D’Apolito.
L’equipe, che è stata di supporto alla rappresentazione, è formata da Elisa Bisignano, Clorinda Ragusa, Claudia Borgia, Francesco Lo Cascio e Alessio Marchese.
La residenza universitaria San Saverio, nei giorni 28 e 29 aprile, ha aperto le sue porte all’arte del teatro e ha accolto la neo-compagnia.
Col patrocinio dell’Ersu e con la collaborazione di Uniattiva, la regista Cristiana D’Apolito ha realizzato uno spettacolo quasi a costo zero, con abiti ‘ecologici’ e scenografie poco articolate, sperando di avvicinare anche gli studenti al teatro.
«L’università, a mio parere, non è sensibile a questo tipo di iniziative», dice la regista, «ho voluto proporre un’opera del genere perché i giovani hanno bisogno di più classici, più teatro e meno televisione»; parla con entusiasmo, ma delusa dal mondo universitario che le è stato negato anni fa: «ero iscritta a Lettere, ma a causa delle tasse sempre più care ho smesso di studiare; lo Stato ha negato il mio diritto allo studio e sono qui a gridarlo a gran voce».

Hamletmaschine è un lavoro autofinanziato, un ibrido tra storia, miti e innovazione. Marcato l’elemento della meta-teatralità, che i due attori -giovanissimi- hanno rappresentato in maniera eccelsa ad un pubblico che, inizialmente scettico, si è sciolto in un fragoroso applauso finale.

Riguardo Gaia Butticè

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