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Hackathon Healthcare, la sfida sul terreno della sanità

Hackathon Healthcare, organizzato da Paola Di Rosa con AtFactory StartupLab è stata una sfida tra più di otto squadre di studenti e non, durata due giorni.

Un vero momento di confronto e anche di costruzione di idee che dalla propria testa si sono materializzate con una grafica accattivante, in un logo che si distingua, in un nome che la riassuma, in presentazioni e speech dettagliati a una giuria giudicante che sono solo il primo obiettivo  verso quella che è la realizzazione futura di una soluzione.

Sullo sfondo problemi da risolvere nel settore Healthcare. É stata una prova di coraggio, un momento di autovalutazione delle proprie conoscenze e di scambio con supporter d’eccezione come Giovanni Rizzo, Mary Franzese, Danilo Costa, Andrea Pellacani, Clarissa Ceruti, Guido Magrin, Laura De Benedetto, Olga Di Fede, Daniele Zito, Massimiliano Oliveri, Alessio Greco, Daniele Mondello. I giudici sono stati Gianni Di Matteo, Marco Gambino, Vincenzo Seidita, Carla Serra, Tony Scalora, Alberto Firenze.

Le tematiche su cui hanno ragionato i partecipanti sono: obesità e adolescenza, risk management, alimentazione e salute e malattie metaboliche, e questi settori celano delle problematiche risolvibili grazie al supporto delle tecnologie, se si utilizza intuizione verso nuove formule di utilizzo, come l’ideazione di soluzioni informatiche multitasking ma anche altro.

Quali i commenti dei giovani che hanno partecipato?

Giuseppe, 19 anni. “Sono molto contento di aver fatto parte a un simile evento in quanto, da studente di giurisprudenza, nel mio piano di studi non è compresa la conoscenza di queste innovazioni digitali e di tutta la macchina e il lavoro che sta dietro la creazione di un’app. Inoltre, questa due giorni mi ha permesso di capire qual è il contesto in cui si va ad inserire il mercato delle applicazioni web, quale deve essere il processo di creazione di una start-up stessa e soprattutto l’importanza che in un ambito come questo, può avere il lavoro di squadra e soprattutto la settorializzazione delle conoscenze dei componenti di un team. Mi piacerebbe che l’Università e le strutture istituzionali offrissero più spesso opportunità come queste, non soltanto agli esperti del settore e agli studenti che studiano per un simile percorso di studi ma aperto a tutti gli studenti di tutti i corsi di studio”.

Chiara, 23 anni. “Non avevo mai pensato di cimentarmi in un tale percorso di idee dove la comunicazione e la presentazione al pubblico, esterno al proprio team, sono importanti per raggiungere una giuria di esperti ma anche il potenziale mercato di riferimento. Curare i dettagli della propria iniziativa innovativa è tutto”.

Daniela, 30. “Io e il mio team, siamo stati ascoltati con premura; all’inizio quando l’idea è pietra grezza, il consiglio di una persona più esperta può metterci seriamente in dubbio prima di capire che costruire qualcosa di innovativo significa confrontarsi, dubitare, demolire le proprie convinzioni riguardo a certi settori per edificare nuove strade”.

alcuni momenti dell’iniziativa del 25 e 26 febbraio 2017

Riguardo Ylenia Nasti

Ylenia Nasti
Laureata all’Università di Palermo. Amo i libri, i paesaggi e la cucina siciliana

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