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Green Conservation of Cultural Heritage, come conservare i beni culturali con il minor impatto ambientale

La conservazione dei beni culturali richiede l’utilizzo di materiali e sostanze spesso tossiche, corrosive, dannose sia per l’uomo che per l’ambiente. Lo studio di prodotti alternativi a impatto zero permette di impiegare nuovi composti, nel rispetto delle strutture e della natura che ci circonda.

La conferenza dal titolo Green Conservation of Cultural Heritage, che si è tenuta a Palermo, presso l’Orto Botanico, ha visto il 17 novembre la sua seconda e ultima giornata di eventi, riflettendo sul tema, grazie alla presenza di ricercatori e studiosi, enti e istituzioni a livello internazionale, locale e nazionale.

23635647_10215016368552427_892873525_n23666507_10215016368792433_688388086_nLo spazio di riflessione, realizzato anche grazie alla collaborazione dell’Università degli Studi di Palermo, si interroga sulla possibilità dell’impiego di risorse sempre più “green”, ecosostenibili, economiche ed efficaci nel tempo. Per “Green Conservation” s’intende l’inclusione delle metodologie da applicare nella conservazione dei beni, per fare ciò è necessario valutare il grado di deterioramento delle strutture che compongono il bene e studiare il tipo di materiale che è stato utilizzato per la costruzione.

L’Unione Europea, attraverso regolamenti e direttive, limita l’utilizzo di alcune sostanze, soprattutto quelle dannose per l’ecosistema e l’organismo umano, perciò è considerabile realizzare uno studio e una ricerca più approfonditi, un confronto diretto e aperto a diversi partecipanti.  La difficoltà maggiore è quella di essere in grado di usare sostanze sostenibili, sicure e rinnovabili, create per decomporsi nel tempo assicurando il minimo rischio per i materiali.

Oggi la conservazione dei beni culturali avviene anche grazie all’impiego di oli essenziali, costituiti grazie all’estrazione di componenti naturali, o all’uso di nanoparticelle, che si caratterizzano per un facile impiego e la loro non eco-tossicità. Non tutti i composti sono perfettamente e in ogni loro parte “green”, ma attraverso il loro uso la presenza dei batteri, principali responsabili dell’erosione e del danneggiamento dei beni culturali, viene inibita e circoscritta, rallentando l’altrimenti naturale deterioramento delle strutture.

Green Conservation 2017_Programma DEFINITISSIMOL’evento, promosso dall’associazione internazionale YO.CO.CU. – Youth for Conservation of Cultural Heritage, arriva alla sua seconda edizione con il contributo organizzativo di I.E.ME.S.T, l’Istituo Euro-Mediterraneo di Scienza e Tecnologia, l’Università degli Studi di Palermo, l’Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali del CNR e con il patrocinio di Regione Siciliana e dell’Ersu Palermo. 

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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tratto da Normanno.com

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