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Festival delle letterature migranti: Al Teatro Massimo un’anteprima ricca di appuntamenti

Si è tenuto ieri presso la sala Onu del Teatro Massimo il primo degli eventi in programma per la quarta edizione del Festival delle letterature migranti. Si tratta di un’anteprima della manifestazione che, nell’arco di una serata, ha visto susseguirsi diversi appuntamenti, primo fra tutti l’incontro “Il muto e il fuori campo: raccontare un percorso”. Evelyne Aouate, presidente dell’Istituto degli studi ebraici, è intervenuta nel dibattito – “Vogliamo far conoscere la storia dell’ebraismo in Sicilia che fa parte del passato dell’isola. E’ una storia di cui bisogna riappropriarsi. La cultura ebraica è patrimonio di tutti, non solo degli ebrei.” Quello di Edelyne Aouate è un invito a ricominciare a raccontare la presenza ebraica nella regione che non è un evento marginale, ma durato più di mille anni.
“Il festival costituisce un cifrario del contemporaneo. Prima la letteratura doveva parlare di altro, oggi è la luce nel buio in cui stiamo camminando. Inoltre – ha affermato Davide Camarrone, direttore artistico del festival – quest’anno abbiamo pensato di occuparci di più di letterature fisiche e meno di quelle letterarie, in un programma ricco e intenso.”
Dopo l’incontro si è tenuta la proiezione di “Shoah:primo periodo/1”, un film-documentario di Claude Lanzmann che ha segnato la storia del cinema. “Si tratta di uno straordinario coro di voci in lingue diverse che hanno raccontato la loro testimonianza – ha affermato Dario Oliveri, curatore della sezione musica e presidente dell’associazione che promuove il festival – è sbagliato pensare che la Shoah riguardi solo le vittime, ma coinvolge anche gli spettatori a distanza di anni.”
A seguire la platea è stata deliziata dalle note del concerto “la voce dei sommersi” degli Yankele Ensemble. Si tratta di canti dei lager e opere di musicisti deportati durante la seconda guerra mondiale.
Allo scoccare della mezzanotte il violino di Aldo Mausner, sopravvissuto alla Shoah, ha ricordato la tragedia del 16 ottobre 1943. Le sue emozionanti melodie hanno ricordato il rastrellamento nazifascista del ghetto di Roma, di cui ricorrono i settantacinque anni. Il festival ricorda, inoltre, l’ottantesimo anniversario delle leggi raziali in Italia, sia con il film Shoah di Claude Lanzmann che con Intollance di David W. Griffith, il quale verrà proiettato il 22 ottobre al Massimo.
In attesa dell’inaugurazione ufficiale, che avverrà oggi alle ore 17.00 presso il complesso monumentale dello Steri, la giornata di oggi vedrà realizzarsi numerose iniziative come la proiezione di “Shoah: primo periodo /2” di Claude Lanzmann nella sala ONU del Teatro Massimo; al Salinas, invece, sarà possibile assistere al laboratorio didattico “Lettere da vicino”. Per concludere, la Chiesa di Sant’Antonio Abate dello Steri ospiterà due eventi, alle 17.30 la presentazione del libro “La dura memoria della Shoah” di Carmelo Botta e Francesca Lonigro e alle 20:00 la proiezione della pellicola di Claude Lanzmann “Un vivant qui passe“, un documentario sulla vittoriosa rivolta degli ebrei nei campi di concentramento.

Riguardo Giorgia La Marca

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