Home / #ErsuCultura / Far East Film Festival: un bilancio a due mesi dall’evento
film festival
Immagine tratta da http://www.udine20.it/far-east-film-il-programma-degli-eventi-21-aprile-via-alle-feff-nights/

Far East Film Festival: un bilancio a due mesi dall’evento

Immagine tratta dal sito http://www.fareastfilm.com/easyne2/homepage.aspx
Locandina del Far East Film Festival 18° edizione. Immagine tratta dal sito http://www.fareastfilm.com/easyne2/homepage.aspx

Il“Far East Film Festival”, giunto alla sua 18° edizione ha scelto il Friuli come sua terra d’elezione. Sta di fatto che il Festival del cinema e della cultura orientale svoltosi  dal  21 al 30 aprile ad Udine  ha attirato e incuriosito circa 60mila spettatori provenienti da oltre 20 nazioni. L’evento è stato scenario di spettacolari dimostrazioni a partire dalle piazze e  dalle vie cittadine. Annoverabili la Danza Thai e filippina la Performance Butoh, la vestizione del Kimono fino  alla Danza del Drago e del Leone.  Per gli appassionati di Oriente e non, è stato un piacevole momento di svago e di cultura insieme, che ha intessuto legami con la tradizione culinaria e la degustazione dell’ormai noto sushi o dei i wagashi,

Varietà di wagashi Kuzumochi. Immagine dal sito http://www.marcotogni.it/dolci-giapponesi/
Varietà di wagashi Kuzumochi.
Immagine dal sito http://www.marcotogni.it/dolci-giapponesi/

dolci giapponesi serviti insieme al tè verde secondo il tradizionale rito.  Affascinante anche la filosofia dell’umami, il “quinto gusto” sconosciuto all’ Occidente, uno dei cinque sapori fondamentali nella cucina giapponese. Il cuore del festival è la sala cinematografica: nove giorni di proiezioni al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” e al Cinema “Visionario” per l’incoronazione finale. Unico giudice è il pubblico che ha decretato il dramma bellico “A Melody to remember”  come vincitore. Il Film è un racconto di guerra ambientato in Corea, inscenato ora al fronte ora in una casa di accoglienza per bambini rifugiati, dove il tenente Han Sang-ryul (Im Si-wan) lavorerà in seguito alla perdita della famiglia. I temi principali sono l’infanzia e la guerra, la musica come anestetico al dolore e motivo di unione e solidarietà. Il tenente egli stesso

Un momento del film incoronato: "A Melody to Remember" http://blog.longtake.it/2016/05/02/far-east-film-festival-18-il-pubblico-ha-incoronato-la-corea-del-sud-e-il-dramma-bellico-a-melody-to-remember/
Un momento del film incoronato: “A Melody to Remember”  http://blog.longtake.it/2016/05/02/far-east-film-festival-18-il-pubblico-ha-incoronato-la-corea-del-sud-e-il-dramma-bellico-a-melody-to-remember/

pianista, insieme  alla responsabile della casa di accoglienza  Joo-mi (Ko A-sung),si occuperà di organizzare un coro tramite il quale i bambini possano per un  momento dimenticare gli orrori subiti. Al progetto cinematografico si è affiancata la scuola di giornalismo di Mathew Scott il “FEFF Campus” , che ha selezionato solo 10 giornalisti a fronte di centinaia di candidature, al fine di documentare la manifestazione. Inoltre in occasione del 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia Il Far East ha coinvolto anche i musei cittadini del centro storico di Udine come la “Casa Cavazzini”  e la “Galleria Modotti”. La mostra “Paradoxa”  ospitata presso la “Casa Cavazzini” ed aperta fino al 18 agosto, è stata una proposta di installazioni e assemblaggi di oggetti quotidiani realizzati in versione decostruttivista contemporanea e riferiti all’arte informale – concettuale di origine non certo orientale ma statunitense, a significare che purtroppo oggi, anche l’arte è soggetta alla globalizzazione più spietata. Peraltro, uno dei pezzi della mostra,

Immagine ricavata dal sito http://ag-gallery2015.jimdo.com/artists/
Uno dei pezzi già esposti da 加藤マンヤ Manya Kato presso la A.G.Gallery, riproposto alla mostra “Paradoxa” ad Udine. Immagine ricavata dal sito della A.G. Gallery http://ag-gallery2015.jimdo.com/artists/

quello di Manya Kato rappresentante due fontane che orientano i propri getti d’acqua una sull’altra, collocato nel cortile interno al museo “, è risultato non fruibile per mancanza di spazio all’interno delle sale e a causa del vento nello spazio esterno che non permetteva l’unione dei due getti. Se il concetto di paradosso detto “Kan”  in giapponese ereditato dal buddismo indica l’accettazione della contraddizione non risolvibile, come scrive Melania Lunazzi in una citazione al termine dell’articolo  “Paradoxa l’invasione dei giapponesi” (http://messaggeroveneto.gelocal.it/tempo-libero/2016/04/10/news/paradoxa-l-invasione-dei-giapponesi-1.13272943),  per la teorizzazione di Parmenide  da cui deriva la cultura occidentale, la contraddizione può e  deve essere  superata tramite la riduzione del molteplice all’unità del reale http://www.treccani.it/enciclopedia/parmenide_%28Dizionario_di_filosofia%29/.

Immagine ricavata dal sito http://www.udine20.it/paradoxa-mostra-di-arte-contemporanea-giapponese-a-udine/
Immagine tratta dal sito http://www.udine20.it/paradoxa-mostra-di-arte-contemporanea-giapponese-a-udine/

Forse il “vero Paradoxa” è che queste premesse filosofiche agli antipodi non giustificano come mai nella mostra il tema cardine abbia generato risultati tanto simili a quelli occidentali, preferendo l’ omologazione industriale alla proficua diversificazione culturale. Per ritornare agli aspetti più fokloristici del Festival l’Hi Ching che è stato uno degli attesissimi momenti della rassegna, ha lasciato a bocca asciutta diversi partecipanti che dopo aver acquistato gli appositi gettoni colorati per partecipare alle attività,  non hanno potuto fruire del servizio per la scarsità di tempo e la mancanza della dicitura nel deplian esplicativo “su prenotazione e a numero di posti limitato”.   Il festival si riprende con attività laboratoriali in generale e/o specificatamente dedicate ai bambini come quella degli origami o quella delle ombre cinesi e le fiabe.  Per gli sfegatati dei Manga e del

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/04/25/news/far-east-film-18-1.13360282
“Far east cosplay Contest”, manifestazione presso la Loggia del Lionello. http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/04/25/news/far-east-film-18-1.13360282

Cosplay il “Far east cosplay Contest” ha attribuito il premio quest’anno, consistente in un viaggio in Giappone a “Il mio vicino Totoro” di Marco e Valentina. Gli sportivi hanno potuto godere di dimostrazioni di arti marziali presso la Loggia del Lionello o dello “Yoga Festival” come pure non è mancato il momento welness, trattamenti benessere shatzu e reiki. Interessanti gli elementi di tradizione giapponese : lo Shodo  cioè l’arte della calligrafia e la serigrafia, la stampa su carta, legno, stoffa o ceramica ed ancora la legatoria giapponese. Nell’insieme il festival ha proposto una miscela di elementi dotati di appeal per tutti i gusti e per tutti i palati, rivolgendosi ad un pubblico variegato e multietnico. Il momento carnascialesco che il travestimento implica, facendo diventare tutti anche solo per un momento estimatori/cultori dell’Oriente, è una “lecita trasgressione” che dai tempi di Lorenzo il Magnifico ad oggi non ha mai smesso di suscitare consensi.

Riguardo Erika Giannusa

Erika Giannusa
Erika Giannusa è nata a Palermo, il 06/12/1993. Pianista, compositrice e soprano lirico. Si dedica al giornalismo ed alle recensioni di eventi e manifestazioni in Italia ed in Europa.

Leggi anche

qNNTOvZr

Il Quartetto Werther a Palermo per gli Amici della Musica

L’Associazione Siciliana Amici della Musica prosegue la sua stagione concertistica con un appuntamento che vede protagonista un giovane quartetto italiano. Lunedì 3 febbraio alle 17.15, sul palcoscenico del Politeama Garibaldi di Palermo, si esibirà il Quartetto Werther, formazione composta da Misia Jannoni Sebastianini al violino, Martina Santarone alla viola, Simone Chiominto al violoncello e Antonino Fiumara al pianoforte. Il programma prevede alcune raffinate pagine del repertorio cameristico, come l'opera 16 di Beethoven, di cui si commemora il 250°anniversario; il quartetto op 47 di Schumann e infine di Aron Copland il quartetto per pianoforte e archi, scritto dal compositore statunitense nel 1950.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *