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SIMBOLICA GIUSTIZIA AGENZIA BETTOLINI (Agenzia: DA RACHIVIO)  (NomeArchivio: PAV-G1ig.JPG)
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Esame di Stato Avvocati: il consiglio degli esperti

Chi intraprende il duro percorso per diventare avvocato sa già quanti ostacoli dovrà superare: l’esame da avvocato è il traguardo e l’inizio della carriera da giurista.

Ogni studente  di Giurisprudenza che abbia come obiettivo quello di diventare un giorno avvocato, sa che dovrà sostenere questo complicato esame, suddiviso in due parti: un esame scritto e uno orale. Dopo aver, infatti, conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza, il candidato dovrà svolgere per due anni il praticantato presso uno studio legale, a seguito del quale potrà fare richiesta per sostenere l’esame di abilitazione.

Mentre gli ambiti dello scritto sono guidati (un parere di diritto civile, un parere di diritto penale, un atto giudiziale a scelta in ambito penale, amministrativo o civile), l’orale presenta più libertà di scelta, ma ciò non equivale a maggiore semplicità: il candidato, infatti, potrà scegliere sei materie  tra cui deontologia forense e almeno una delle due procedure. In genere l’esame orale ha una durata complessiva di almeno un’ora, davanti ad una commissione formata da due avvocati, due giudici e un professore di diritto.

L’esame risulta insidioso, anche più di quelli già superati durante la carriera universitaria. Non sono pochi gli studenti che si trovano a ripetere più volte la prova, sebbene molto preparati.

Per fortuna chi è già avvocato non intende lasciare soli i futuri colleghi e ha in serbo qualche consiglio che può sicuramente risultare utile.

“Quasi tutti i candidati scelgono, in genere, procedura penale per l’esame orale” dice l’avvocato Antonello Armetta, consigliere dell’Ordine degli avvocati di Palermo . In realtà, raccomanderei di scegliere la materia con la quale, per questioni legate alla pratica forense, si ha maggiore dimestichezza. E’ più facile per un civilista studiare procedura civile che procedura penale, e soprattutto può riuscire ad “arrampicarsi” meglio in caso di domanda inaspettata.”

Non basta, inoltre, il metodo di studio adottato durante gli anni di università, occorre ancora più impegno. “Bisogna studiare con tutto il tempo a disposizione,” dice l’avvocato, “come si faceva all’università se non di più, perché il tempo è poco.” E aggiunge “non c’è un secondo appello se va male.”

Insomma il metodo deve essere diverso, ma l’approccio all’esame lo stesso: “Studiate e non abbiate paura, se avete studiato si passa. In ogni caso, all’esame avvocato bisogna essere lucidi: evitate dunque di studiare la notte prima dell’esame e arrivate lì sereni (per quanto possibile) e riposati.”

 

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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