Nell’ambito dell’ERSU Festival, il giornalista e narratore Gaetano Basile è stato protagonista del secondo incontro dedicato a “Il romanzo siciliano: storia, usi e consumo di Sicilia”, accompagnato dalla conduzione di Felice Cavallaro, ideatore della “Strada degli scrittori”. Un appuntamento che ha trasformato la letteratura in un viaggio tra storia, curiosità, cultura materiale e identità isolana.
L’incontro si è aperto con la calorosa accoglienza del direttore dell’Ersu, Ernesto Bruno, che – portando anche il saluto della presidente Ersu Margherita Rizza – ha dato il benvenuto a Gaetano Basile sottolineando l’importanza di portare la grande tradizione narrativa siciliana dentro l’ERSU Festival.
Cavallaro ha ricordato come il progetto della Strada degli scrittori sia nato dieci anni fa per collegare fisicamente – e simbolicamente – gli autori ai luoghi che li hanno ispirati: da Pirandello a Sciascia, da Tomasi di Lampedusa a Camilleri.
Quindi la sigla del video di presentazione de la Strada degli scrittori, che «ci dice dove siamo e di cosa parliamo», trasformando percorsi letterari in itinerari culturali capaci di generare attenzione, flussi turistici e nuove narrazioni.
Nell’apertura del suo intervento Gaetano Basile ha ricordato un aneddoto emblematico: quando, guardando il film Il Gattopardo, individuò un’incongruenza nel celebre film di Visconti legata all’abbinamento del vino a tavola. Un dettaglio gastronomico che aprì la strada a nuove interpretazioni, confermando quanto la rilettura dei testi – e perfino delle pellicole – possa rivelare “cose nuove e in più”. L’aneddoto raccontato è utile perché insegna che leggere (o guardare) un’opera non significa solo seguirne la trama, ma imparare a coglierne le sfumature, a riconsiderarla e a lasciarsi sorprendere dai particolari.
Per Basile, i romanzi possono e devono essere raccontati attraverso aneddoti, episodi e curiosità. È questo, sostiene, il modo migliore per avvicinare studenti e giovani, mostrando che dietro ogni pagina ci sono luoghi, sapori, espressioni e vite reali. «Con la cultura si può mangiare», ricordando le parole di Andrea Camilleri.
Inventare o raccontare? La lezione del realismo siciliano
Basile confessa provocatoriamente di non saper scrivere romanzi: «Non so inventare».
E aggiunge che la realtà quotidiana, soprattutto in Sicilia, offre già di per sé materiale narrativo inesauribile, come hanno dimostrato Pirandello, Sciascia, Camilleri e Tomasi di Lampedusa.
Di questi autori, afferma, è riduttivo dire che siano “romanzieri”: il loro linguaggio, le descrizioni, la capacità di moltiplicare significati superano i confini del romanzo tradizionale.
Pirandello, ad esempio, poneva estrema attenzione ai dettagli del cibo per distinguere l’esperienza siciliana da quella del Nord; Sciascia, al contrario, raccontava l’alimentazione con lo sguardo di chi ha conosciuto la fame, facendo dei suoi romanzi vere lenti d’ingrandimento sull’attualità, come accade nel suo libro “Morte dell’Inquisitore”.
“Svelato l’arcano”: il nuovo viaggio di Basile tra storia, lingua e satira
Durante l’incontro Basile ha presentato “Svelato l’arcano. Un viaggio tra le minchiate siciliane”, un panflet – genere che egli stesso definisce «un insieme di critiche filosofiche, politiche e culturali». Il libro ripercorre la storia dei tarocchi siciliani, originali del settecento, e delle cosiddette minchiate fiorentine, un nome nato da un colloquio tra operai che giudicarono “minchiate” alcune carte prodotte a Palermo nel XIX secolo da artisti ebrei. Le 22 carte degli arcani diventano così 22 capitoli, ricchi di illustrazioni, curiosità e letture simboliche.
Chiudendo l’incontro, Basile ha ricordato i celebri sei consigli di Umberto Eco per chi scrive:
- Esprimiti come ti nutri.
- Scrivi come parli.
- Sii conciso, evita frasi troppo lunghe.
- Cura l’ortografia.
- Non inserire precisazioni inutili.
- Ricorda come si usano i due punti e il punto e virgola.
E per chi sogna di diventare scrittore, ha citato anche un monito di Leonardo Sciascia:
«Il lettore si conquista nelle prime dieci pagine. Prima si scrive il libro, poi si scrive l’incipit».
Dall’incontro con Gaetano Basile emerge una lezione chiara: i romanzi siciliani non sono semplici opere di narrativa, ma strumenti per leggere la realtà.
Gli autori siciliani trasformano la quotidianità in racconto, rendendo visibile ciò che spesso sfugge. È questo, suggerisce Basile, il vero valore della letteratura siciliana: la capacità di raccontare la vita reale fino a farne storia, cultura e identità.
Le attività di Ersu Festival sul Romanzo siciliano a cura di Felice Cavallaro proseguono Martedì 2 dicembre, ore 11:00, con Dante in Sicilia, 700 anni dopo con Salvatore Nocera Bracco e Felice Cavallaro.
Appuntamento presso la residenze universitaria dell’ERSU Santi Romano, a Palermo. La partecipazione è gratuita con prenotazione, compilando il modulo online: https://forms.gle/1i8p3xFvbFoyzeDt7
Laboratorio finale e pubblicazione
Al termine degli incontri, i partecipanti realizzeranno un podcast in “perle” da 3 minuti ciascuna, per un totale di almeno tre episodi ispirati ai temi trattati. I podcast saranno pubblicati sui canali della Strada degli Scrittori: Sito web ; YouTube ; Facebook ; Instagram .
L’Associazione Strada degli Scrittori
L’Associazione Strada degli Scrittori da otti anni, con patrocinio e partecipazione del Consiglio di Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, del Consorzio Universitario Empedocle di Agrigento, del Mudia Agrigento, di Treccani Cultura, in collaborazione con la DMO Valle dei Templi, organizza annualmente un Master di Scrittura e vari corsi di specializzazione, per offrire una formazione di alta qualificazione a studenti universitari e delle scuole superiori, a docenti e professionisti, giornalisti, responsabili della comunicazione e aspiranti scrittori.
Le attività formative proposte saranno l’occasione per ripercorrere i luoghi siciliani che hanno visto nascere e produrre i grandi autori che hanno appassionato e formato intere generazioni. In un’area di circa 30 chilometri sono nati e si sono formati alcuni dei principali autori della letteratura del Novecento: il Premio Nobel Luigi Pirandello, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’autore del Gattopardo, il romanzo più tradotto al mondo, Leonardo Sciascia, lo scrittore della ragione, Andrea Camilleri, l’autore del Commissario Montalbano, Antonio Russello, l’autore che Vittorini preferì al Gattopardo, Rosso di San Secondo e tanti altri.



