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Elezioni del Consiglio di Corso di Studi: tanti volti, poche idee

Giovedì scorso si è chiusa l’elezione dei rappresentanti degli studenti al Consiglio di Corso di studio, altissimo strumento di partecipazione democratica degli studenti al processo decisionale dell’università. Come al solito la campagna elettorale è stata combattuta dalle varie associazioni degli studenti con le unghie e con i denti. Passeggiando nelle vicinanze delle cabine elettorali, mercoledì e giovedì, si percepiva tangibile la tensione altissime, così come erano evidenti le frizioni tra i rappresentanti delle associazioni che sciamavano in ogni direzione alla ricerca di elettori.

Ciao, hai già votato?”, è stata la frase più ripetuta in questi giorni. Decine di volti, anche sconosciuti, decine di ragazzi che si presentavano e a forza di discorsi cercavano di convincerti a votare la loro lista: “Votaci se vuoi il cambiamento”, “lotteremo per i tuoi diritti”, “noi siamo i migliori!”. Ottime intenzioni, ma poche idee. Ogni associazione ha presentato delle facce, molto spesso non un programma. Quasi nessuno ha spiegato o è riuscito a spiegare bene l’importanza di queste elezioni, di come si possa cambiare veramente il panorama universitario e prospettare addirittura una riforma dell’università stessa. Poche sono state le proposte, fin troppo generiche e per nulla convincenti.

Tutte le associazioni concordano su un punto: lotteranno per rappresentare al meglio le istanze degli studenti. Ma quali sono queste istanze? E se tutti stanno dalla parte degli studenti, perché ciò che maggiormente si è percepito è stato il dissidio tra le associazioni avverse? Se non esiste una seria politica universitaria, che si confronti sulle idee, a dividere è solo il mero partitismo, i particolarismi, la partigianeria. Se si considera questo, forse risulta meno sorprendente il dato che vede partecipare alle elezioni neppure il 20% degli studenti. Forse sarebbe necessario che le associazioni riflettano sul significato di rappresentanza e sulla natura stessa di un’associazione studentesca e prendano atto della loro crescente mancanza di credibilità. È stato bello in questi giorni vedere tanti studenti impegnati per le elezioni: sarebbe un vero peccato sprecare un così prezioso capitale umano.

Riguardo Eliseo Davì

Eliseo Davì
Ho scritto un romanzo storico, "Societas", edito da BookSprint Edizioni. Sono Direttore del blog di informazione online "Il giornale di Isola" e ho collaborato con "L'ora". E nel frattempo studio, frequentando la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.

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