Home / #ErsuCultura / Effetti ed affetti della “Nuova Musica” a 1.538 Km: I Festival di Udine e Palermo a confronto
"Spatial Concept, 1962 ". Lucio Fontana.
"Spatial Concept, 1962 ". Lucio Fontana.

Effetti ed affetti della “Nuova Musica” a 1.538 Km: I Festival di Udine e Palermo a confronto

La ventesima edizione di “Contemporanea 2016” ha avuto il suo Exordium: tre giorni di Nuova Musica dal 29 al 31 ottobre scorsi presso il San Giorgio di Udine. Quasi in sincrono ma con un po’ di anticipo, a partire dal 4 ottobre 2016, le “Nuove Musiche” hanno riscosso fascinazione anche al teatro Massimo di Palermo, con le composizioni di giovani talenti locali del Conservatorio Vincenzo Bellini e le esecuzioni di brani del Novecento da Pierre Boulez a John Cage,  a Morton Feldman, Francesco Pennisi, Karlheinz Stockhausen, Giacinto Scelsi.

Logo di "CONTEMPORANEA ventesima edizione" Fonte: www.taukay.it
Logo di “CONTEMPORANEA ventesima edizione”
Fonte: www.taukay.it

A dieci giorni dal termine delle manifestazioni proponiamo qui delle riflessioni sulle due manifestazioni accomunate dal manifesto programmatico contenuto nel titolo: “Le nuove musiche”. Cosa significhi l’aggettivo “nuovo” per le due realtà musicali è desumibile dalle modalità con cui i due Festival sono stati organizzati. Se Udine sceglie di essere cosmopolita e di inserire la rassegna come culmine del Concorso di Composizione “Città di Udine”, agli antipodi dello stivale, la realtà siciliana valorizza risultati culturalmente autoctoni, senza sacrificare le eredità storiche ed il patrimonio transnazionale ed attuando un evidente intento pedagogico – divulgativo, di opere ancora non completamente note al grande pubblico.  Che ci siano musiche inedite non c’è dubbio, ma con significato differente anche l’ omonima raccolta di madrigali del Caccini “Nuove musiche” del 1602, affronta questa tematica tanto quanto le molte rassegne di musica contemporanea che si susseguono in questi giorni in diverse zone d’Italia.  L’importanza di “movere gli affetti”, che fu uno degli interessi principali del periodo della “seconda pratica” monteverdiana, dei madrigali del Caccini e  nel campo della musica strumentale, per citare un esempio famoso, delle “Toccate d’intavolatura di cimbalo et organo”di Frescobaldi,  è un argomento di sicuro interesse attuale.

NAO, Il Robot che ha conquistato Palermo e non solo.
NAO, Il Robot che ha conquistato Palermo e non solo.

A Palermo, il nuovo  “poeta vate” delle emozioni umane si chiama “NAO”, ed è un Robot, frutto del laboratorio di sperimentazione in cui l’ingegneria, l’informatica, la robotica hanno tessuto relazioni con la parte più interessante della psicologia della musica, della percezione associata dei colori e dei suoni e dell’interazione mediata ed in tempo reale tra pubblico, ensemble strumentale e compositore.  Il programma del 9 ottobre 2016 presso la Sala Onu  del Teatro Massimo di Palermo si è svolto sotto l’egida del “62nd  International Rostrum of composers” http://rostrumplus.net/2015/08/17/62nd-international-rostrum-of-composers/ un progetto che ha valorizzato i giovani compositori delle classi di composizione del Conservatorio V. Bellini, congiuntamente con l’Ensemble di Musica Contemporanea diretto dal M° Fabio Correnti. Citando lo stesso  dettagliato programma di sala, esplicativo delle intenzioni dei compositori: “ – Carmelo Mantione: Quartetto di Fiati si articola in tre movimenti. Il terzo, pur presentando nuovi spunti ritmici e tematici, vuole sintetizzare e rimettere in gioco elementi dei due precedenti. L’intero brano è caratterizzato da un vivo gioco contrappuntistico, da profili tematici ben delineati ed è dominato dall’elaborazione motivica. La composizione mantiene un filo diretto di collegamento al primo novecento con particolare riferimento ad Hindemith.

Manifesto di le "NUOVE MUSICHE" Concerto del 09/10/2016.
Manifesto di le “NUOVE MUSICHE” Concerto del 09/10/2016.

Giovanni Conciauro: Capriccio Danzante è una composizione tripartita e bitematica come se fosse un classico primo tempo di sonata con una coda finale in tempo Largo. Il quintetto è caratterizzato da una forza danzante ritmica e da una cantabilità che ricorda la curva melodica romantica. – Salvatore Passantino: Octacordon per quintetto di fiati. Il titolo del brano trae spunto dal sistema scalare otto tonico costruito sul tetracordo greco. Il contrappunto bachiano è il denominatore comune tra le  due parti: preludio e fuga. – Mate Bella: Trance. Im memoriam di G. Ligeti il suono puro si trasforma e materializza in linee che si inspessiscono e masse sonore dinamiche. Una struttura seriale micro polifonica conduce al caos per poi ricomporsi al passo di un lirismo verso l’origine. –Davide Spina: Entropia. Tendenza al disordine organizzato tuttavia secondo un principio ordinato espresso dalla struttura delle frasi e dalla forma. Il testo è tratto dal Canto notturno di un pastore errante di Giacomo Leopardi in cui vengono presentate le riflessioni filosofiche elaborate dal poeta: la razionale scienza che si contrappone alla poesia. Al di là delle opposizioni esiste un principio comune che le congiunge: una intelligenza superiore che garantisce l’equilibrio. Mattia Camuti: Una  tenue oscurità accarezzata da un bagliore silenzioso che ne rivela vacuità dai confini indefiniti genera una sfuggevole incantevole ma enigmatica Penombra.  – Simone Piraino: Nostos Algos. Protos: stratificata struttura lineare e armonica che si rigenera ed evolve verso un’articolazione dei suoi elementi. Nostos Algos… eterno ritorno. –Enrico Fallea: Bangkok è il trio composto in occasione di un concorso di composizione tenutosi a Bangkok. Tramite accenni a sonorità orientali la composizione omaggia la colorata, viva e frenetica capitale thailandese. Il pezzo è una continua variazione di una cellula ritmica formata da quattro semicrome e la struttura è liberamente ispirata al quinto canone per tonos dell’Offerta Musicale di J.S. Bach. – Michael Torke: Yellow Pages. La musica potrebbe essere paragonata alle pagine gialle. Sfogliando le categorie dei numeri di telefono all’interno ci si accorge che in ordine alfabetico le voci cambiano lentamente. Automobile imbottitura è seguita da Automobile vendita, Aviazione consulenti e Avvolgenti, tende e tettoie. Questa transizione graduale si riflette nel lento processo transpositional nel pezzo. La chiave di Sol maggiore attorno al quale si basa il pezzo è di colore giallo, o almeno un giallo scuro, bruciato”. Se nel Seicento “movere gli affetti” si otteneva con la retorica musicale e  la valorizzazione del testo, la “Nuova musica” della proposta udinese ambisce invece a “movere gli Effetti”. Ne hanno dato dimostrazione le composizioni vincitrici concorso, provenienti dalla Grecia, dagli USA, dalla Corea del Sud, dalla Polonia, dal Cile e dall’Italia. Da questa eterogeneità di culture, si presume che ne derivi un caleidoscopio multiforme di risultati musicali, tuttavia erano presenti più sintagmi di somiglianza che di differenza, elementi riconducibili ad un unico stilema compositivo: il continuo spostamento da un  registro al suo estremo, i sovracuti degli archi, tremoli e trilli senza valore di ornamentazione ma di addensamento sonoro di volumi, il pedale del pianoforte usato come percussione, violoncello che esegue percussioni intonate  battendo  il palmo della mano sulle corde, fischi e frullati del flauto, una nota finale scordata mediante l’abbassamento del pirolo corrispondente alla corda nel violoncello. Le opere si avvicinano tutte ad una esplorazione che applica la ricerca rumoristica elettroacustica ad  un gruppo strumentale tradizionale composto da flauto, clarinetto/clarinetto basso, violino, viola, violoncello, pianoforte, vibrafono.  Nel brano di Konstantinos Baras, “About Sorrow” la percezione è quella di un universo in cui il  molteplice non  viene risolto nell’unità:  ogni  strumento recita un proprio monologo e dalla sovrapposizione di avvenimenti simultanei, dalla loro intensità dinamica maggiore o minore si ricava un insieme prospettico, realizzato senza adoperare necessariamente la profondità armonica tradizionale o comunque alternando i due procedimenti. La tensione emotiva di alcuni soli del brano “1. String Quartet” del polacco Tomasz Skweres, è stata discriminata da una esecuzione intollerante delle sensualità sonore sebbene molto precisa nelle sincronie di insieme. Alcuni ritmi di polacca erano presenti nel brano, conservando uno dei motivi culturali della terra di origine del compositore anche in ambito di sperimentazione.

Un momento dell'esecuzione al Teatro S. Giorgio di Udine il 29/10/2016.
Un momento dell’esecuzione al Teatro S. Giorgio di Udine il 29/10/2016.

Per quanto riguarda l’esecuzione dell’ ensemble “Mikrokosmos”, il pianoforte  ha sopraffatto le sfumature coloristiche di insieme ed il bilanciamento complessivo non ha avuto per questo motivo una resa ottimale. Sicuramente degne di nota le composizioni elettroacustiche vincitrici ex aequo: “Ventriloquy” dello statunitense Andrew Babcock e del cileno Felipe Otondo “Night Study 2” . Entrambi i compositori non erano purtroppo presenti alla cerimonia di premiazione e all’esecuzione ed hanno inviato i loro saluto e ringraziamento tramite dei videofilmati. “Ventriloquy” è  fortemente descrittivo: un insieme sinestetico che va ascoltato con gli occhi chiusi ed immaginato. Elementi rumoristico naturali, acqua e profondità, suoni che collegano dimensioni spazio- temporali, voci non umane, percezione di dialoghi in codici linguistici sconosciuti,  singhiozzi, suoni che suggeriscono luci e bagliori improvvisi. Si tratta di un coinvolgimento emozionale che ti preleva dal reale e ti trasporta in altri luoghi che assumiamo come ideali, poi ti permette di ritornare a te stesso e alla concretezza dei suoni della natura e successivamente ricomincia di nuovo come se fosse un doloroso trauma ripetitivo o un incomprensibile viaggio verso qualcosa di ignoto. Il brano “Ventriloquy” è ascoltabile tramite questo link: https://proyectoundae.wordpress.com/undae-podcast/ Su “Night Study 2”  si esprime lo stesso compositore nel suo canale You Tube https://www.youtube.com/watch?v=ALyb2jm_xTE: “This piece was conceived as a sonic journey through real and imaginary nocturnal landscapes using as a timbral framework the wide palette of percussive and tonal sounds of a Javanese gamelan orchestra. Various kinds of recordings of individual gamelan percussion instruments were used as a basis to develop an organic sonic framework where natural and synthesised sounds were blended and contrasted with nocturnal wildlife field recordings carried out in Chile, Mexico and England. This piece was composed during a residency at the Mexican Centre for Music and Sound Arts (CMMAS) and is sister piece of the award-winning composition ‘Night study 1’.” Le due composizioni elettroacustiche sono state collocate temporalmente all’inizio e alla fine del programma con funzione di Protasi e di perorazione finale racchiudendo il senso del concerto all’interno in una circolarità. La dimensione delle “Nuove Musiche” si configura quindi come sempre più tecnologica, invitandoci a riflettere su come la l’  informatica abbia già influenzato tutti i nostri ambiti del vivere  e si stia inserendo progressivamente  anche in quello musicale, modificando la nostra idea di musica ed i mezzi con cui essa si realizza.

 

Riguardo Erika Giannusa

Erika Giannusa
Erika Giannusa è nata a Palermo, il 06/12/1993. Pianista, studentessa di composizione e appassionata di canto lirico. Studia e lavora attualmente tra le città di Freiburg e di Udine. Condivide l'interesse musicale con i fratelli Marianna e Filippo Emanuele, violinista e violoncellista. Eredita dal padre l'interesse per l'arte in generale e dalla madre la propensione per gli studi di sociologia. Si dedica al giornalismo di carattere prettamente musicale per fornire una chiave interpretativa del panorama artistico attuale. La critica come topos per dare voce all'arte e generare la riflessione del lettore.

Leggi anche

ph © rosellina garbo 2019

La prima volta di Idomeneo al Teatro Massimo

Al Teatro Massimo di Palermo va in scena il 18 aprile alle 20.30 ,per la prima volta , Idomeneo di Wolfgang Amadeus Mozart. L’opera vedrà sul podio della direzione Daniel Cohen, che al Teatro Massimo ha giàdiretto A Midsummer Night’s Dream di Britten, e sarà presentata nella regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi. L'allestimento sarà quello creato per il Teatro delle Muse di Ancona, regista collaboratore e light designer Massimo Gasparon, movimenti scenici curati da Deda Cristina Colonna.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *