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2016-10-15-11-07-01

Editori in discussione al Festival delle Letterature Migranti

Editoria indipendente, “piccole multinazionali” editoriali e grandi colossi dell’editoria italiana presenti tra gli ospiti della quarta giornata del Festival delle Letterature Migranti a Palazzo Steri, con Antonio Sellerio (Sellerio Editore), Paola Gallo (Einaudi), Giulio Passerini (edizioni E/O), Chiara Valerio (Nottetempo) e Isabella Ferretti (66th&2nd). Durante l’incontro, si è discusso dei nuovi confini letterari che gli editori cercano di raggiungere, aprendosi a ciò che è nuovo e “meticcio”, ad autori stranieri che trascendono i precisi condizionamenti culturali di cui sono rappresentanti. La scrittrice Helena Janeczek ha introdotto la discussione dicendo che l’editoria ha il compito di mediazione, di far migrare il libro e che l’editore è un traghettatore.

Paola Gallo, che cura la sezione di narrativa italiana presso Einaudi, ha mostrato come “I libri contengono una loro energia come le persone e l’editore non deve interromperla, ma riuscire a trasmetterla”. Ha affermato anche che ha riscontrato, in Italia, una sorta di chiusura nei confronti delle forme letterarie inaspettate, poichè si pubblicano cose ben selezionate, un po’ fuori dal canone, e nessuno le ascolta, provocando una sorta di atonia.

Isabella Ferretti, portavoce della casa editrice 66th&2nd, ha sostenuto che l’editoria indipendente ha delle propensioni personali e il tipo di letteratura pubblicata non ha una definizione precisa. Si finisce così per proporre autori che oltrepassano, ad esempio, la questione della migrazione per com’è concepita, ma propongono una visione dei temi dei propri Paesi che rompono gli stereotipi. Un testo chiave per la casa editrice è Denti bianchi di Zadie Smith. Questi è un inglese che decide di esplorare le proprie radici. “Dal nostro punto di vista, pubblicare autori stranieri è come prevedere il futuro”.

Giulio Passerini, portavoce di Edizioni E/O, ha raccontato della propria realtà editoriale e dell’obiettivo, tra gli altri, di diffondere e pubblicare letteratura italiana in Paesi dove risulta una conoscenza di nicchia ma in espansione, garantendo una qualità letteraria sorprendente, considerato, ad esempio, il primato nelle classifiche americane o danesi per i libri di Elena Ferrante, tradotta in 35 lingue.

Antonio Sellerio ha spiegato come la nota casa editrice, oggi, lavori di più dedicandosi alla letteratura estera e alla traduzione. Sono stati, infatti, tradotti e pubblicati libri giapponesi o di stati del sud del mondo con l’idea di fare conoscere posti che hanno un forte impatto politico-sociale. Il tentativo, illustrato dall’editore, è quello di soddisfare i più curiosi.

Ha concluso il dibattito Chiara Valerio, scrittrice ed editor di Nottetempo, affermando che “la letteratura rompe la linea del tempo tra passato e futuro e mischia tutto quanto” e che gli autori sono dei “meticci”, una miscela di aspetti socio-culturali inscindibili, che funzionano nella loro interezza.

Riguardo Ylenia Nasti

Ylenia Nasti
Laureata all’Università di Palermo. Amo i libri, i paesaggi e la cucina siciliana

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