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In foto il duo Variando. Immagine tratta dal sito: http://www.stockerau.at/Duo_Variando
In foto il duo Variando. Immagine tratta dal sito: http://www.stockerau.at/Duo_Variando

Duo Variando: esperienza di due musicisti italiani in Austria

Il Duo Variando composto da Irene Malizia ed Angelo Tatone, rispettivamente violino e chitarra, nasce dal casuale incontro di due musicisti all’estero che durante una esperienza Erasmus da studenti hanno scelto di essere coppia sia nella musica che nella vita. Il loro rapporto è una feconda contaminazione di due mondi musicali differenti, apparentemente inconciliabili: la formazione classica della violinista Irene Malizia ed il mondo jazz  e dell’improvvisazione rappresentato dalla chitarra di Angelo Tatone. Eppure questa interazione musicale è possibile e grazie ad essa il Duo, ha un repertorio variegato dal jazz al tango fino alla musica originale composta dagli stessi Malizia e Tatone con il quale ha al suo attivo numerosi concerti e collaborazioni.

Com’è iniziato il vostro percorso musicale in Austria?

La violinista Irene Malizia. Immagine tratta dal seguente link: https://www.jammusiclab.com/de/events/article/irene-malizia-angelo-tatone-harp2018
La violinista Irene Malizia. Immagine tratta dal seguente link: https://www.jammusiclab.com/de/events/article/irene-malizia-angelo-tatone-harp2018

Irene Malizia: E’ iniziato con Erasmus perché ho fatto domanda quando ho terminato il Biennio di Violino in Italia e stavo ancora frequentando il Biennio di secondo livello in didattica strumentale in Italia. Avendo Pedagogia tantissime materie teoriche, la scelta è ricaduta sui Partner dei paesi di lingua inglese e tedesca in modo tale da poter gestire le mie competenze linguistiche. Sono stata selezionata per Eisenstadt, dove c’ era una insegnante che mi piaceva tantissimo e li ho svolto il mio periodo Erasmus. Successivamente sono rientrata in Italia per terminare gli studi di  Biennio in didattica strumentale e poi sono ritornata nuovamente in Austria.

In foto il chitarrista jazz Angelo Tatone. Immagine tratta dal sito https://www.jammusiclab.com/de/faculty/angelo-tatone
In foto il chitarrista jazz Angelo Tatone. Immagine tratta dal sito https://www.jammusiclab.com/de/faculty/angelo-tatone

Angelo Tatone: Ho iniziato il percorso musicale in Austria con l’Erasmus, come studente di Triennio di Chitarra jazz. Ho deciso dunque di fare domanda in Germania ed in Austria. La prima risposta positiva fu quella da Eisenstadt, anche se la mia idea iniziale era di andare a Colonia o Lipsia. Fui contattato dalla mia coordinatrice Erasmus alla quale inizialmente proposi di rifiutare questo primo invito per la mobilità ad Eisentadt. Lei rispose  che il rifiuto era possibile ma che in tal caso si sarebbe potuta profilare anche l’ipotesi che gli altri istituti da me scelti e contattati potessero non avere interesse e che quindi si sarebbe potuta vanificare l’idea di svolgere il progetto Erasmus. Ricredutomi, ho cercato di rivalutare anche gli aspetti positivi di Eisenstadt,  come la vicinanza con Vienna, e la sua tradizione culturale che fa di questa città una capitale della musica. Le mie iniziali titubanze, all’arrivo ad Eisenstadt  sono completamente svanite, sia per la bellezza della struttura universitaria, sia per l’attrattiva turistico – culturale che una città estera può avere.

I. M. : Io la mia prima proposta di tirocinio Erasmus l’ho rifiutata però! Non era per Eisenstadt ma per Feldkirchen, che è un piccolo paesino. Nel mio caso la coordinatrice mi sconsigliò di rifiutare ma io ero decisa a non andare in questa meta. Il mio ordine di preferenza era Francoforte, Eisenstadt e Feldkirchen. Eisenstadt alla fine accettò la mia proposta.

Quali opportunità vi ha offerto l’Austria come musicisti?

A. T.: L’Austria  mi ha offerto tante opportunità come musicista e come insegnante di musica anche se inizialmente mi sarei aspettato di  suonare di più a livello extrascolastico. In Italia ero abituato a suonare oltre gli orari degli impegni scolastici ed avrei desiderato che fosse lo stesso durante la mia esperienza Erasmus. Invece non è stato così e la mia mobilità ha riguardato esclusivamente lo studio. Approfittando della possibilità Erasmus ho tuttavia svolto il doppio delle materie previste dal mio piano di studi in Italia perché avevo tempo e voglia ed anche perché i piani di studio del Conservatorio in Austria offrivano molte più possibilità che quelli in Italia.

Ad esempio?

A. T.: Ad esempio avevo chitarra classica come secondo strumento e avrei potuto scegliere di studiare anche un ulteriore strumento. Avrei potuto  studiare armonia classica oppure pianoforte come materia complementare. Il pianoforte complementare a differenza che negli altri conservatori, consisteva in un concerto con una band o un trio jazz.

Logo Erasmus. Tratto da Wikipedia - Enciclopedia libera
Logo Erasmus. Tratto da Wikipedia – Enciclopedia libera

Dopo l’Esperienza Erasmus? A. T.: Dopo l’Esperienza Erasmus, una volta completati gli studi in Italia, sono tornato nuovamente in Austria ed ho proseguito gli studi ed ho iniziato a svolgere concerti extrascolastici e nei Festival. Ho suonato nel Festival St. Margarethen che pur non essendo prettamente riferito al mio percorso musicale è stato molto interessante. Ho suonato il mandolino nel Don Giovanni di Mozart, l’aria “Deh vieni alla finestra” per 23 recite, ogni sera live con di fronte un pubblico di 2.500 persone. E’ stata una occasione per imparare un nuovo strumento, ho fatto una audizione e sono stato selezionato: per me è stato bellissimo. Dopo questo Festival ne ho svolti altri dove ho anche suonato come percussionista ed organizzato una Musikkapelle ossia una sorta di banda per la Bohème, quella che entra all’inizio del secondo atto. Oltre a questo ho fatto concorsi in Austria come chitarrista jazz, tanti concerti anche diverse masterclass.

I. M. : Per quanto concerne  lo studio all’inizio per me è stato un pò diverso, nel senso che il primo anno al contrario di Angelo Tatone avevo meno materie rispetto ai corsi abilitanti italiani di circa dieci anni fa. Però per me queste materie sono state molto più impegnative perchè erano tutti seminari in tedesco e quindi io dovevo registrare le lezioni con le mini cassette e trascorrevo diverse notti a trascrivere e tradurre con il vocabolario le lezioni.

Dal punto di vista violinistico  all’inizio l’esperienza è stata sconvolgente, in quanto la mia insegnante di violino ha promosso in me uno studio del violino che non riguardasse solo l’aspetto tecnico ma il mio modo di pensare lo strumento. Questo aspetto mi ha molto affascinato tant’è che quando ho terminato gli studi in Italia sono ritornata ad Eisenstadt per studiare con lei altri due anni.

Cosa vuol dire cambiare il modo di pensare lo strumento? I. M. : Si pensa subito che il violino sia uno strumento dove bisogna essere intonati e naturalmente è così, è un dato di fatto. Si pensa per luogo comune che la mano sinistra sia l’aspetto più importante della tecnica violinistica ma ciò non è vero perché anche l’arco ha un ruolo fondamentale.  Se l’arco non funziona, quasi tutti i colori e l’interpretazione che si devono avere di un pezzo non sussistono. Lo studio ad Eisenstadt è stato quindi focalizzato sulla tecnica a servizio dell’interpretazione.

Dal punto di vista lavorativo è avvenuto tutto in modo graduale. I primi anni che sono tornata in Austria svolgevo alcuni lavori per pagarmi gli studi. Non pensavo a cercare concerti o lavori presso scuole di musica, questo non era il mio obiettivo principale perché non mi volevo distogliere dallo studio. Finito lo studio mi trovai da un giorno all’altro a dovere riempire le giornate. Mi sono trasferita a Vienna e pian piano ho ottenuto un concerto qui ed uno li, una sostituzione qua ed una la. Da una sostituzione poi conosci un’altra persona che ti chiama a suonare in un quartetto ed una cosa tira l’altra e ti ritrovi ad avere una realtà lavorativa che non riguarda un solo aspetto  o una scuola ma tante piccole realtà di cui non  ne lasceresti nemmeno una. Contemporaneamente agli studi di violino, io ho iniziato e finito quelli di composizione qui a Vienna, e ho cominciato anche a lavorare per diversi gruppi e Festivals. E’ un processo che dura anni: a Vienna inserirsi con il violino è difficile perchè siamo tanti. Ci vuole pazienza e resistenza.

Proprio a questo proposito: Come vi siete costituiti come duo?

 I. M. : Noi ci siamo costituiti come duo dopo esserci costituiti come coppia. E’ successo per caso, noi vivevamo all’epoca in uno studentato e ci venne l’idea di iniziare a provare nella stanza della musica che c’era nella residenza studentesca. La prima prova che abbiamo fatto é stata un incontro di mondi musicali molto diversi: da una parte io con il mio repertorio classico e dall’altra Angelo con i suoi standard jazz. All’epoca non avevo molto interesse verso un repertorio diverso da quello classico. Angelo è stato molto bravo, aggiungenfo ad ogni nostra prova un pezzo nuovo di jazz o di tango e da queste prove iniziate per scherzo ci chiesero un concerto in Italia per l’Associazione Mozart Italia di Rovereto. Il repertorio del concerto era classico tuttavia nel bis suonammo musica estranea al repertorio classico che piacque molto. Diventò divertente provare generi musicali per me nuovi. Ho imparato moltissimo da Angelo, non so se anche lui ha imparato qualcosa anche dal mio mondo musicale. E’ bello non solo provare stili diversi, ma mettere le tue capacità a servizio di un altro stile e viceversa. Come duo attualmente abbiamo un programma che comprende alcuni pezzi jazz, tantissimo repertorio di tango, una parte di musica classica originale con una parte di rivisitazione jazz i cui arrangiamenti sono curati da Angelo. Nello stesso periodo io ho studiato per un anno per il Postgraduate di musica Elettroacustica ed ho proposto ad Angelo di inserire la chitarra elettrica per il concerto finale di questo corso di studi e da allora abbiamo cominciato anche ad unire l’elettronica ai nostri concerti.

A.T.: Io sono molto invogliato rispetto al lavoro con il Duo Variando perché noi scriviamo musica originale che arrangiamo, produciamo e registriamo.

Cosa consigliereste ad un giovane  studente italiano che vuole iniziare o proseguire gli studi musicali a Vienna?

I. M. : Per quanto riguarda il fare una esperienza circoscritta all’estero l’unico suggerimento è quello di vivere a pieno il momento: sia la vita scolastica che privata. Se invece si vuole intraprendere un percorso all’estero per stabilirsi all’estero è necessario apprendere la lingua. E’ un aspetto che bisogna affrontare subito. Conosco amici  che vivono a Vienna da 7/8 anni parlando solamente l’inglese… io mi sentirei completamente isolata, perché non riuscirei ad integrarmi. Il secondo consiglio è la pazienza riguardo al trovare opportunità lavorative. A Vienna ed in Austria in generale la gente deve prima conoscerti e fidarsi, poi puoi iniziare ad inserti nell’ambiente lavorativo. A volte bisogna arrangiarsi per sopravvivere se veramente ci credi.

A. T. : Un consiglio che posso dare è di andare in giro ad ascoltare concerti al Musikverein, Staatsoper.

Immagine tratta dalla pagina fb ufficiale del Wiener Staatsoper.
Immagine tratta dalla pagina fb ufficiale del Wiener Staatsoper.

Quando sono arrivato a Vienna mi sono appassionato ancora di più alla musica; non il mio genere, ma alla musica classica e all’opera proprio perché c’è la possibilità per tutti, spesso a prezzi ridotti, di ascoltare musica vera nei teatri. A Vienna è possibile ascoltare l’opera tutti i giorni. Oltre a questo ci sono anche concerti di jazz di livello molto alto e ospiti internazionali. Questa atmosfera invoglia e e dà stimoli per scrivere nuovi pezzi, provare musica diversa o suonare repertori nuovi.

I. M.: Bisogna precisare che andare all’estero non significa necessariamente fermarsi stabilmente in una città ma cercare di creare relazioni in altre città vicine e prendere spunto per conoscere nuove forme di cultura e musica.  Inoltre se si decide di andare all’estero bisogna tenere conto del fatto che si sentirà la distanza e la mancanza della famiglia e degli affetti.

A. T.: anche degli amici.

In quanto voi docenti del JAM MUSIC LAB, quali opportunità offrite agli studenti?

I. M.: La prima opportunità è di venire qui in Erasmus: questa è una possibilità enorme. Svegliarsi la mattina e pensare di andare all’estero da solo, senza contatti e senza fondi è impensabile. Invece svegliarsi la mattina ed essere sostenuti e finanziati è una realtà possibile. A me ed Angelo questo ci ha cambiato la vita in tutti i sensi.

A. T.: Parlando del JAM MUSIC LAB l’idea, in collaborazione con l’Università già da due anni, è di rendere questa istituzione interdisciplinare. L’opportunità è quella di offrire piani di studio che riescano a combinare ricerca studio e pratica in campo artistico e pedagogico con l’esperienza lavorativa. Sia in ambito artistico, cioè sul palco, in studio o come arrangiatore – compositore, che in ambito  didattico.

L’esperienza lavorativa è quindi compresa nei piani di studio?

A. T.: Si. Si può fare esperienza con docenti di fama internazionale che vengono a svolgere dei workshop pratici  e teorici. Ci sono anche esami che consistono in concerti e produzioni.

Logo del JAM MUSIC LAB - Immagine tratta dal sito: https://www.jammusiclab.com/
Logo del JAM MUSIC LAB – Immagine tratta dal sito: https://www.jammusiclab.com/

I. M.: Nei nuovi piani di studio sono stati inseriti  dei moduli. I ragazzi che studiano musical ad esempio hanno delle materie obbligatorie che devono fare per due o quattro anni e dei moduli che riguardano un ramo specifico del loro campo come danza, recitazione, regia, produzione, scrittura e composizione. Gli studenti hanno l’obbligo di scegliere uno o due moduli ma possono decidere quali. E’ inserita anche la performance, nel senso che gli studenti tramite  alcune selezioni vengono indirizzati in produzioni di musical come quelle che ci sono ad esempio in estate. Chi studia musica classica può avere anche la possibilità di fare dei semestri di teoria musicale in campo jazz. Anche i ragazzi di classica fanno Ear training jazz. Cerchiamo di  creare una interdisciplinarità che non crei separazioni musicali  nette tra i generi.

Quali dipartimenti avete?

I. M.: Al JAM MUSIC LAB abbiamo il dipartimento di musica classica, di teatro musicale ma al momento solo riguardante il musical, di jazz e pop.

Riguardo Erika Giannusa

Erika Giannusa
Erika Giannusa è nata a Palermo, il 06/12/1993. Pianista, compositrice e soprano lirico. Si dedica al giornalismo ed alle recensioni di eventi e manifestazioni in Italia ed in Europa.

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