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DOSSIER. Quale diritto allo studio universitario, oggi? – Parte II

Nel primo articolo (clicca qui per leggerlo) del dossier sul diritto allo studio universitario che si sta conducendo si è trattato della rilevanza del diritto allo studio e in specie di quello universitario nella Costituzione. Nella Carta viene affrontato anche il tema della competenza legislativa di Stato e Regioni. A riguardo la questione è tanto complessa quanto affascinante e, oltre a richiedere una lettura in chiave storica, si rivelerebbe ai fini della nostra trattazione poco proficua. Per non ignorare il tema si può dire quanto segue. Il DSU è legato a prestazioni che in misura essenziale, devono essere distribuite, in modo uguale, in tutto il territorio nazionale. Pertanto lo Stato centrale indica i parametri oltre cui non si può scendere cioè Livelli Essenziali di Prestazione (LEP) e, nel rispetto di questi standard le Regioni hanno capacità di manovra in espansione.

Ciò detto si passerà in questa sede a una introduzione delle leggi e degli atti d’attuazione delle stesse che regolano l’attuazione del DSU e nel rispetto delle quali operano gli ERSU.

Le normative, in verità, sono più di quelle a cui si fa riferimento in seguito ma, essendo esse solamente tangenti il discorso che si sta delineando, si preferisce evitare di trattarle (un esempio è offerto dal regolamento  recante la disciplina dei contributi universitari, d.P.R. 25 luglio 1997 n. 306). A prova della correttezza della selezione degli atti normativi che si prendono a commento, i lettori più critici e curiosi,  potranno misurasi con i medesimi testi che consultabili presso la sezione “Amministrazione Trasparente” del sito istituzionale dell’ERSU Palermo, colonna a destra dell’osservatore, nella finestra in basso titolata “Normativa” alla voce “Diritto allo Studio”.

Le normative coinvolte principalmente, e in esame, sono  cinque, annoverabili in due gruppi. Questa bipartizione prende in considerazione le due stagioni di produzione legislativa sul DSU.

Nel primo gruppo troviamo:

  1. La legge quadro 390/1991 che ha individuato i soggetti titolari dell’onere d’attuazione del diritto allo studio universitario in reciproca collaborazione. Questi soggetti giuridici sono: lo stato, le regioni e le università.

Si legge all’articolo 3 della citata legge:

  1. Allo Stato  spettano  l’indirizzo,  il  coordinamento   e   la programmazione degli interventi in  materia  di  diritto  agli  studi universitari.
  2. Le regioni  attivano  gli  interventi  volti  a  rimuovere  gli ostacoli di ordine economico e sociale per la concreta  realizzazione del diritto agli studi universitari.
  3. Le universita’ organizzano i propri servizi, compresi quelli di orientamento e di tutorato, in modo da rendere effettivo  e  proficuo lo studio universitario.
  4. Le regioni, le universita’, nonche’ gli enti ed istituzioni aventi comunque competenza nelle materie connesse all’attuazione del diritto agli studi universitari collaborano tra loro per il  raggiungimento delle finalita’ della presente legge. A tale scopo stipulano  accordi  e convenzioni per la realizzazione di specifiche attivita’.

La seconda normativa che ci interessa è il decreto del Presidente del Consiglio del 9 aprile 2001 che attua l’art. 4 della legge 390/1991 de che fissa le regole volte all’equiparazione di trattamento degli studenti su base nazionale. Alcune delle materie disciplinate da questo atto  le procedure di selezione dei beneficiari, i criteri per la determinazione delle condizioni economiche, i criteri per la determinazione del merito, i criteri per l’esonero totale o parziale dalla tassa di iscrizione e dai contributi, le tipologie minime ed i livelli degli interventi regionali.

Terza legge appartenente a questo gruppo è la legge regionale del n. 20 del 25 Novembre 2002 intitolata “Interventi per l’attuazione del diritto allo studio universitario in Sicilia. Trasformazione in fondazioni degli enti lirici, sinfonici e del comitato Taormina arte. Scuole materne regionali paritarie.” Con questa legge vengono elencati gli interventi che la regione opera in tema di DSU e istituiti la Commissione regionale per il diritto allo studio e gli ERSU in misura di uno per ciascun ateneo presente nel territorio regionale.La legge ha poi cura di regolare il funzionamento  amministrativo degli ERSU legiferando sugli organi  e le rispettive competenze, sul personale, sul patrimonio e sui finanziamenti.

Il secondo gruppo di norme è definibile nel complesso della “riforma Gelmini” dell’Università.

In verità ci interessa particolarmente un decreto legislativo, il 68 del 29 marzo 2012 adottato dal governo Monti ma poiché la delega al governo era contenuta nell’articolo 4 della legge 240/2010 (Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario) a firma Gelmini dobbiamo considerare il decreto legislativo come frutto di un’unica volontà politica.

Le materie principalmente oggetto della legge , fatta esclusione delle risorse finanziarie di cui al momento non si tratta a causa del loro continuo mutarsi, sono gli strumenti e i destinatari dell’attuazione del diritto allo studio e la disciplina dei collegi universitari.

Il primo tema è particolarmente importante perché proprio nel capo della legge di che trattasi si disciplinano la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni cioè i servizi da erogare(art.7), i requisiti di eleggibilità per l’accesso ai LEP cioè i requisiti per potere fruire dei servizi degli ERSU (art.8), il Controllo della veridicità delle dichiarazioni (art.10).

Post scriptum

La trattazione di ciascuna legge sarà rimandata ad articoli successivi essendo qui impossibile compire una riflessione ben curata su ciascuno di essi. È ben pacifico che questa lenta ricerca potrebbe essere facilmente troncata puntando direttamente all’imputato di queste settimane e cioè l’ISEE. La scelta di questo dossier è quella di considerare – nei limiti delle competenze dell’autore – lo scenario nella pienezza della sua completezza al fine di offrire alla fine un quadro quanto più chiaro della problematica, per questo si spera che gli interessanti abbiamo pazienza verso alcuni articoli sul tema magari non interessantissimi ma che gettano le basi per una conoscenza profonda del tema.

Riguardo Andrea Cannizzaro

Andrea Cannizzaro
Nato il 29 luglio 1994 a Palermo dove frequento il corso di studi in Giurisprudenza. La mia mail è andreacannizzaro94@gmail.com

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