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Donne che fanno impresa, da Gioa a Martina Ciaccio: la Sicilia nelle loro creazioni

Cresce il numero di imprenditrici siciliane che sceglie di investire in un progetto creativo e scommettere sulla loro terra. Si tratta di donne determinate, indipendenti e capaci che lanciano un messaggio di amore per il proprio territorio.

Gioa Picciurro è una giovane imprenditrice palermitana di soli 25 anni che dal nulla ha creato una sua linea di borse di lusso che da giorni va a ruba nei siti on line di tutta Europa. La Picciurro è riuscita a farsi notare dai grandi giornali di moda che se la contendono per pubblicare sulle loro pagine le creazioni della designer palermitana più promettente del momento. British Vogue e Vanity Fair UK definiscono il suo un brand di accessori di alta qualità e lo suggeriscono ai lettori come marchio di gran moda.

Il progetto di impresa di Gioa nasce dall’idea di realizzare artigianalmente borse con un design innovativo, che al contempo affonda le radici nella tradizione della cultura siciliana. Fiera e legata alle sue origini, la giovane ha scelto di restare a Palermo, città da cui trae ispirazione. Nelle sue creazioni riprende, infatti, i motivi del liberty del Basile, un omaggio al capoluogo siciliano che le ha dato i natali.
Lontana, dunque, dalle città modaiole quali Parigi e Londra, Gioa ha deciso di puntare tutto sul “made in Italy”, altamente ricercato per via della sua altissima qualità sia nelle lavorazioni che nei materiali. Il settore manufatturiero italiano si arricchisce, dunque, di una designer capace e talentuosa, attenta alle nuove tendenze e capace di sintetizzarle in un accessorio giovane e sofisticato.

Un’altra donna che ha fatto di una passione un business è Martina Ciaccio, designer siciliana creatrice della linea di gioielli “DUCI”. Il suo progetto si ispira alla Sicilia e alle forme naturali che fanno parte del territorio e, in particolare, al fico d’india, simbolo dell’isola. Si tratta di creazioni che possiedono linee intriganti ma allo stesso tempo sposano la tradizione sicula. Il risultato è una collezione molto amata e ricercata dalle donne.

Martina Ciaccio ha iniziato come interior designer, lavoro che l’ha portata a realizzare una linea di complementi di arredo, dal nome “Ficurinnia”(fico d’india in siciliano), che ha riscosso molto successo, tanto da essere esposti al museo di arte contemporanea Palazzo Riso. La particolarità è quella di utilizzare un materiale importante e pesante come il marmo e trasformarlo in elementi caldi di atmosfera come ad esempio una lampada.
Dai complementi d’arredo ai gioielli il passo è stato breve. Passando, quindi, dal marmo all’ argento, il filo conduttore è sempre il fico d’india per via della sua simbologia che rappresenta pienamente la Sicilia. L’idea della designer è quella di far diventare il gioiello una scultura da portare addosso.

Queste donne portano in alto il nome della Sicilia e donano valore alla produttività italiana. In un momento in cui tutti scappano verso il nord Europa e il nord Italia, c’è chi resta, lavora duramente e realizza creazioni di successo traendo ispirazione proprio dalla Sicilia.

Riguardo Giorgia La Marca

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