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Docenti sull’orlo di una crisi di nervi. Al Teatro Biondo va in scena “La Scuola”

In scena da martedì 18 a domenica 23 aprile al Teatro Biondo La Scuola, riadattamento di Sottobanco, il cult dei primi anni ‘90, considerato l’antesignano di tutto il filone di ambientazione scolastica. Nato dalla penna di Domenico Starnone e diretto da Daniele Lucchetti, lo spettacolo si presenta a distanza di più di vent’anni pressoché inalterato, con la sola variazione nel nome che fa riferimento all’omonima trasposizione cinematografica realizzata nel 1995.
Eccezion fatta per i nuovi arrivati (Vittoria Belvedere, Roberto Citran e Maria Laura Rondanini), si riconferma anche gran parte del cast originario capitanato dallo straordinario Silvio Orlando e composto da Vittorio Ciorcalo, Roberto Nobile e Antonio Petrocelli.

7 giugno 1991, nella palestra di un Istituto Tecnico Professionale, si apre il singolare consiglio di classe della IV D presieduto da un elegante, ma un po’ ignorante preside (Roberto Citran) e al quale prende parte un vivacissimo corpo docenti che, tra dissapori e divergenze, costituisce una realtà variopinta di metodi e tecniche di insegnamento differenti.
Quasi come due schieramenti contrapposti, si incontrano e si scontrano sul palcoscenico due posizioni antitetiche: una più aperta e tollerante, volta al recupero di studenti in difficoltà, l’altra, più rigida ed estrema, affine ad una morale reazionaria e tesa a tutelare soltanto gli alunni più meritevoli. Cozzolino (Silvio Orlando) da una parte, insegnante di Lettere, apologeta dell’imperfezione, con le sue ideologie progressiste e il suo approccio creativo, incarna l’ideale di un sapere democratico esteso a tutti. Mortillaro (Roberto Nobile) dall’altra, insegnante di Francese, nevrotico e sempre un po’ alticcio, classista e vagamente “nostalgico”, si erige a portabandiera di un sapere elitario, “perché è chiaro, no? Chi è beduino deve restare beduino”.  Nonostante le manie di perfezionismo, gli attacchi di panico e i disturbi d’ansia, la professoressa Baccalauro (Vittoria Belvedere) è la sola ad abbracciare le posizioni più indulgenti del collega Cozzolino; tutti gli altri, tra pettegolezzi, crisi nervose, frustrazioni e menefreghismo, sembrano preoccuparsi esclusivamente di preservare il loro ego e la loro integrità morale.

Ciò che avrebbe dovuto essere un semplice scrutinio finale, al termine del quale decidere le sorti di promossi e bocciati, si trasforma in una vera e propria dissertazione esilarante e paradossale, ai limiti dell’isteria. Attraverso l’esuberanza dei dialoghi e l’impeccabile professionalità del cast, garantita da un sodalizio pluriventennale, va in scena una deliziosissima commedia corale. Si ride tanto e ci si diverte, ciononostante non mancano profondi spunti di riflessione su temi di grande attualità: ci si interroga sulla figura e sul ruolo dell’insegnante, sulla possibilità di riabilitare gli ultimi della classe e soprattutto sulla precarietà edilizia di una struttura scolastica fatiscente che costringe gli insegnanti a riunirsi in palestra.

Lo spettacolo offre la possibilità, a chi è stato studente e a chi lo è ancora, di osservare la scuola attraverso il punto di vista dei loro professori, riconoscendoli come esseri umani in tutte le loro fragilità e debolezze. Viceversa, gli insegnanti presenti in sala potranno più o meno immedesimarsi nella simpatia di un corpo docenti quanto mai bizzarro e stravagante, costretto a fare i conti con studenti problematici e colleghi competitivi: classica routine di una professione che, se svolta con onestà intellettuale, è annoverata, senza dubbio, tra le più complesse.
Oggi, esattamente come venticinque anni fa, applausi fragorosi!

Venerdì 21 aprile alle ore 10.30 al Teatro Biondo Silvio Orlando incontrerà gli studenti.

 

Riguardo Margherita Guzzo

Margherita Guzzo
Di Palermo. Laureata in Lettere, studentessa di Filologia Moderna e Italianistica.

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