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Il Dna esposto in una mostra a Roma

Sapete di avere il 60 per cento del Dna in comune con la gallina? E il 45 per cento con una banana? Sapete che ogni cellula del vostro corpo contiene un testo lungo 3mila volta i Promessi Sposi? Vi suona nuovo che la cipolla abbia un genoma 5 volte più grande del vostro?

Dna. Il grande libro della vita da Mendel alla genomica è il titolo della mostra allestita dal 10 febbraio e aperta fino al prossimo 18 giugno al Palazzo delle Esposizioni a Roma che potrà soddisfare questa e altre curiosità scientifiche legate alla genetica.

Nella prima parte, vengono ripercorse tutte le tappe più importanti sia delle scoperte scientifiche che delle storie umane degli scienziati protagonisti: dal padre della genetica Gregor Johann Mendel e le sue leggi sull’ereditarietà dei caratteri a Thomas Hunt Morgan e i moscerini della frutta che furono fondamentali per capire cosa fossero i geni e i cromosomi, dalle derive razziste dell’eugenetica fino ai lavori di James Watson, Francis Crick e Rosalind Franklin per la struttura a doppia elica del Dna e alla nascita della genetica molecolare.

Questa parte storica onora anche una figura di spicco della genetica italiana, Nazareno Strampelli, l’agronomo che sperimentò le tecniche di ibridazione sul grano portando alla nascita di diverse varietà di frumenti.

Nella seconda parte invece, si affrontano il presente e il futuro: dalla clonazione alla medicina personalizza, dall’ingegneria genetica alla biologia sintetica con uno speciale focus dedicato alla genetica forense e allo studio del Dna di specie estinte.

Il tutto raccontato con una miscela di linguaggi differenti tra reperti storici, video, installazioni interattive e cartoon. Lungo le sette sezioni della mostra, si possono anche osservare reperti inediti in Italia come gli occhiali, il microscopio e i manoscritti di Mendel; le parti del modello originale che Watson e Crick usarono per descrivere la struttura del Dna a doppia elica; il vello e la maschera funeraria della vera pecora Dolly, il primo animale ottenuto per clonazione, e un maglioncino ottenuto con la sua lana; un cranio fossile originale di Neanderthal da cui si sta provando a estrarre il Dna.

«La mostra – spiegano dal comitato scientifico – si propone come un eccellente strumento didattico per affrontare in modo approfondito ma non tecnico, semplice ma non banale tutte le tematiche relative alla genetica e alla genomica, e per fornire soprattutto ai più giovani gli strumenti per comprendere l’impatto che le scoperte in questi campi avranno sulla società del futuro».

Riguardo Marta Silvestre

Marta Silvestre
Laureata in Scienze filosofiche presso l’Università Roma Tre, ho frequentato la Scuola di Giornalismo Lelio e Lisli Basso - “Inchieste, questioni internazionali, ambiente e beni comuni”. La passione per il giornalismo nasce dalla volontà di poter dar voce a realtà altrimenti destinate a rimanere non raccontate. Ho maturato esperienze di lavoro come redattrice di vari giornali locali, raccontando in particolare vicende legate ai temi di mafia e antimafia. Durante l’ultimo anno ho svolto un tirocinio presso la redazione di cronaca e giudiziaria dell’agenzia di stampa AdnKronos e uno stage nella redazione di Sky Tg24. Attualmente collaboro anche con Italpress e Meridionews.

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