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Diversità culturale nel piatto e in passerella, serata multietnica al San Saverio

Cibi dai profumi etnici, abiti colorati e musica tradizionale, questo il connubio riuscito che tre studentesse straniere, Lam, Emily e Yan, hanno voluto mettere in scena per la giornata mondiale della Diversità Culturale, celebrata il 19 maggio. Con il patrocinio e il sostegno dell’Ersu, le tre ragazze che hanno messo su anche la sigla CIS (Cucina Internazionale degli Studenti) hanno ideato un percorso etno-gastronomico destinato agli studenti dell’ateneo palermitano.
La residenza universitaria San Saverio, non nuova all’integrazione e al confronto, è stata teatro di una serata multietnica, grande momento di scambio culturale.

Tra colori, odori e sapori, per far incontare culture diverse e valorizzare le tradizioni gastronomiche. Un bell’esempio a sostegno del dialogo e della diversità culturale, attraverso musica etnica, sfilate di abiti tradizionali, ma soprattutto – in quest’occasione –  gastronomia cinese, vietnamita e africana declinata dai cuochi della Cot Ristorazione, con la esperta supervisione delle ragazze.

«Per noi la diversità culturale è realtà quotidiana – dicono le tre studentesse in apertura della serata – questo evento rappresenta il rispetto dei diritti fondamentali di vivere serenamente la diversità».
E dopo un saluto nelle rispettive lingue, arriva l’ora della presentazione degli abiti scelti per la sfilata, vestiti dagli studenti dell’ateneo palermitano, onorati di aver contribuito alla buona riuscita dell’evento.

L’idea della serata nasce dalla loro passione comune per la cucina e per la moda che Lam, Emily e Yan hanno deciso di concretizzare in favore di amici e conoscenti. «Siamo semplicemente tre amiche appassionate di cucina e curiose di nuove esperienze – racconta Emilie, studentessa di Cooperazione e sviluppo, nata in Camerun e in Italia da 6 anni – è stato casuale: ci siamo trovate in un negozio cinese e ognuno di noi tendeva ad avvicinarsi a cibi diversi, frutto di inclinazioni e culture differenti. Così abbiamo pensato di unire le nostre culture e fare una cena insieme e poi da lì l’idea di organizzare l’evento.

Yan, chiamata Anna, studentessa di Scienze del turismo, nata in Cina e da tre anni in Italia, precisa che sebbene sia stata la prima organizzazione le aspettative sono state più che soddisfatte. «È stato divertente per noi pensare e veder nascere questa serata, poi abbiamo visto i presenti piacevolmente colpiti e questo ci invoglia a non fermarci».

«È stato il primo ma non l’ultimo evento – interviene, a tal proposito, la vietnamita Lam, studentessa di Scienze del turismo – i nostri amici, che ci hanno aiutato a vestire gli abiti delle nostre tradizioni, sono pronti a rifarlo. E per noi sarebbe molto bello».

La diversità culturale stimola la creatività, e investire in questa creatività può trasformare le società”, concludono le tre amiche, citando Irina Bokova, direttore generale dell’Unesco.

Riguardo Gaia Butticè

Gaia Butticè
Nata ad Agrigento il 12/03/1991, vivo tra Favara e Palermo. Ho una laurea in Lettere e sono al momento iscritta al secondo anno di Filologia moderna e italianistica

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