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Disabilità e sensibilizzazione, una speranza per il futuro

E’ di qualche giorno fa la notizia dei due giovani fratelli palermitani, Alessio e Gianluca Pellegrino, affetti da tetraparesi spastica, lasciati ad attendere presso gli uffici della Regione Siciliana, avendo richiesto risposte certe e precise da parte dell’Assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro. Risposte che non sono arrivate.

La patologia di cui soffrono i due ragazzi, infatti, li rende totalmente dipendenti da terzi per poter svolgere le più semplici e normali attività quotidiane, ma nonostante questo, non ricevono l’ aiuto necessario da parte delle istituzioni e possono contare solo sul buon cuore dei loro conoscenti e amici. La soluzione potrebbe giungere dal Decreto che prevede l’erogazione di aiuti finanziari da destinare al “Fondo delle non autosufficienze”, per la promozione non solo di iniziative di solidarietà alle famiglie, ma la promessa di assistenza domiciliare h24 nei casi di disabilità gravi.

Il Decreto è però datato al 2015, e non solo Alessio e Gianluca non hanno potuto beneficiare di un servizio che spetta loro, ma versano nella difficoltà di dover far fronte da soli ad assicurarsi un’assistenza continua.

Sono tanti i giovani affetti da disabilità più o meno gravi, che non ricevono aiuti e sostegno da parte delle realtà pubbliche. Eppure si tratta di diritti inviolabili, sanciti dalla nostra stessa Carta Costituzionale, riconosciuti dai nostri padri costituenti per la loro fondatezza e puntualmente disattesi da enti e istituzioni.

In risposta allo sdegno, i due ragazzi hanno creato la pagina Facebook Legge DOPO DI NOI Sicilia, certi del fatto di poter raggiungere in modo più veloce un numero sempre più elevato di persone, e poter sensibilizzare maggiormente su un argomento che oggi troppo spesso viene sottovalutato.

“In questo momento-  dicono – vorremmo renderci utili per tutte le altre persone che come noi versano in questa condizione. Raccogliamo le loro storie. Stiamo anche avviando una serie di iniziative di protesta e sensibilizzazione.”

Dopo di noi

Adesso sono in tanti a voler dire la loro, raccontare la loro storia, descrivere il disagio di vivere in una città che non è fatta a loro misura, come ci racconta Antonella D’Alia, giovane laureata e specializzata all’Università degli Studi di Palermo:

“Sai quanti disabili vorrebbero sentirsi utili con un lavoro? La Regione non prevede progetti che coinvolgono persone con disabilità, pure semestrali. Giusto per aver occasione d’integrarsi e far capire che un disabile può produrre.”

Ma non tutto è perduto ed è possibile trovare uno spiraglio di speranza: “L’unica università tra quelle che conosco (anche al nord) che garantisce servizio alla persona, trasporto, tutor e supporti informatici è quella di Palermo. Se dovessi proprio dire qualcosa vorrei ci fossero più ore di tutorato ( solo cento ore spesso sono troppo poche). Inoltre, il Centro Padre Nostro mi ha dato occasione di svolgere da loro il servizio civile nazionale, mi ha dato possibilità di dimostrare che anche io posso dare come ogni altro. Per il futuro vorrei strade cementate, così da evitare fossi che mi fanno cadere, scivoli, mezzi che mi portano dove ho bisogno, nel futuro non vorrei più chiedere.

QUI l’incontro tra i disabili accorsi alla manifestazione di questa mattina e il presidente Rosario Crocetta.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1456467257710229&id=100000409074190

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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