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Fonte: www.h24infonews.altervista.org
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Diesel e i nuovi giubbotti antiproiettile per i cani poliziotto

Diesel, una femmina di pastore belga di 7 anni, è rimasta uccisa nel blitz di Saint-Denis contro l’appartamento dei terroristi collegati agli attentati terroristici di Parigi. Lo ha annunciato la polizia francese con un tweet: il cane è entrato nell’appartamento rimanendo vittima dei terroristi asserragliati con le armi in pugno.

Secondo i media locali, l’animale sarebbe stato usato all’inizio dell’assalto per un’azione perlustrativa e sarebbe stato subito investito dall’esplosione provocata dalla donna kamikaze. A quanto raccontano alcuni agenti, Diesel è tornata al fianco del suo padrone per morire tra le sue braccia.

Immediata la reazione dei social network.

Su Twitter, in particolare, si sono subito diffusi messaggi di gratitudine con tendenze quali #jesuischien, #RIPDiesel, #prayfordog.

Anche le forze dell’ordine hanno ricordato l’importanza dei cani nelle operazioni di questo tipo: da sempre arruolate nelle azioni di ricerca e di intervento, addestrati e preparati a situazioni di pericolo, le squadre cinofile sono un apporto fondamentale per i corpi militari.

Un valore per la comunità tanto che l’Associazione italiana difesa animali e ambiente ha celebrato, venerdì 20 novembre, una giornata simbolica di lutto per ricordare Diesel ma anche tutti gli altri animali uccisi nel compimento del loro dovere a difesa degli umani.

È una  vera e propria tradizione quella della formazione delle unità cinofile, un percorso di addestramento nel quale i cani vengono preparati a situazioni di pericolo con diverse specializzazioni.

Le tecniche utilizzate sono varie: oltre all’affetto per il conduttore, a motivare il cane durante l’addestramento è sempre il gioco. Fanno eccezione solo quelli antiesplosivo, per i quali la motivazione principale è il cibo.

Il Ministero degli Interni francese prevede una precisa normativa per la selezione e la formazione dei cani poliziotto. La modalità di accesso è regolata da specifiche condizioni come la selezione su scala nazionale, l’esperienza di almeno un anno e il superamento di prove sportive. I candidati prescelti possono iniziare un percorso di formazione al termine del quale è previsto un diploma e l’entrata in servizio.

A seguito di una dura vita di lavoro anche ai cani poliziotto spetta la pensione.  Rimossi dal loro incarico, generalmente sono affidati al conduttore con il quale hanno condiviso anni di esperienze. Non sempre, però, il poliziotto ha la possibilità di seguire il suo collega a quattro zampe. Per questo in Italia ad esempio è nata l’idea dell’adozione: gli ex cani poliziotto possono essere adottati sia da privati cittadini che da associazioni ma è necessario che siano persone che abbiano esperienza con cani da guardia o da difesa. Per consentire a chi è interessato di farsi un’idea sull’impegno da prendere, vengono fornite delle schede con i profili psicologici degli animali in attesa di adozione.

Non è però la prima volta che un cane poliziotto viene ucciso durante un’azione contro dei terroristi. Nei mesi scorsi, infatti, aveva suscitato commozione la morte di Akil, pastore tedesco di un anno e mezzo della brigata «Al Anyab». Durante l’operazione delle forze di sicurezza tunisine al museo del Bardo nel marzo scorso è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco ed è ucciso.

Molti cani in servizio di ordine pubblico perdono l’udito per l’esplosione di bombe carta allo stadio o sviluppano fobie provocate da sassaiole nelle manifestazioni. I cani impegnati della polizia giudiziaria sono chiamati durante le operazioni di controllo del territorio a saltare nelle auto e possono avere problemi alle zampe posteriori.

I cani vengono mandati sempre in prima linea come dei kamikaze nelle peggiori situazioni di pericolo, sono “arruolati”, non volontari in una guerra che non è la loro.

In un’epoca governata dalla tecnologia, ci chiediamo come non si possa mandare un drone ad affrontare queste situazioni.

Ma, forse, la risposta la conosciamo già ed è legata all’anti-economicità della cosa, perché in fondo lo sappiamo, il denaro governa il mondo.

Nel frattempo, arrivano nuovi giubbotti antiproiettile per cani. L’idea arriva dalla Russia dopo i fatti di Parigi.

Una società di San Pietroburgo ha ripensato le “corazze” per gli amici a quattro zampe dopo la morte di Diesel.

“Per indossarle basta un minuto”

Nuovi giubbotti antiproiettile per cani poliziotto: è l’ultima invenzione di una società russa che si occupa di difesa e ha pensato di ridisegnare le armature per gli amici a quattro zampe rendendole più semplici da indossare.

La “corazza”, creata dalla Association of Special Materials di San Pietroburgo è fatta di materiali blindati speciali ed è strutturata in due parti: una protegge il collo, l’altra il petto.

Nel tutorial dimostrativo l’inventore Vladimir Khitrykh spiega quanto sia semplice l’utilizzo della cosiddetta Nord Body: “Per indossarla serve un solo minuto – dice – e da subito il cane si trova completamente a suo agio”.

http://www.video.mediaset.it/video/tgcom24/ultimi_arrivi/dopo-diesel-arriva-il-cane-col-giubbotto-anti-proiettile_578288.html

Riguardo Elisabetta Lucia Medaglia

Elisabetta Lucia Medaglia
27 anni, di Palermo, Laurea Magistrale in Giurisprudenza.

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