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Fonte: www.repubblica.it
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Danimarca, questo ti sembra educativo?

Ancora la Danimarca. Ancora uno zoo. Ancora un animale ucciso. Ancora uno smembramento pubblico.

La Danimarca sembra non volersi fermare.

Dopo la giraffa Marius è toccato ad una leonessa.

L’animale, ucciso qualche mese fa perché in sovrannumero, è stato dissezionato davanti a quattrocento persone con i bambini in prima fila.

Il direttore dello zoo ha spiegato che lo scopo della dissezione era educativo. Basta, però, osservare le foto che ritraggono le reazioni dei bambini per capire che quello che provano è orrore e disgusto e non certamente interesse.

Fonte: www.repubblica.it
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Il precedente:

Marius, cucciolo di giraffa, era stato soppresso perché nato all’interno di un rapporto fra esemplari imparentati.

Un colpo di pistola alla testa. Così è terminata la breve esistenza di Marius, un cucciolo di giraffa nato nello zoo di Copenhagen. Il suo corpo è stato fatto a pezzi, di fronte a visitatori incuriositi, per essere destinato a studi scientifici e come pasto per gli animali carnivori della struttura. Anche per questo motivo la giovane giraffa non è stata soppressa con un’iniezione letale che avrebbe “contaminato” le sue carni.

Fonte: www.ilpost.it
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La sua vita è finita non per la legge della natura, ma per quella dell’uomo. Lo stesso che l’ha visto nascere in cattività. La sua colpa?  Essere il frutto di un rapporto endogamico (tra parenti), principio vietato dalle regole degli zoo europei.

A nessuno è importato che l’animale godesse di ottima salute. Neanche la possibilità della castrazione (così da impedirgli la riproduzione), è stata presa  in considerazione, e a nulla sono valse le migliaia di firme raccolte in un petizione online con la quale si chiedeva di non uccidere il cucciolo.

Bengt Holst, direttore scientifico dello zoo, ha spiegato che i geni di Marius erano già ben rappresentati tra le giraffe dello zoo. Eliminarlo era necessario, ha detto alla Bbc, per evitare la consanguineità nel gruppo e mantenere bene la popolazione delle giraffe.

Lo stesso direttore, quasi sorpreso dall’attenzione mediatica sul caso di Marius, aveva sottolineato come, ad esempio, in un parco a nord di Copenhagen, vengono abbattuti ogni anno 700-800 cervi per controllarne il numero.

Il caso attuale:

Giusto per non sbagliarsi, la Danimarca si è voluta ripetere, dimostrando che la cattiveria, la crudeltà, l’insensibilità e la ferocia umana non ha limiti.

Lo zoo Odense ha, infatti, pensato bene di educare la popolazione danese scannando una leonessa di fronte ad un pubblico, a detta degli ideatori del progetto, in trepida attesa di assistere all’evento.

La leonessa era stata uccisa nove mesi fa e da allora conservata in una cella frigo.

Lo smembramento della leonessa con l’obiettivo di «diffondere la conoscenza».

«Lo facciamo da venti anni – ha spiegato Michael Wallberg Soerensen – non per divertimento ma perché è educativo».

Riguardo poi al fatto di aver ucciso il leone, ha aggiunto che «per noi era necessario perché ne avevamo troppi e non siamo riusciti a trovare un altro zoo pronto ad ospitarlo, né potevamo metterlo in libertà essendo nato e cresciuto in cattività», salvo poi scoprire, dopo la morte dell’animale, che le altre strutture neanche erano state interpellate per un eventuale trasferimento. Dettagli.

In riferimento al caso di Marius, Bengt Holst aveva poi commentato la morte dell’animale aggiungendo che “sarebbe stato assolutamente sciocco buttare via qualche centinaio di chili di carne”.

 

Secondo Joanna Swabe, responsabile della Humane Society International / Europe, “gli zoo hanno una responsabilità etica e dovrebbero usare sistemi contraccettivi per gestire la riproduzione e mantenere popolazioni geneticamente sane”.

Il fiero popolo danese dovrebbe rendersi conto che non c’è nulla di educativo in un macabro spettacolo conseguente all’assassinio di una giovane leonessa perfettamente sana, inconsapevole vittima della infinita crudeltà umana.

Riguardo Elisabetta Lucia Medaglia

Elisabetta Lucia Medaglia
29 anni, di Palermo, ho conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza nel 2014, mi sono abilitata prima come giornalista pubblicista e, in seguito, come Perito Grafologo Professionista , e sono cultore di Filosofia del Diritto presso l'università LUMSA di Palermo .

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