Home / #Ambiente / Dalla Cina con furore

Dalla Cina con furore

Ed ecco che la Cina torna a sorprenderci con terribili e turpi usanze.

In primis troviamo la folle moda di verniciare il pelo dei cani; parliamo del caso dei così detti cuccioli-tigre.

Un po’ come quando uscì la notizia che, sempre in Cina, si coloravano i chow chow per farli assomigliare a dei panda.

I cuccioli sarebbero stati visti e fotografati nel distretto di Yongchuan, nella città di Chongqing, nella Cina centro meridionale. L’abitudine, però, sarebbe diffusa anche in altre città.

Se non fosse abbastanza dipingere i cani con della vernice, possiamo aggiungere a questa spiacevole storia il particolare secondo cui la vernice spray utilizzata è tossica che potrebbe quindi fare ammalare o addirittura portare alla morte l’infelice cucciolo, considerato il fatto che, molti dei cuccioli sono davvero piccoli e quindi possono assorbire le tossine della vernice anche attraverso la pelle. Non che i cani adulti siano immuni da malattie o morte, visto che, anche loro, possono ingerire le sostanze chimiche semplicemente leccandosi la pelliccia.

Una volta che i cani hanno assorbito o ingerito livelli tossici di vernice, possono subire letargia, naso che cola, perdita di appetito e morte nel giro di non più di un paio di giorni.

I venditori di questi innocenti cuccioli (il cui prezzo a cuccioli si aggirerebbe intorno ai 260 yuan, pari a meno di 40 euro), chiaramente consapevoli del danno arrecato, si spostano frequentemente per evitare di essere scoperti dai giornalisti e dalle forze dell’ordine.

Gli esperti veterinari e alcuni gruppi di difesa degli animali, come la PETA, hanno denunciato questa pratica pittorica, denunciando i rischi per la salute derivanti dalla quantità e dalla qualità di tinture usate.

L’ignoranza, la stupidità e la cattiveria umana, ad oggi, continua a non avere limiti.

Video

https://www.youtube.com/watch?v=KgU_AQkxlA0#action=share

Se non è abbastanza tingere ed intossicare i cani per puro gusto estetico, la Cina decide di andare oltre, di sorprendere l’umanità intera ancora una volta.

Questo è il caso dei Superdogs, i primi cani geneticamente modificati.

Un team di ricercatori in Cina ha annunciato di aver creato i primi cani geneticamente modificati del mondo. Possiedono il doppio della massa muscolare rispetto agli altri cani.

Secondo Liangxue Lai, ricercatore coinvolto nel progetto del Guangzhou Institute of Biomedicine and Health, questi cani sono molto più forti, più adatti per la caccia e per essere d’aiuto alle squadre di Polizia.

I ricercatori hanno dato vita appositamente a questa mutazione genetica nei cani Beagle.

Gli scienziati per creare un beagle con il doppio della quantità di massa muscolare hanno eliminato un gene che codifica la miostatina.

Il dottor Liangxue Lai, responsabile dell’esperimento, ha riportato i risultati della ricerca sul Journal of Molecular Cell Biology, sostenendo che intende creare altri cani con altre mutazioni del DNA comprese quelle che imitano malattie umane come il Parkinson e la distrofia muscolare.

“L’obiettivo della ricerca è quello di approcciarsi ed esplorare la generazione di nuove malattie dei cani visto che sono molto vicini agli esseri umani in termini di metabolismo, fisiologia e caratteristiche anatomiche”, ha spiegato Lai.

Un altro istituto cinese di genetica, il BGI, ha dichiarato pubblicamente ai primi di settembre 2015, che ha iniziato a vendere per 1.600 dollari maiali in miniatura realizzati tramite la modifica del gene, quindi predisposti ad essere animali domestici come cani e gatti.

Un futuro luminoso ci attende. Prima o poi, grazie alla profonda etica dei cinesi, potremmo avere giraffe, elefanti e rinoceronti piccoli come animali domestici ma forti come tori.

In realtà, com’è ovvio che sia, la Cina vuole sì porsi in prima linea nel mondo dal punto di vista delle modificazioni genetiche condotte sugli animali, ma solo (o comunque principalmente) per ottenere un primato internazionale per scopi commerciali, in primis quello di aprire un nuovo mercato dedicato ai superdogs più forti e muscolosi, e non di certo che per un reale interesse nella scoperta di nuove cure per le malattie umane.

I beagle che saranno tenuti presso il Guangzhou General  Pharmaceutical Research sono i primi cani a finire cavie di questo capriccio genetico.

“Nell’esperimento cinese si sono modificati in tutto 65 embrioni di cui 27 hanno dato vita a cuccioli e solo in due erano portatori della modificazione genetica oggetto dello studio”, spiega al ilfattoquotidiano.it Michela Kuan, responsabile nazionale del settore vivisezione Lav, nonché autrice di Oltre il filo spinato di Green Hill. La vivisezione esiste ancora. Come e perché superarla (Skoda). “La scusa apparente nel creare cani così forti è l’applicazione nel campo della distrofia, ma per stessa ammissione dei ricercatori, questi super-beagle potrebbero essere usati nella corsa e nella caccia alimentando un doppio sfruttamento basato prima sulla vivisezione e poi sul business del gioco d’azzardo. Al di là dell’inutilità della procedura che sperpera soldi, lavoro e soprattutto vite per qualcosa di totalmente superfluo, questo studio cinese sottolinea, ancora una volta, quanto sia fallimentare la modificazione genetica degli animali. Clonazione e inserimento di super-geni o di DNA umano comportano un numero di aborti altissimo, nascite malformi e cuccioli che non sopravvivono oltre l’anno di età, inoltre, per i pochi superstiti, li aspettano anni di dolore e debolezza con morti premature”.

“Questa volta non è l’Italia a essere protagonista dell’ennesimo inutile e folle esperimento su animali, ma la Cina, sebbene nel nostro paese non sia vietato – conclude Kuan – Anzi, se non verrà rispettato il bando per gli xenotrapianti previsto dalla nostra legge dal 2017, studi con aberrazioni genetiche e crescita di organi pseudo-umani in altre specie continueranno ad essere permessi; esperimenti fallimentari e immorali”.

Basta guardare le immagini per rendersi facilmente conto che questo non è progresso, ma soltanto la megalomania di soggetti maniacali con manie di onnipotenza.

Riguardo Elisabetta Lucia Medaglia

Elisabetta Lucia Medaglia
27 anni, di Palermo, Laurea Magistrale in Giurisprudenza.

Check Also

MURETTI

Muretti a secco, patrimonio dell’Unesco.

La pratica rurale dell’arte dei muretti a secco – appartenente a Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Italia, …

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *