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Cybercrime, diritto e rete: il crimine informatico

Il 25 Novembre alle ore 16.30 nell’aula Santi Romano dell’ex facoltà di Giurisprudenza si terrà il seminario “CYBERCRIME- diritto e rete: aspetti giuridici e tecnici del crimine informatico”, aperto a tutti gli studenti ed in particolare pensato per quelli di giurisprudenza, ai quali sarà attribuito un cfu. Il seminario è organizzato dall’associazione S.C.I.A. della facoltà di legge, in collaborazione con l’Ass. IISF e vedrà alla sua introduzione Fabio Vigneri, promotore e responsabile dell’evento insieme ai ragazzi dell’associazione. Fabio infatti è uno studente del quarto anno di giurisprudenza e si occupa di queste tematiche già dall’anno scorso, ha scritto al riguardo una monografia specialistica che sarà oggetto e dibattito del seminario. Lo abbiamo intervistato per farci spiegare qualcosa di più su questi argomenti e per sapere meglio cosa affronterà giorno 25.

– Ciao Fabio, di cosa si tratta e come ti è venuta questa idea?

Si tratta di una monografia specialistica che in realtà ancora non è stata pubblicata dati i tempi, anche se ultimata. Sto aspettando l’editore. L’idea di realizzare il manoscritto è nata nel gennaio 2014. Oltre ad essere uno studente di legge, da qualche anno mi occupo di crimine informatico e sicurezza informatica. Inoltre leggo molto le opere della dottrina circa il fenomeno in questione e mi documento costantemente.

– Quindi oltre a studiare legge, sei un appassionato di informatica?
Si, sono un appassionato di informatica, principalmente di sicurezza informatica ovverosia quel ramo dell’informatica che si occupa della protezione di un sistema informatico e dei dati in esso contenuti.

– Che temi affronta la tua monografia?

La monografia intanto descrive la nostra società digitale che sta vivendo una rivoluzione informatica e da lì arrivo ad analizzare come si arriva a parlare di rivoluzione criminale. Analizzo il nuovo scenario criminale ovverosia il cybercrime nella sua realtà estremamente concreta sebbene riguardi il mondo virtuale e nelle sue caratteristiche. Chiarisco i problemi di definizione di questo fenomeno. Chi sono gli autori, le vittime, gli strumenti utilizzati dai cyber criminali, la dimensione del fenomeno e quanto costa alle aziende.

– Cosa intendi per “crimine informatico”?

In parole semplici, per crimine informatico si intende ogni illecito commesso mediante l’utilizzo di tecnologie informatiche o telematiche e avente rilevanza penale.

– Perché, secondo te, l’informatica ha rivoluzionato la nostra epoca? Come pensi si possa essere vittime del mondo virtuale?

L’informatica ha rivoluzionato la nostra epoca perché ha permesso di rendere più semplici e veloci operazioni che in precedenza o non potevano essere effettuate o richiedevano tempo e denaro. Internet, moderna frontiera di democrazia e libertà, permette di informare e informarci, di condividere esperienze, di associarci, svagarci, lavorare. Tuttavia internet è un universo che nasconde il suo dark side, una seconda anima più oscura rappresentata da rischi che possono minacciare la navigazione di un utente. Un esempio nella vita reale di come si può essere vittime del cybercrime può essere il phishing, caratterizzato dall’invio di email provenienti da un istituto di credito nelle quali si richiedono password o credenziali di accesso a conti corrente. In realtà si sta parlando con criminali che agendo da remoto riescono ad avere introiti impressionanti. Ovviamente l’utente, leggendo che la mail viene dalla propria banca non ci pensa due volte a dare password e quant’altro.

– Nella monografia proponi anche delle soluzioni al riguardo?

No, o quanto meno, non nel dettaglio, preferisco lasciare le soluzioni agli esperti. Nel seminario del 25 comunque prenderò parti del libro e ne discuterò insieme a tutti gli altri ragazzi dell’associazione con i presenti.

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Riguardo Cristina Ciulla

Cristina Ciulla
Studentessa della facoltà di legge dell'Università degli studi di Palermo, redattrice per IostudioNews e per Masterlex.it, anno '94.

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