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Cultura del cibo come valore aggiunto della nostra terra, prosegue l’Hackathon Food

Nel primo pomeriggio degli Stati Generali Europei del Diritto allo Studio si torna a parlare di opportunità lavorative rivolte ai giovani. Fil rouge il cibo, eccellenza della nostra cultura mediterranea.

Paola Di Rosa presenta gli ospiti che sono intervenuti in tema di Hackathon Food e apre la tavola rotonda moderata da Domenico Apicella, presidente Adisu Salerno.

“L’università dovrebbe colmare l’enorme cesura tra studenti e mondo del lavoro – inizia Apicella – L’hackathon di oggi è una sfida rivolta ai giovani che vogliano emergere. Un tentativo, riuscito e comprovato, che sempre più giovani scelgono per potersi avviare al mondo del lavoro. Gli studenti hanno bisogno di vedere vicino il mondo lavorativo ecco che l’università dovrebbe accompagnarli e introdurli con il massimo della preparazione“.

Continua il presidente Adisu “l’alimentazione non ha offerto grandi possibilità alla nuova generazione nonostante veniamo da una terra ricca. Non si è creata sinergia, necessaria per la realizzazione massima, ma qui abbiamo esempi concreti di idee e progetti messi in pratica”.

Un esempio Lorenza Dadduzio, giovane startupper e uno dei mentor dei team al lavoro. Forte della sua esperienza d’innovazione che l’ha portata a creare un’idea alimentare rivoluzionaria, segue e guida i ragazzi intenti a creare una proposta reale per le aziende (Hackathon Food).

Anche Alessandro Cacciato offre un esempio lampante di innovazione. Autore del libro Il sud vola che è stimolo e motivazione per chi vuole fare impresa innovativa. La sua esperienza nasce alla Farm Cultural Park di Favara, ascoltando e dando voce a quelle dinamiche sopite, facendo emergere le potenzialità di cui la nostra terra è piena.  “I ragazzi devono fare innovazione e rete, non ci sono più scuse per stare fermi, non ci sono giustificazioni” conclude Cacciato.

La parola a Dario Cartabellotta che da rappresentante delle istituzioni appoggia la realtà dell’hackathon perché sostiene e promuove l’idea di innovazione e di sviluppo della nostra economia, appoggia e favorisce i nostri prodotti, tipici siciliani che sono riconosciuti nel mondo come cultura eccellente.

È la volta di Paolo Inglese, prorettore alle politiche relative al diritto allo studio dell’università di Palermo che si inserisce in pieno confronto affermando che la nostra deve diventare una comunità che deve imparare a lavorare insieme, “ognuno metta il suo per il bene comune. E proprio dall’università si deve partire per una piena integrazione tra giovani e lavoro”.

Flora Mondello, imprenditrice della nostra terra, riporta la testimonianza di come l’azienda vinicola di famiglia con difficoltà e coraggio si sia imposta sul mercato della Sicilia puntando esclusivamente sulle risorse del territorio. “Cento anni di storia e continuiamo a investire nella stessa area per far crescere la nostra terra sfruttandola a pieno”.

Chiude Domenico Apicella riassumendo con quelle che sono le parole chiave emerse nella giornata di oggi: capacità di innovazione, problem solving, coraggio e testimonianza. 

E poi fame di avvenire e ricerca del successo che sono le referenze cercate nei giovani dell’Hackathon.

 

Riguardo Gaia Butticè

Gaia Butticè
Nata ad Agrigento il 12/03/1991, vivo tra Favara e Palermo. Ho una laurea in Lettere e sono al momento iscritta al secondo anno di Filologia moderna e italianistica

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