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Foto di Giorgia La Marca
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Il coro multietnico dell’Ersu si esibisce sulle note dei canti natalizi e d’infanzia

Un messaggio di integrazione per introdurre l’atmosfera natalizia. Con questo spirito si è esibito il Coro Multietnico dell’ Ersu, diretto dal Maestro Pietro Gizzi, che ha accompagnato ventuno ragazzi sulle note dei canti della tradizione natalizia e d’infanzia di varie culture. L’iniziativa è stata inserita nell’ambito della manifestazione dedicata al diritto allo studio presso il San Saverio, la residenza universitaria sita in via di Cristina a Palermo.

Foto di Giorgia La Marca
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Canti di Natale e ninne nanne dal mondo è il titolo del concerto guidato da Gizzi << Un’occasione per fare gli auguri di buone feste – racconta il maestro – ma, dato che molti ragazzi all’interno del coro non credono al Natale, abbiamo voluto dare spazio anche alle ninne nanne>>. Durante  l’esibizione corale, infatti, i ragazzi hanno intonato i canti della tradizione come Tu scendi dalle stelle, Bianco Natale, In notta placida, Cantate domino, La bedda matri e, inoltre, Kembo Na Ta Ta, un brano natalizio del Kongo, fatta conoscere dagli studenti africani. Le ninne nanne di origine cinese, araba e di piana degli albanesi hanno arricchito la serata con un’atmosfera ancora più piacevole.
Questo gruppo, nato a fine settembre, è composto da ragazzi di nazionalità italiana, giapponese, araba, tedesca e cinese. Un coro multietnico, per l’appunto. Per molti di questi ragazzi, il canto non è soltanto una passione. <<E’ un’opportunità di integrarsi – dice Sana Neji, ventisettenne originaria di Tunisi, laureata in Lingue, traduzione, interculturalità L2 – si tratta di un continuo scambio, sia per gli italiani che per gli stranieri, che permette di arricchirsi a vicenda attraverso la melodia>>. Sana è entrata a far parte del coro nel 2008. <<È stato il mio primo approccio al canto, ed è avvenuto un po’ per caso. Avevo sentito che c’ era un coro ma, non parlando ancora bene l’italiano, non sapevo nemmeno che cosa fosse. Spinta dalla curiosità, ero andata a vedere e, grazie al Maestro che mi ha voluta dentro, è iniziata quest’ avventura che mi ha permesso di fare nuove amicizie e di imparare meglio l’italiano>>.
Per Eloisa Gizzi, ventunenne al terzo anno di Architettura, << far parte di questo coro è un modo di aprirsi al mondo ed entrare in contatto con altre culture, perché ci sono ragazzi provenienti da tanti paesi diversi. Cantare diventa, dunque, un messaggio di unità, amore e conoscenza>>. Eloisa, che ha iniziato a cimentarsi con il canto all’ età di sedici anni, fa parte nel coro dell’Ersu da un anno.
Il coro dell’Ersu, che accoglie studenti dell’ Università degli Studi di Palermo, del Conservatorio e dell’Accademia delle Belle Arti, è nato nel 2015 per volere del consiglio di amministrazione dell’ente.

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