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CDA ERSU di Palermo

Consiglio di Amministrazione ERSU aperto al pubblico

In occasione della “Notte Bianca” per il Diritto allo Studio Universitario, nel salone multimediale della residenza San Saverio, si è tenuto un Consiglio di Amministrazione ERSU aperto al pubblico: esperimento innovativo che ha permesso un confronto diretto e una partecipazione studentesca “allargata” con il tavolo amministrativo e con i vertici dell’ente.

I problemi trattati durante la seduta sono stati le “Misure e iniziative a garanzia del diritto allo studio alla luce del nuovo calcolo ISEE” e “le problematiche gestionali e finanziarie dell’ente”.

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Il Presidente dell’ERSU Alberto Firenze ha esordito esponendo lo scopo della convocazione di un consiglio straordinario ossia stilare un documento che racchiudesse i quesiti che l’ente si sta ponendo in questo periodo di incertezza e criticità, da presentare successivamente durante il tavolo tematico con l’assessore regionale all’istruzione Bruno Marziano.

Presenti in aula anche il direttore dell’ERSU Messina, Antonella Costantino, la rappresentante degli studenti presso l’ERSU di Messina Giuliana Grillo, alcuni fornitori dell’ERSU di Palermo e numerosi studenti.

È stato sottolineato il fatto che i servizi offerti dall’ente non sono solo quelli economici delle borse di studio, ma anche i posti letto e il servizio mensa; ciò da luogo ad una catena, ormai troppo tesa, di soggetti che stanno soffrendo la mancanza di fondi: in primis gli studenti idonei beneficiari, ma anche i fornitori dei servizi ERSU che reclamano quello che è dovuto come compenso e la stessa sorte dell’ente.

I tagli regionali, anticrisi, stanno compromettendo il futuro:

  • degli studenti, che non potendo affrontare le gravose spese per l’Università, si trovano in una situazione dove il loro diritto allo studio sembra essere precluso,
  • dei fornitori, dei loro dipendenti e dello famiglie che senza le dovute entrate economiche sono costretti a ricorrere a prestiti e finanziamenti, che non fanno altro che arricchire, a causa degli alti tassi d’interesse le casse delle banche,
  • degli enti ERSU siciliani, assoggettati da leggi finanziarie sempre più restrittive.

Bisogna bilanciare nel miglior modo possibile le esigenze di tutti e salvaguardare il sistema e il futuro, delle Università siciliane, degli enti per il diritto allo studio universitario, del diritto allo studio stesso, degli imprenditori e dei dipendenti connessi a questi.

Il professore Vincenzo Bagarello, ha spiegato il motivo del falso aumento di 10 punti percentuale rispetto all’anno accademico 2014/2015 degli idonei beneficiari: si è passati dal 36% al 46% di presunta copertura.

Si tratta di un falso incremento, perché, per far fronte ad un nuovo metodo per il calcolo dell’ISEE, che ha lasciato fuori oltre il 30% degli studenti che avrebbero diretto ad essere beneficiari, l’ente è stato indotto, per evitare la perdita di risorse future derivanti dalla premialità, ad aumentare la percentuale dei possibili assegnatari.

L’attuale meccanismo della premialità con cui gli enti hanno diritto per legge ad un aumento di risorse sembra essere inadeguato e falsato perché derivante da artifici contabili, necessaria, quindi, una rimodulazione dei parametri ministeriali per la valutazione della virtuosità di un ente.

Per raggiungere un maggior numero di somme dal contributo MIUR, bisognerebbe arrivare ad una copertura dell’oltre l’80%, e tale valore seppure raggiunto in passato, nell’anno accademico 2012/2013, sembra irraggiungibile in mancanza di un contributo di funzionamento regionale adeguato e necessario.

Tabella riassuntiva dei benefici ERSU dal 2012
Tabella riassuntiva dei benefici ERSU dal 2012, in particolare previsione per l’anno accademico 2015/2016

 

Il direttore dell’ERSU di Palermo, Ernesto Bruno, ha spiegato la soluzione che sta si sta cercando di attuare, in questa gravissima situazione di assenza di risorse: un’anticipazione di cassa per permettere almeno “un qualcosa agli studenti”, ossia l’erogazione, almeno, della prima rata delle borse di studio agli idonei per il periodo 2015/2016, nei tempi più brevi possibili, si spera entro il 31 dicembre.

Anticipazione che consiste nel convogliare e successivamente stornare, momentaneamente, fondi destinati per anni accademici passati, per garantire la prima rata della borsa entro i termini e poi infine ricolmare il debito creatosi con l’arrivo dei fondi regionali e statali.

“Vi è la necessità di garantire la sicurezza al diritto allo studio delle fasce più deboli”, poiché la loro condizione economica se non adeguatamente sostenuta può corrode il loro stesso rendimento universitario e precludere pure il conseguimento della laurea.

La ratio è che le borse di studio sono necessarie allo studio e per tale motivo sono essenziali.

Come ribadito dal professore Mario Giuffrè lo scopo degli enti per il diritto allo studio universitario è riallocare nel modo migliore le somme che vengono destinate dallo stato e dalla regione, evitando sprechi, ottimizzando le spese e ordinando le erogazioni dei servizi in ordine di priorità. Anche perché i servizi ristorazione e i servizi accessori non hanno la stessa dignità di considerazione per lo stato in quanto non vengono adeguatamente valorizzate per il calcolo della premialità.

Interventi importanti e davvero sentiti sono stati quelli dei rappresentanti degli studenti, in particolare Dennis Lattuca: ha brillantemente espresso che questo nuovo metodo di calcolo per l’ISEE è in adeguato, poichè non possono essere considerati come parametro di ricchezza il risparmio e le borse di studio che hanno percepito gli studenti nell’anno accademico precedente. “Il risparmio è un fattore di sicurezza economica per famiglie” e “consente di prevenire e rimediare a qualsiasi tipologia di spesa anche inaspettata”. Invece essendo un parametro di influenza costringe le famiglie a prelevare il denaro dalle banche per non essere tassati ulteriormente e ciò comporta una diminuzione dei capitali che dispongono le banche per finanziare le imprese e quindi un conseguenziale aumento dei tassi d’interesse.

Una possibile soluzione potrebbe essere innalzare il valore dei limiti ISEE per accedere ai bandi per le borse di studio o rimodulare il modo in cui viene calcolato l’ISEE.

Altri temi trattati durante la seduta sono stati:

Concludendo con le parole del professore Vincenzo Bagarello: “Qual è il significato che vuole dare la regione Sicilia sul diritto allo studio?

Bisognerebbe prendere realmente consapevolezza del fatto che investire nella formazione Universitaria e nel diritto allo studio non è una spesa fine a se stessa, ma anche motore trainante dell’economia che gira intorno agli studenti, che coinvolge tutti i settori economici, e ciò quindi rappresenta un potenziamento dell’intero sistema economico sia dell’intera regione che dell’intero paese.

L’obiettivo primario che si è sempre prefissato e intende perseguire l’ERSU è poter erogare il maggior numero di borse di studio, e per ciò si deve individuare anche la strategia migliore per raggiungere quest’obiettivo.

Riguardo Agostino Ferrara

Agostino Ferrara
Diplomato al liceo scientifico di Alcamo. Studente di Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Palermo. Appassionato di politica e attualità, di scienza e arte e tecnologie informatiche, come anche di modelli economici e finanziari. Collabora con il giornale online "IoStudio" dell'Ersu di Palermo.

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