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A Palermo, con il convegno “La Macro-Regione del Mediterraneo (occidentale)” si studia l’Europa dei Territori. Utopia o possibilità?

In questi giorni, mentre a Tallinn si consumava l’ennesima pagina di egoismi nazionali sulla vicenda dei migranti, a Palermo, giovedì sei luglio, nella Sala Piersanti Mattarella, e ieri 7 luglio, presso l’Hotel delle Palme, con il convegno “La Macro-Regione del Mediterraneo (occidentale)” si è studiata l’Europa dei territori, un’Europa inclusiva, partecipata e senza confini identitari.

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A Palazzo dei Normanni si analizza la crisi dell’Europa

Il 6 luglio, dopo i saluti istituzionali dei rappresentati dell’Università Telematica Pegaso Calogero di Carlo e Danilo Iervolino, ha portato i saluti dell’Assemblea Regionale il vicepresidente Giuseppe Lupo. Dimostrando interesse Lupo ha proposto agli intervenuti di avanzare questa prospettiva in una apposita audizione della Commissione Speciale ARS per i rapporti con l’Unione Europea per iniziare un processo per la creazione della Macro-Regione del Mediterraneo.

Dopo l’introduzione di Francesco Fimmanò, si è affrontato il primo tema di lavori congressuali ovvero sia come “la crisi del regionalismo nazionale e dell’inter-governabilità europea” possa trovare soluzione nella strategia delle Macro-regioni.

Il professore Andrea Piraino, promotore dell’iniziativa, nella sua relazione d’apertura dei lavori non nasconde le difficoltà connesse alla proposta macro-regionalista “può sembrare temerario – afferma –  ma se non si accantonano le visioni stataliste l’Unione Europea non ha futuro”. Valentina Faggiani (Università di Granada) che ha sintetizzato una relazione del professore Francisco Balaguer Callejon. A rafforzare l’intervento del primo relatore ha sottolineato come possano coesistere diverse identità come quella europea, nazionale o mediterranea. Poi  Renato D’Amico (UniCt) ha esposto cosa sono attualmente le Macro-Regioni affermando come la governance abbia bisogno di un buon government. Il francese Alexandre Viala (Università di Montpellier), invece, non ha nascosto le difficoltà che nella cultura giuridica francese ci sono verso le prospettive regionaliste. Luigia Melillo (Università Pegaso) ha raccontato l’esperienza dell’Unione del Mediterraneo. Ornella Spataro (UniPa), a seguire, ha esposto come quella della Macro-Regione possa essere una soluzione alla crisi del regionalismo evidenziando come questa sia irrimediabile. Infine Elina Gugliuzzo (Università Pegaso), ha affrontato la coerenza storica dei processi proposti.

Il primo momento congressuale si conclude così con la affermazione chiara dell’esistenza dei presupposti storici, culturali, giuridici per immaginare la creazione di una Macro-Regione del Mediterraneo sperimentando la propensione

Seconda sessione dedicata alle esperienze macro-regionali esistenti19814514_10211346056544585_91530192_o

La seconda sessione, presieduta da Salvo Andò, ha esaminato le esperienza delle Macro-Regioni Baltica, Danubiana, Adriatico-Ionica, Alpina in relazione alla prospettiva di una Macro-Regione del Mediterraneo Occidentale.

Dopo i saluti di Carlo Di Carlo, Vasco Pereira de Silva (Università di Lisbona) ha delineato i fondamenti giuridici e filosofici della proposta macroregionale. Roberto Louvin (UniCal) ha esposto le modalità per il superamento delle regionalismo partendo anche da una riscoperta della storia dei territori. Giuseppe Martorana (UniCt) ha invece sintetizzato come le Macro-regioni possano essere il superamento delle politiche di coesione in favore della cooperazione. Successivamente José Montilla Martos (Università di Granada) ha parlato di come anche per l’Andalusia, la Macro-Regione si rivela un’opportunità.  Anna Maria Citrigno (UniMe) esaminando alcuni aspetti patologici del sistema delle autonomie locali ha sostenuto la validità di una strategia macro-regionale al fine di superare il modello autonomista tradizionale. Sono intervenuti anche Pierangelo Grimaudo (UniMe) e Olga Nassis (UniMe) i quali hanno messo in luce come la Macro-regione del Mediterraneo costituisca uno strumento efficace dal punto di vista della crescita economica in relazione, ad esempio, alle vie della seta.

In questa seconda sessione l’analisi delle implicazioni  legate alla Macro-Regione scende nello specifico e amplia lo spettro delle suggestioni. Parlare di Macro-Regioni vuol dire allora discutere non solo di diritto ma di sociologia, di economia  e vuol dire porre le basi per rivedere le prospettive di crescita del Mediterraneo sulla base della sua riscoperta centralità

La proposta della creazione di una Macro-Regione potrebbe sembrare un argomento per addetti ai lavori, e certo, il contesto politico al quale si assiste ogni giorno non può risultare confortante per questi ragionamenti. L’arresto del processo di integrazione europea dall’altra parte non denota l’indebolimento del funzionamento dell’Unione cosicchè appare chiaro come l’Europa ha unicamente bisogno di una visione di se stessa. Compito dei luoghi della riflessione critica è quello di creare questa visione.

Riguardo Andrea Cannizzaro

Andrea Cannizzaro
Nato il 29 luglio 1994 a Palermo dove frequento il corso di studi in Giurisprudenza. La mia mail è andreacannizzaro94@gmail.com

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