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La “nuova primavera” di Palermo città universitaria

Come sarebbe Palermo senza Unipa? Ce lo siamo chiesti al Collegio San Rocco la mattina del 21 marzo, in occasione della giornata dedicata alla Nuova Primavera delle Università. Un evento organizzato dalla CRUI, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, che ha chiamato a raccolta gli atenei per lanciare un allarme sul rischio di perdita di competitività internazionale. Il fitto programma palermitano ha visto la presenza del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, dell’assessore Mariella Lo Bello, Vice Presidente della Regione Siciliana, del rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari e di Alberto Firenze presidente dell’Ersu.

Numerosi i rappresentanti degli studenti che hanno voluto dare il proprio contributo al tema, presente un gruppo di ricercatori precari in rappresentanza dell’annosa situazione degli studiosi del sud, e altrettanto cospicua la presenza di studenti, interessati alla giornata.

L’evento prende avvio dopo un doveroso minuto di raccoglimento in ricordo delle studentesse Erasmus coinvolte nel grave incidente in Spagna. Viene subito presentata la scenografia creata per l’occasione che mostra come sarebbe Palermo senza i luoghi dell’università, spazi vuoti in disarmonia col territorio circostante. Il tema della giornata, che evoca una “nuova primavera”, vede impegnati i presenti in un dibattito sul declino delle università meridionali, a scapito di un impoverimento culturale e sociale.

«Lo spirito dell’evento è che nonostante le numerose difficoltà non ci dobbiamo abbattere –afferma Fabrizio Micari– si deve andare avanti affrontando con caparbietà le problematiche di questa terra. È necessario credere nel nostro impegno con il territorio e per il territorio. La nostra è una università che vuole dialogare con gli spazi circostanti e ha le carte in regola affinché ne diventi parte integrante. Palermo senza università è un’idea da non prendere in considerazione» conclude il rettore.

È stato proiettato il video realizzato dalla CRUI, che mostra i numeri per niente rassicuranti delle università italiane ed evidenzia quali sono le difficoltà delle università pubbliche del sud, le lacune nei finanziamenti alla ricerca, il calo vertiginoso e preoccupante degli immatricolati.

Affrontato poi il tema del diritto allo studio e l’incertezza degli sbocchi lavorativi, è stata data la parola ai rappresentanti degli studenti, portavoce di situazioni di disagio: Dennis Lattuca, Martina Maiorana, Marco Ferrante e Ludovico Di Martino, hanno messo in luce perplessità comuni quali la carenza dei servizi Ersu dovuta al mancato versamento dei fondi MIUR, la questione sicurezza dei luoghi antistanti l’università, la mancanza di  sinergia tra università e mondo del lavoro e la poca tutela dei laureati a Palermo che sempre più avviliti lasciano la Sicilia.

È la volta dei ricercatori precari dell’Università di Palermo, Davide Vecchio e Alessandro Bruno che rappresentano gli assegnisti di ricerca: «stiamo finalmente uscendo dall’anonimato perché è necessario risolvere la nostra situazione, ci auguriamo che questa “primavera” possa portare la ricerca a una maggiore tutela, che possano aumentare i finanziamenti e le risorse per salvaguardare i nostri studi».

Giungono le puntigliose risposte dalle istituzioni: un dialogo più che riuscito quello della mattinata, che ha visto gli studenti per una volta in accordo riguardo la necessità di potenziamento di Unipa. Si è consapevoli di un forte declino che rischia di essere inarrestabile ed è necessario favorire le eccellenze del nostro territorio.

Alberto Firenze che rappresenta l’Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario, sottolinea che i servizi erogati sono inferiori rispetto numero delle richieste degli studenti. L’Ente, infatti, risente fortemente del mancato versamento dei fondi della regione e del MIUR e ciò si aggiunge alle difficoltà degli universitari che attendono borse di studio e servizi alloggio che senza risorse non possono essere neppure quantificati. «Per far diventare Palermo città universitaria è necessario innanzitutto garantire il diritto allo studio di ogni singolo studente, ma anche appoggiarlo nella vita fuori dall’università: abbiamo un Centro Universitario Sportivo sfruttato da solo il 3% degli studenti, potremmo pensare a un servizio navetta per incentivare le attività sportive. La giornata di oggi deve essere uno stimolo per i giovani, che possano continuare a trovare attrattive per non lasciare il nostro Ateneo» conclude Firenze.

«L’università e la ricerca in Italia sono di buon livello –sostiene il primo cittadino– non dobbiamo più permettere che i migliori se ne vadano. Non riesco a vedere Palermo senza università ma nemmeno università senza Palermo, sono due realtà che convivono condividendo spazi e mezzi, e necessitano patti e condivisione per migliorarsi a vicenda. Palermo sta facendo tanto per aumentare la sinergia tra campus e città: ha incentivato i trasporti, i punti bike sharing e car sharing, sono piccoli passi verso una unione totale. C’è un sistema istituzionale che si sta muovendo insieme all’istruzione e all’incremento culturale».

Dopo un intervallo davanti il Teatro Massimo, dove docenti Unipa hanno tenuto lezioni pubbliche, ci si appresta alla conclusione della giornata.

Ci si sposta nell’atrio di Palazzo delle Aquile dove si è tenuta una “Straordinaria Proclamazione delle lauree” in Scienze Statistiche, Ingegneria Gestionale ed Ingegneria Elettrica alla presenza del rettore e del sindaco. L’evento ha voluto marcare il connubio tra ateneo e territorio, in continuo progresso, e ha voluto onorare gli studenti che hanno conseguito il doppio titolo di laurea presso l’università siciliana e quella brasiliana.

Riguardo Gaia Butticè

Gaia Butticè
Nata ad Agrigento il 12/03/1991, vivo tra Favara e Palermo. Ho una laurea in Lettere e sono al momento iscritta al secondo anno di Filologia moderna e italianistica

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