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Classifica delle università italiane del Sole 24 Ore. UniPa stabile al 55esimo posto

Il motto dei primi giorni dell’anno dovrebbe essere “ad meliora et maiora semper” ma la classifica del Sole 24 Ore delle migliori università italiane sembra suggerire all’ateneo palermitano una frase di tuttaltro tenore: “nihil novum sub solis”.

Niente di nuovo sotto il sole emerge , infatti, dal dato sul ranking delle migliori università italiane pubblicato in questi giorni. L’università degli Studi di Palermo è rimasta 55esima resistendo ai movimenti – ascentendi e discententi- delle altre università. Altre università, frattanto, che nella sezione conclusiva della classifica sono tutte del Sud Italia consolidando, in questo modo, la forbice di distinzione tra il settentrione e il meridione.

Sale di due posizioni Catania, al 54esimo posto, e di quattro posizioni Messina che si classifica al 35esimo posto.

Svettano poi stabili Verona, Trento e Bologna. Mentre l’università del Sud più in alto nella classifica è quella di Salerno che, con la prestazione migliore, prende dieci posizioni e si piazza 26esima.

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classifica università italiane 2017Fonte: Il Sole 24 Ore 
classifica università private italiane 2017Fonte: Il Sole 24 Ore
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Avendo chiaro il contesto territoriale, e le specificità di ogni ateneo, per analizzare correttamente i dati, bisognerà però attendere la pubblicazione dei dodici indicatori che conseguono alla formazione della classifica. Da quelli si saprà, più sinceramente, qual è il dinamismo delle prestazioni sui temi di 1. attrattiva extraregionale; 2. sostenibilità come rapporto docenti/corsi  di studio; 3. stage organizzati con le aziende (in percentuale ai crediti formativi agli stessi attribuiti); 4. mobilità quale misura dei crediti ottenuti all’estero; 5. erogazione delle borse di studio; 6. dispersione degli immatricolati (considerato come percentuale di coloro che si re-iscrivono nel medesimo ateneo); 7. efficacia (come risultato medio dei crediti conseguiti); 8. soddisfazione dei laureandi sul corso di studio, 9. occupazione dei laureati l’anno successivo al conseguimento del titolo; 10- qualità della ricerca; 11. capacità d’attrazione di fondi esterni per i progetti di ricerca; 12. qualità dell’alta formazione.

Lo stesso Gianni Trovato che cura la classifica annuale per il quotidiano nel commentare i dati precisa: “Estrarre dal mare dei dati dodici indicatori sintetici, e da lì trarne una classifica complessiva, è insomma un esercizio inevitabilmente arbitrario, che mette a confronto strutture diverse per storia, dimensioni e contesto territoriale. I dati sul successo occupazionale o sulla trama degli stage certificati dal riconoscimento dei crediti formativi sono evidentemente influenzati dalla presenza di un tessuto produttivo e dei servizi dinamico e interessato alle competenze accademiche, e quindi “favoriscono” le aree più vivaci del Nord e le grandi città. I Politecnici hanno caratteristiche proprie, e fanno una gara a sé sulla base delle caratteristiche proprie degli studenti di ingegneria e architettura, mediamente più puntuali e mobili dei loro colleghi delle facoltà umanistiche.”

Riguardo Andrea Cannizzaro

Andrea Cannizzaro
Nato il 29 luglio 1994 a Palermo dove frequento il corso di studi in Giurisprudenza. La mia mail è andreacannizzaro94@gmail.com

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