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Fonte: Teatro Massimo
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Cenerentola, un nuovo successo al Teatro Massimo

Martedì 19 aprile 2016, al Teatro Massimo si apre il sipario sulla Cenerentola di Gioacchino Rossini. Inscenata con potenza dal direttore palermitano Gabriele Ferro e diretta dall’ eclettico regista Giorgio Barberio Corsetti, l’opera rossiniana, più volte interrotta dagli applausi, rappresenta all’interno della stagione operistica palermitana una ragguardevole vetta.

Notevoli i cantanti che si sono destreggiati con vigore all’interno del complesso spartito di Rossini, ma che, soprattutto, hanno evidenziato una grande dote come attori. L’espressività degli attori ha così contribuito a rendere più interessante e più giocosa un’opera già musicalmente briosa.

La Cenerentola di Rossini riprende nei tratti caratteristici il modello classico della fiaba. Nei panni della matrigna troviamo, però, un prepotente e violento patrigno, Don Magnifico, interpretato da Paolo Bordogna. Le sorellastre, Clorinda e Tilbe, nell’opera Martina Bucciarelli e Annunziata Destri, sono espressione di un culto alla bellezza esteriore e sono la cartina tornasole scenica di Cenerentola. Quest’ultima, interpretata da Chiara Amarù, è una fanciulla intelligente che vive del suo desiderio di incontrare un re, così come canta: “Una volta c’era un re, che a star solo si annoiò: cerca, cerca, ritrovò; ma il volevan sposare in tre. Cosa fa spezza il fasto e la beltà. E alla fin scegli per se l’innocenza e la bontà”.

Nello spettacolo Cenerentola non è esente dalla ricerca della bellezza che, durante l’aria di Aliodoro “La, del ciel dell’arcano profondo”, viene propinata come il risultato della chirurgia plastica. Il regista stesso in merito: “Abbiamo voluto parlare di questa idea del corpo ideale che si cerca di instillare alle donne“.

Don Ramiro, il pricipe, interpretato dal tenore Renè Barbera, è stato sapientemente risaltato nella scena, pur essendo esso, nel libretto, un personaggio di secondo piano. Il suo scudiero Dandini, Riccardo Novaro, si presenta nel primo atto travestito da principe, per indagare la vera natura delle sorrelle; egli vive il sogno di essere principe per un giorno e, scenicamente, incarna la surrealità grazie a pareccchi espedienti, come l’allungarsi delle sue braccia. Infine, Aliodoro, Gianluca Marghieri, è il saggio consigliere del principe e tesse le fila della storia d’amore tra Cenerentola e il Principe. Come un demiurgo, egli, all’inizio dell’opera ambientata negli anni 60, è il motore del progresso.

La regia ha saputo introdurre con straordinaria efficacia tecniche visive sperimentali che, a Palermo, sono forse autentiche novità. Attraverso la tecnica del chroma key e della proiezione, sono state dipinte scenografie dinamiche che hanno giocato con l’allestimento plastico incastrandosi con le mutate esigenze concave o convesse, a seconda che l’ambiente riproducesse un interno o un esterno. Queste tecniche innovative oltre a donare nuovi echi alla scena, hanno avuto la capacità di esaltare l’introspezione psicologica degli artisti, garantendo un grado maggiore di immedesimazione visiva del pubblico.

L’esperimento risulta, così, pienamente riuscito: grazie ai frutti della modernità, l’opera viene proposta, con una nuova veste, come esperienza sensoriale panica.

Riguardo Andrea Cannizzaro

Andrea Cannizzaro
Nato il 29 luglio 1994 a Palermo dove frequento il corso di studi in Giurisprudenza. La mia mail è andreacannizzaro94@gmail.com

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