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Breve storia dell’architettura in Sicilia: non verità ma opportunità

19-04-16 presentazione presso libreria spazio culturaMartedì 19 Aprile, presso la rinomata libreria Spazio Cultura, è stato possibile intraprendere un viaggio nella storia dell’architettura siciliana grazie alla presentazione dell’ultima versione del libro di Enrico Calandra “Breve storia dell’architettura in Sicilia”. Il tutto agevolato dalla moderazione di Nicola Macaione, proprietario della libreria ospitante, e dal contributo tecnico della professoressa Maia Rosa Mancuso, docente di storia dell’architettura e dell’urbanistica presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo, e del professore Cesare Ajroldi, docente di architettura presso l’università di Palermo.

Attraverso questo incontro è stata data l’opportunità di scoprire l’architettura siciliana nel suo mutare, arricchirsi, evolversi. L’opera di Enrico Calandra è ancora oggi il più importante lavoro di ricerca del settore.

L’autore si laureò in ingegneria e fu poi docente a Roma della nuova disciplina di caratteri degli edifici, presso la Scuola Superiore di Architettura. Prima allievo di Ernesto Basile e Antonia Zanca, diverrà anch’egli maestro fondamentale per la crescita e formazione dei suoi studenti, tra i quali si annoverano Bottari e Caracciolo. Restìo a pubblicare i frutti della sua ricerca, è per merito degli allievi e amici se è stata possibile la pubblicazione della sua opera oggi maggiormente conosciuta, la “Breve storia dell’architettura in Sicilia”.

L’opera si è presentata al pubblico per la prima volta nel 1938 e poi riedita nel 1977. L’elemento peculiare del testo è l’assenza di certezze. Non perché l’autore non esprima la sua visione frutto della sua ricerca, ma la volontà di Calandra è diversa: quest’ultimo desidera consegnare un materiale che può e deve essere analizzato e superato. Suggerisce delle vie interpretative, ma lo scopo è consegnare un’opportunità di conoscenza, un confronto per formare attraverso il proprio cuore una visione originale delle cose.

19-04-16 presentazione libro a spazio cultura
Da sinistra: Nicola Macaione, Maia Rosa Mancuso, Cesare Ajroldi

Partendo dall’architettura greco-sicula fino all’architettura di fine Ottocento, l’autore utilizza un approccio eclettico. L’architettura siciliana sarebbe una commistione di stili e culture diverse che insieme diventano non mera sommatoria ma sintesi nuova e originale, al punto che le regole canoniche svaniscono. E’ in fondo questa la peculiarità della nostra terra, tanto nella cultura che nell’arte. Terra simbolo delleclettismo, l’atteggiamento di chi sceglie in diverse dottrine ciò che è affine e cerca di armonizzarlo in una nuova sintesi.

Ad oggi non esiste una nuova ricerca che superi i tratti dell’opera di Calandra. Possiede uno sguardo generale e riesce a sistematizzare le esperienze di ricerca. Essa ha una valenza didattica enorme ed è imprescindibile per chi voglia approcciare il tema. Due sono gli elementi di forza del libro: la forza comunicativa, in virtù del suo approccio generale, ha suscitato maggiore interesse, fin dalla sua prima pubblicazione; la struttura aperta a consegnare riflessioni anziché solide verità.

Secondo i docenti Mancuso e Ajroldi, l’opera di Calandra rimane attuale ancora oggi ed anzi la sua lettura può farsi ancora più suggestiva proprio a maggior distanza nel tempo, attraverso un punto di vista nuovo e moderno da incanalare nella narrazione del libro.

Riguardo Giorgio Mineo

Giorgio Mineo
Nato a Palermo, 21 anni, studente di Giurisprudenza. Sono appassionato di giornalismo e politica. Il mio ispiratore è Enrico Berlinguer.

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