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Arriva il fondo integrativo statale per le borse di studio 2015

Giorno 14 aprile la Conferenza Stato-Regioni ha approvato l’intesa sul riparto tra le Regioni del Fondo integrativo statale per le borse di studio per l’anno 2015. Alla Regione Siciliana saranno erogati 12.575.041,75 €. Rispetto al 2014 la quota è diminuita di più di 3 milioni. Questa somma sarà divisa tra gli enti per il diritto allo studio regionali il che equivale a un taglio di circa un milione di euro per l’Ersu Palermo  rispetto all’anno 2014 che significa in concreto un taglio di circa 200 borse di studio.

Rispetto al fondo 2014, quello del 2015 arriva con un ritardo di quattro mesi piuttosto che di nove. Ciononostante il risultato non è positivo essendo dicembre la data naturale perché la liquidazione del finanziamento produca i suoi effetti nell’anno.

Che cos’è?

Il Fondo integrativo statale per la concessione delle borse di studio è uno stanziamento che ogni anno lo Stato eroga alle Regioni per partecipare alle spese legate al diritto allo studio. Il fondo costituisce il terzo pilastro del finanziamento degli EE.RR.SS.UU., a fianco alle entrate derivate dai fondi regionali e quelle derivanti dalle tasse universitarie.

Per l’anno 2015 lo stanziamento nazionale ha un valore totale di 162.037.005,37 euro mentre nel 2016 è stato annunciato che sarà incrementato fino a 217 milioni.

Viene ripartito secondo le regole fissate da un decreto del Presidente del Consiglio del 2001 che all’articolo 16 (clicca qui per leggere le disposizioni) prevede che il 50% del fondo sia attribuito in proporzione alla spesa destinata alla concessione delle borse di studio. Una quota pari al 35% è ripartita in base al numero di idonei nelle graduatorie per la concessione delle borse di studio nell’anno accademico in corso. Il rimanente 15% viene erogato in proporzione al numero di posti alloggio, in gestione diretta o indiretta, degli organismi regionali di gestione effettivamente disponibili.

Tabella con riparto FIS per le borse di studio
Tabella con riparto FIS per le borse di studio

Il dato nazionale e la regione Sicilia

La Regione Siciliana si piazza sesta per la percentuale di fondo ricevuta. Guadagna di più l’Emilia Romagna quasi in ex aequo alla Toscana, seguite da Lombardia, Lazio e Puglia. La nostra regione duplica la quantità teorica di finanziamento grazie ad alcuni parametri di solidarietà tra le regioni. La cifra che infatti spetterebbe realmente alla Sicilia è di 6.904.188,53 e quindi la metà di quanto effettivamente si percepirà.

Acquisendo il 5% delle somme a disposizione per gli alloggi, pari a 1.179.957,90 €, la Sicilia è la nona regione d’Italia per capacità d’offrire gli alloggi. Prima è la Lombardia che prende il 21% delle somme.

Guadagnando 5.506.614,53 € equipollenti al 9,9% delle somme che sono attribuite per il numero di idonei inseriti in graduatoria, la Sicilia è quarta rispetto a questo parametro dietro Lazio, Emilia Romagna e Toscana.

Rispetto alla capacità di erogazione delle borse di studio, parametro che vale la metà del finanziamento, la Sicilia è tristemente penultima davanti alla Valle d’Aosta. Guadagna solo 188.816,11 € che in termini percentuali è solo lo 0,2 % delle somme a disposizione.

Le ragioni di questa posizione sono state nel tempo diffusamente trattate dagli uffici dell’ERSU Palermo. Il parametro che viene preso a misura è la percentuale di vincitori rispetto agli idonei. Palermo ha molti idonei rispetto ai vincitori per poter provare a pagare più borse di studio possibili. Ci sono altri enti per il diritto allo studio che a fronte di popolazioni molto più numerose hanno un numero di idonei pari al nostro. Ad esempio, Bologna che è stata la prima. Dietro ha il novero delle università emiliano – romagnole, quindi un numero di studenti iscritti elevato, ma gli stessi idonei palermitani. Lì sono state compiute delle scelte per limitare il numero degli idonei. Ecco cosa succede: avendo un numero di iscritti più alto, si hanno maggiori entrate dalla tassa regionale e quindi più fondi per la copertura al 100 %, o giù di lì,  delle borse di studio. Questo porta a una condizione di premialità per la quale si ottengono maggiori fondi dal ministero.

Occorrerebbe aprire una riflessione molto approfondita; è evidente che per diventare virtuosi le ipotesi sono due: o si impiegano più risorse o, in assenza di risorse, si riduce il numero degli idonei. Sono scelte che si prendono e che coinvolgono gli studenti e la possibilità che possano godere delle borse di studio.

Riguardo Andrea Cannizzaro

Andrea Cannizzaro
Nato il 29 luglio 1994 a Palermo dove frequento il corso di studi in Giurisprudenza. La mia mail è andreacannizzaro94@gmail.com

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