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Bone-Hope Onlus compie 15 anni

Compie 15 anni l’associazione Bone-Hope onlus, alla cui iniziativa si deve, nel 2012, l’apertura dell’Hospice dell’Ospedale Cervello. Per celebrare i tre lustri di vita dell’associazione, lunedì 18 maggio a Villa Niscemi a Palermo, si è svolta una manifestazione alla presenza del presidente della Bone-Hope Vincenzo Meola, del direttore generale dell’Azienda Villa Sofia Cervello Gervasio Venuti, del direttore dell’Hospice del Cervello Giuseppe Peralta e di Iolanda Riolo, responsabile del gruppo Riolo auto, sponsor della manifestazione.

L’associazione Bone-Hope prende il nome da Roger C. Bone, pneumologo presidente dell’American College of Chest Physicans scomparso nel 1997, che lasciò in eredità una straordinaria testimonianza della condizione del malato con patologia tumorale in stato avanzato. Nei suoi articoli il professor Bone parlava della speranza (hope) come “un potente alleato, l’ultima difesa contro l’inevitabile sconfitta” contro quelle problematiche riguardanti i pazienti interessati da questa situazione.

Grazie alla Bone-Hope, che ha realizzato il progetto e ha attivato il contributo dei privati, il 31 dicembre 2012 ha aperto l’Hospice dell’Ospedale Cervello che provvede, oltre che al servizio di ospedalizzazione domiciliare per le cure palliative, anche, con i suoi otto posti letto, all’accoglienza e al ricovero di soggetti affetti da malattie neoplastiche e croniche in fase avanzata, con la somministrazione di cure palliative ai malati terminali e fornendo sostegno ai loro familiari.
L’Hospice deve essere organizzato in modo da garantire il benessere psicologico e la relazione del malato e dei suoi familiari, il confort ambientale, la sicurezza nell’utilizzo degli spazi e la tutela della privacy. Un Hospice deve richiamare il più possibile alla persona ospitata l’ambiente familiare della propria abitazione, perciò si cercherà, nei limiti del possibile, di personalizzare la stanza di degenza, consentendo continuamente la presenza di un parente. Il degente potrà esprimere richieste che nei normali reparti degli ospedali non possono essere ascoltate; infatti, nell’ambiente delle cure palliative la persona è al centro dell’attenzione e delle cure di tutta l’equipe che guarda alla globalità della sua persona e non soltanto ai sintomi della malattia. Il miglioramento della qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari, dev’essere l’obiettivo costantemente perseguito da tutti gli operatori dell’Hospice.

Giuseppe Peralta direttore dell'Hospice del Cervello
Giuseppe Peralta direttore dell’Hospice del Cervello

Riguardo Elisabetta Lucia Medaglia

Elisabetta Lucia Medaglia
29 anni, di Palermo, ho conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza nel 2014, mi sono abilitata prima come giornalista pubblicista e, in seguito, come Perito Grafologo Professionista , e sono cultore di Filosofia del Diritto presso l'università LUMSA di Palermo .

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