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Benessere, monitoraggio e diagnostica delle malattie delle tartarughe marine, uno studio a Palermo

Il nostro mare è popolato da una svariata gamma di abitanti, tra cui anche le tartarughe marine. In particolare, la Caretta caretta, conosciuta anche come tartaruga comune, è la specie più rappresentata del bacino del Mediterraneo. Viene spesso avvistata dai bagnanti e le stesse spiagge che noi frequentiamo durante il periodo estivo possono essere scelte (e spesso succede) come sito di nidificazione. A Palermo, al fine di salvaguardare queste specie, nasce nel 2013 il Centro di monitoraggio e controllo per tartarughe marine e cetacei, al fine di fronteggiare l’inquinamento di cui questi esemplari possono essere vittime.

All’interno dei tessuti di tredici esemplari di tartarughe marine, una Dermochelys coriacea e dodici Caretta caretta, rinvenute morte lungo le coste siciliane nel 2016, sono stati trovati quattro ftalati. Gli ftalati, famiglia di composti chimici usati nell’industria delle materie plastiche come agenti plastificanti, sono stati trovati a diverse concentrazioni significative all’interno di fegato e gonadi delle tartarughe marine. E’ questo il risultato di uno studio portato avanti in collaborazione con alcuni professori e zoologi dell’Università degli Studi di Palermo, presentato nel corso del convegno dal titolo “Centro di Referenza Nazionale sul Benessere, Monitoraggio e Diagnostica delle Malattie delle Tartarughe Marine” (C.Re.Ta.M.), che si è tenuto giovedì 28 dicembre all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia.

caretta carettaL’Istituto, nella sua attività legata al recupero delle tartarughe, ha reintrodotto nel loro habitat circa ottanta tartarughe Caretta caretta. Queste vengono operate e liberate dagli ami da pesca, spesso ingeriti insieme al pesce, che faceva da esca, e, dopo un periodo di riabilitazione presso il Centro Sant’Erasmo, sono state rimesse in libertà lungo tutto il territorio dell’isola, sempre in presenza di autorità locali, sindaci, Capitaneria di porto, volontari e scolaresche. L’obiettivo del Centro di referenza nazionale delle tartarughe è anche quello di creare una maggior sensibilizzazione verso questi esemplari, che sono ancora oggi il più importante indicatore ecologico della salute del nostro mare.

 

Riguardo Marta Cianciolo

Marta Cianciolo
Studentessa al corso di studi in Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo.

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