Home / #EatSicily / I Babbaluci: cucina siciliana a domicilio
Logo de I Babbaluci

I Babbaluci: cucina siciliana a domicilio

La cucina siciliana è tra le più sfiziose al mondo, così rinomata da essere richiesta ovunque. Perché non esportarla e farla arrivare direttamente nelle case delle persone? Dev’esser stato questo il pensiero dei due ragazzi palermitani Claudio Troìa, 28 anni, e Clara Montalbano, 25 anni, quando hanno creato I Babbaluci.

Claudio è uno chef e Clara una dottoressa in Diritti Umani, entrambi palermitani emigrati a Padova. Il loro colpo di genio sta nell’aver portato la vera cucina siciliana nel nord Italia e, soprattutto, nell’aver re-inventato il servizio a domicilio: sono loro stessi che si recano nelle case degli italiani a cucinare!

Il nome i Babbaluci deriva proprio dalla caratteristica delle lumache di viaggiare sempre assieme alla propria casa; allo stesso modo, i due giovani portano sempre con sé la Sicilia – e la cucina siciliana – in giro per l’Italia.

Un progetto ambizioso che mi sono fatto raccontare dai due fondatori.

Uno chef e una laureata in Diritti Umani: con voi si può finalmente dire che il mangiar bene va considerato come un diritto dell’uomo, siete d’accordo?

IBabbaluci_ClaraClara: Il cibo è diritto fondamentale ma è anche arte, passione e condivisione. Un mio professore, all’Università di Padova, disse che chi si occupa di diritti umani non può essere emotivamente indifferente all’arte e non può che circondarsi di persone che producono bellezza. Il legame tra diritti umani e cibo riguarda le persone, i loro bisogni fondamentali di comunicare e condividere. Riguarda noi due che amiamo ciò che facciamo. I Babbaluci sono stati il punto di contatto tra le nostre due attività.

Com’è nata l’idea di diventare “I Babbaluci”?

Clara: Ogni volta che ci trovavamo insieme ad amici, tutti chiedevano a Claudio di essere aiutati in cucina. Nel bel mezzo di un cous cous di pesce,  a casa di una nostra amica, è arrivata l’idea. Abbiamo pensato che quello dello chef a domicilio potesse diventare un vero e proprio mestiere. E non abbiamo perso tempo: eravamo così eccitati dall’idea di creare questa nuova attività che abbiamo fatto un business plan in poche ore, fino alle 5 del mattino. Nella nostra stanza, in un appartamento condiviso con altri studenti e lavoratori, abbiamo iniziato a programmare tutto: piano pubblicitario, piatti da proporre, modalità di lavoro, target. L’indomani mattina eravamo così storditi da non ricordarci se quelle idee fossero davvero nate la sera prima o se si trattasse di un sogno. Eppure, sulla scrivania c’erano ben 10 pagine di appunti: erano veramente nati I Babbaluci.

Come funziona il vostro servizio?

IBabbaluci_ClaudioClaudio: Quando i clienti ci contattano concordiamo assieme il menù a seconda delle esigenze e dell’occasione. Facciamo poi un sopralluogo per capire come utilizzare spazi e strumenti. Il cliente dovrà pensare solo ad apparecchiare la tavola, il resto lo facciamo noi: facciamo la spesa, cuciniamo con le nostre attrezzature, serviamo e descriviamo l’origine e la composizione dei piatti. Inoltre, la nostra figura è più o meno presente a seconda delle esigenze del cliente. Se, ad esempio, cuciniamo per una cenetta intima ci rendiamo invisibili; a una cena con molti ospiti interessati alle ricette, invece, il momento della preparazione può diventare anche una breve lezione di cucina.

Qual è il piatto siciliano maggiormente richiesto?

Clara: Caponata classica o di pesce. Solo noi siciliani abbiamo la pazienza di friggere mille ingredienti e tuffarli nell’agrodolce: è considerata un piatto speciale anche per la lunga procedura. Perfino mia nonna si è commossa per la caponata di Claudio… questo vorrà pur dire qualcosa!

Raccontatemi un aneddoto simpatico che vi è capitato di vivere durante una delle cene alle quali avete partecipato come chef.

Claudio: A Marzo abbiamo lavorato per una laurea: ci hanno richiesto quantità industriali di sfincioni, arancine e pezzi di rosticceria. Disponevamo di un forno piccolo e con gli sfincioni abbiamo terminato alle quattro del mattino! Decine e decine di cipolle tagliate, fino a quando Clara – stremata, in tarda notte – si è ferita al polpastrello a causa del sonno. Ho curato il taglio ascoltando le sue lamentele sui diritti dei lavoratori! La consegna, tuttavia, era molto importante e abbiamo ripreso a cucinare fino al mattino seguente (con Clara che mi ha dato dello schiavista per ore!). Abbiamo alternato risate isteriche a momenti di sconforto ma alla fine ce l’abbiamo fatta, ricevendo un sacco di complimenti. Tornati a casa, abbiamo dormito per 14 ore di fila.

Da dove provengono gli ingredienti che utilizzate per la vostra cucina?

Claudio: Cerchiamo di utilizzare prodotti a km zero e sicuramente italiani. Quando siamo lontani dalla Sicilia ci portiamo dietro solo ciò che è fondamentale provenga dalla nostra isola per sapori e profumi: mandorle, pistacchi, pomodori secchi ecc. In ogni caso, ci affidiamo solo ad aziende controllate e rispettose dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori e dell’agricoltura sostenibile. Un lavoro di ricerca per nulla semplice, ma al quale non vogliamo assolutamente rinunciare.

Lavorate unicamente nel nord Italia? E in quali regioni siete maggiormente contattati?

Claudio: Abbiamo cominciato in Sicilia a dicembre dello scorso anno per testare l’attività. A Gennaio abbiamo continuato a Padova, spostandoci poi in tutto il Veneto, a Milano e in Emilia. A novembre e dicembre saremo nuovamente in Sicilia e a gennaio partiremo per Cipro o per laFrancia (attendiamo delle risposte). Vorremmo portare l’attività dei Babbaluci in giro per il mondo: io amo cucinare e mi piace farlo con Clara, purchè segua le mie regole tra i fornelli!

Per finire, una tipica domanda da colloquio: dove vedete i Babbaluci tra 10 anni?

Clara: Tra dieci anni? Avremo realizzato il nostro sogno: una comunità per minori in campagna. Io mi occuperò della parte di tutela legale, Claudio terrà corsi di cucina e si occuperà della terra. Magari quella de i Babbaluci potrebbe diventare un’attività più grande in cui anche ragazzi provenienti da situazioni complesse potranno trovare un’occasione di riscatto. La cucina diverrebbe così un luogo di rispetto e implementazione dei diritti umani. Abbiamo dieci anni per impegnarci e raggiungere l’obiettivo, lavoreremo sodo!

Cucinaculturaintraprendenza e amore per la propria terra. Gli ingredienti per un grande successo ci sono tutti.

Riguardo Emanuele Greco

25 anni, laureato in Comunicazione Professionale e Multimedialità, mi piace giocare con le parole. Sogno di lavorare con la #scrittura su carta, #web e #socialmedia. Mi piacciono i libri gialli, le serie tv e i fumetti. La mia migliore amica è la pizza e se potessi mi trasferirei a Londra.

Leggi anche

Arancina’s day: fra gusto e tradizione

La lista delle arancine più buone di Palermo. C'è solo l'imbarazzo della scelta. Con carne, al burro, ai formaggi, vegetariana, al salmone, con la salsiccia e persino al cioccolato, sono tanti i gusti tra cui poter scegliere e da gustare in compagnia o da soli.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *