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Arte e cultura: il Sistema Museale d’Ateneo alla manifestazione “Le vie dei Tesori”

Frutto dell’iniziativa di giornalisti e operatori culturali, anche quest’anno la manifestazione Le Vie dei Tesori arricchisce Palermo e non solo. Infatti quest’anno il Festival si è esteso ad altre quattro città siciliane: Agrigento, Messina, Siracusa e Caltanissetta.

Ormai per qualche altro giorno di ottobre è possibile fruire delle opere e dei musei che rendono ricca di bellezza e di cultura Palermo. La quantità di musei e ricchezze visitabili è resa ancor di più ingente dal complesso artistico- monumentale messo a disposizione dall’Università degli Studi di Palermo.

Il Sistema Museale d’Ateneo (SIMUA) non solo permette una partecipazione più attività dell’Ateneo alla manifestazione, ma anche rende fruibili e conoscibili le potenzialità artistiche di cui esso dispone. Del resto scopo della manifestazione è quello di presentare un’offerta formativa di qualità che permette ai cittadini di riscoprire il territorio e ai turisti di meravigliarsi delle ricchezze siciliane.

Tra le ricchezze artistiche offerte dall’Ateneo si inserisce: il Museo Storico dei Motori e dei Meccanismi (centro di recupero e restauro di motori, apparecchiature scientifiche, tra cui uno dei soli cinque esemplari rimasti del velivolo storico Fiat G.59), l’Orto Botanico, (fondato nel 1795  e considerato un enorme museo all’aperto, vanta oltre duecento anni di attività che gli hanno consentito anche lo studio e la diffusione, in Sicilia, in Europa e in tutto il bacino del Mediterraneo, di innumerevoli specie vegetali; al suo interno è anche adornato da edifici storici progettati da Dufourny e da Giachery), il Museo di Zoologia ‘P. Doderlein’ ( fondato nel 1863 da P. Doderlein, contiene oltre 8000 esemplari di invertebrati e vertebrati e  da quest’anno una collezione di volumi storici, risalenti alla seconda metà del 1500; inoltre preserva una ricca collezione di pesci del Mediterraneo, conservata grazie ad un particolare trattamento chimico, rimasto celato) .

Si inserisce nel SIMUA anche La Fossa della Garofala, acquistata nel 1950, dall’Università di Palermo. Il luogo, in precedenza, era appartenuto a Luigi Filippo D’Orlèans, Re di Francia, il quale  venne nel 1809 a Palermo per sposare la figlia di Ferdinando III di Borbone, Re di Sicilia e diede inizio alla realizzazione di un elegante giardino, definito sul finir dell’Ottocento come uno dei più belli d’Italia e persino d’Europa. La Fossa prende il nome dal primo proprietario Onofrio Garofalo. Oggi è anche luogo di ricerca e sperimentazione.

Inoltre fanno parte delle ricchezze dell’Ateneo: la Cappella dei falegnami, incorporato dell’edificio dell’ex facoltà di Giurisprudenza in via Maqueda e la Cripta delle Reepentite, nel convento di Santa Maria la Grazia, luogo di suggestione e misteri che ospitò prostitute convertite a vita monastica.

 

Riguardo Salvatore Casarrubea

Salvatore Casarrubea
Classe '94, diplomato al Liceo Classico, attualmente frequento la facoltà di Giurisprudenza. Mail: salvocasarrubea@gmail.com

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