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Anche l’Italia si adegua al numero unico per le emergenze, è 112

Con il nuovo disegno di legge di riforma della Pubblica Amministrazione approvato in via definitiva dal Senato per unificare i servizi forniti da 112, 113, 115 e 118 sono stati stanziati 58 milioni di euro fino al 2024. Ne sarebbero stati necessari molti di meno se al numero unico di emergenza si fosse arrivati per tempo, quando l’Unione Europea, nel 1991, ne decise l’istituzione in tutto il vecchio continente. Dunque non si parla di una vera e propria riforma, ma piuttosto di un adeguamento ad un obbligo imposto dall’Europa che minacciava di continuare il procedimento sanzionatorio nei confronti dell’Italia se non si fosse adeguata.
Tale adeguamento è stato indispensabile, oltretutto, a causa di una recente decisione del Parlamento europeo che prevede l’obbligo, da aprile 2018, di montare su tutte le auto vendute in Europa il sistema di chiamata di emergenza eCall.

fonte: autopareri.it

fonte: autopareri.it

L’eCall obbligatorio dovrà esclusivamente consentire la comunicazione (via rete mobile) dell’esatta locazione del veicolo incidentato, il momento dell’impatto, la direzione e altre informazioni di base. “L’eCall potrà essere attivato anche manualmente schiacciando un bottone sull’auto, per esempio da un testimone dell’incidente”. Sono stati dati 3 anni di tempo per l’adeguamento delle catene di montaggio nelle case automobilistiche per l’installazione del sistema su tutti i veicoli.

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fonte: areu.lombardia.it

Per quanto riguarda il 112 come numero unico d’emergenza in Italia saranno istituiti centri regionali di coordinamento. Già in Lombardia è in via di sperimentazione da parte dell’Azienda Regionale Emergenza e Urgenza. Quando si chiama il numero di emergenza, “il cittadino entra in contatto con l’operatore del Call Center NUE 112 che prende in carico la chiamata, se necessario attiva una teleconferenza per la traduzione multilingue, e inizia la compilazione della scheda contatto.

Il collegamento con il CED interforze del Viminale consente di raccogliere in pochissimi istanti (3-4 secondi) i dati identificativi e la localizzazione del numero chiamante (per le chiamate da telefono fisso) o la sua localizzazione tramite cella telefonica (per le chiamate da telefono mobile). Se la chiamata non riguarda una richiesta di soccorso non viene passata. Tale azione di filtro del 112, che arriva al 60% delle chiamate in ingresso, consente alle Forze di secondo livello di ricevere un numero molto minore di chiamate e tutte appropriate.

Tutte le informazioni raccolte vengono inserite in una scheda elettronica; a quel punto la chiamata, corredata dalla scheda, viene trasferita alle Forze di Pubblica Sicurezza, alla Centrale Operativa dei Vigili del Fuoco o al Soccorso Sanitario; viene cioè trasferita all’amministrazione competente per funzione e territorio. Tutto il traffico telefonico e tutti i dati relativi agli eventi vengono registrati. Il servizio è gratuito sia da telefonia fissa sia da mobile”. L’AREU lombarda ha anche reso disponibile l’applicazione per smartphone “Where ARE U”, che permette la geolocalizzazione della chiamata.

Tuttavia non si sa ancora la tempistica di attivazione del 112 come numero unico. Tale attivazione ridurrebbe tempi e costi dovuti ai diversi numeri di emergenza coinvogliando tutto il flusso ad un unico numero, speriamo di vedere attivo il servizio nei prossimi anni.

Riguardo Giuseppe Palazzotto

Studente in Ingegneria Informatica, Laurea Magistrale. E' stato rappresentante degli studenti presso la Scuola Politecnica ed il Consiglio di corso di studi. E' tra i fondatori del blog www.lalapa.it Nel sociale svolge attività con il Rotaract Club Palermo Agorà. E' stato giocatore a livello agonistico di scacchi ed ora nel tempo libero svolge attività riconosciuta dal Coni e dalla Federazione come istruttore ed arbitro.

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