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Fonte immagine: Treccani.it
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Al-Raqqa: storia di una capitale oggi in mano all’ISIS

Conoscere è indispensabile per impostare il confronto e la dialettica su dati reali e non su percezioni immaginarie”: scrive cosi il prof. Ferrari, docente di diritto canonico a Milano, nel saggio sul diritto comparato delle religioni. La conoscenza e la storia di un tema oggi molto attuale e delicato, difficile da affrontare senza guardare al passato, è ciò che ha proposto l’istituto della enciclopedia italiana Treccani, nel suo sito web (http://www.treccani.it/). Il 13 aprile 2016 viene pubblicato l’articolo “Via della Seta: Al-Raqqa. La capitale oscura”, a cura di Gianfilippo Terribili, nella sezione Enciclopedia Magazine. Il pezzo ci spiega la storia di un’antica città della Siria, quella di Al-Raqqa, oggi considerata quartier generale dello stato islamico, vittima di bombardamenti da parte di fazioni opposte e di paesi occidentalizzati. Al-Raqqa è diventata un luogo in cui la vita dei suoi abitanti è difficile e compromessa, dove l’anarchia militare, che risponde alle leggi della Sharīʿa, ha qualsiasi potere decisionale.

Ma perché il Daesh, meglio noto come Is in occidente, ha scelto questa città per iniziare il proprio progetto?

SyriaUpdate_3-15-13_mapL’articolo ci dimostra che le motivazioni sono tanto strategiche quanto ideologiche: non a caso Al-Raqqa è posizionata sul fiume Eufrate, area che ha sempre favorito l’insediamento e la crescita urbana. La città ha infatti dapprima attirato i Seleucidi nel periodo ellenistico e poi la forza militare romana sotto la guida della dinastia dei Severi. Viene messo in rilevanza che prima dei fatti odierni, Al-Raqqa era una città multiculturale ed eterogenea, una società aperta. Anche la conquista araba nel 639 d.C. non pose fine a questa situazione, anzi, grazie al califfato, il capoluogo conobbe opere di splendore artistico ed un buon periodo economico che dureranno fino al secondo dopoguerra. La scelta dell’Is è dunque ben studiata: l’organizzazione punta non solo alle linee di commercio e comunicazione del territorio, ma anche al suo glorioso passato. Diventa allora necessario capire il perché delle scelte politiche e belliche, cosa vi è dietro un avvenimento e cosa vi è stato. Capita spesso ormai che ci si fermi subito all’apparenza, che si cada nello stereotipo che ci fa credere che tutta l’Africa sia savana e povertà, che tutti gli Islamici siano maschilisti e terroristi, che la Siria sia sempre stata un paese sottosviluppato. Così non è: basta guardare le foto e le testimonianze raccolte prima delle guerre, per vedere uno stato e una gente non lontana dalle nostre realtà, sconvolta dai recenti accadimenti.

Bisogna sempre guardare con natura critica a quello che succede, ma soprattutto osservando la storia, nostra principale maestra. L’articolo si conclude con queste parole che è opportuno riportare: “Lo stridore più acuto non consiste tanto nel confronto fra la drammatica realtà attuale e un discutibile modello occidentale, quanto in un paragone interno alla civiltà islamica stessa che contrappone la tollerante società della Raqqa capitale del califfato abbaside, mille e duecento anni fa, alla cupa esperienza dello pseudo-califfato contemporaneo. Un’antitesi contraddittoria che solo la società islamica può affrontare e risolvere.”

Per approfondimenti il link della Treccani:

http://www.treccani.it/magazine/cultura/via_della_Seta_Al_Raqqa_La_capitale_oscura.html#

Riguardo Cristina Ciulla

Cristina Ciulla
Studentessa della facoltà di legge dell'Università degli studi di Palermo, redattrice per IostudioNews e per Masterlex.it, anno '94.

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