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Nomafia-muro-imbrattato

Se al palermitano non piace ricordare

Al Palermitano piace ricordare: muore un generale e gli si intesta una via, muore chi “vuciava” alla Mafia e gli si intesta un aeroporto.

Così recitava una fortunata dichiarazione d’amore per Palermo diffusasi a macchia d’olio alcuni mesi fa sui social. Tuttavia, i tempi cambiano e, forse, la frase appena riportata andrebbe leggermente modificata con:

Al Palermitano (non) piace (nemmeno più) ricordare.

È questo che si pensa quando un simbolo – seppur microscopico – della lotta alla mafia viene imbrattato con una dedica d’amore.

Il simbolo in questione è il muro del casolare dal quale, il 23 maggio 1992, Giovanni Brusca pose fine alla vita del giudice Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta, azionando il telecomando che li fece saltare in aria.

Su questo muro, da tempo, sovrasta imponente la scritta “NO MAFIA”, che è da leggere più come un grido di orgoglio e di ribellione al fenomeno mafioso, da parte di tutti quei palermitani che la mafia, l’arroganza e la prepotenza proprio non le digeriscono.

Eppure, qualcuno è stato in grado di infischiarsi di tutto questo. Questo qualcuno ha pensato bene di non inviare il proprio messaggio d’amore tramite WhatsApp o Facebook, ma di scriverlo proprio sotto alla frase NOMAFIA. Adesso, infatti, è possibile ammirare un originalissimo “Sei la mia vita – 23/09/2015”.

Saranno in molti, probabilmente, a etichettare l’azione come un semplice gesto dettato dalla gioventù (sempre che l’artefice sia stato un giovane), di qualcosa che, sotto sotto, non è poi così grave. “Una ragazzata”, nulla di più. Ma la questione, qui, è un’altra.

Si tratta di riflettere su noi stessi. Di chiederci perché pensiamo che dire “A me della morte di Falcone, della legalità e della giustizia non importa nulla” e sporcare un simbolo che proprio questo serviva a testimoniare, siano due cose differenti.

Quel pezzo di cemento verrà forse ripulito, ma un altro muro dovrebbe preoccuparci: quello dell’indifferenza e dell’ignoranza della società in cui viviamo.

 

 

Riguardo Emanuele Greco

25 anni, laureato in Comunicazione Professionale e Multimedialità, mi piace giocare con le parole. Sogno di lavorare con la #scrittura su carta, #web e #socialmedia. Mi piacciono i libri gialli, le serie tv e i fumetti. La mia migliore amica è la pizza e se potessi mi trasferirei a Londra.

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